Sicurezza
AMBIENTE
Assassinati da un vampiro Strage di pini a Tirrenia
Carlo Venturini
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Alcune immagini della strage di alberi che sta andando avanti da tempo sul litorale pisanoÈ una vera e propria strage. Le vittime sono i pini marittimi secolari di Tirrenia e Calambrone aggrediti dall'insetto "vampiro" Matsucoccus. Ma i cittadini non ci stanno ad assistere imbelli al taglio di centinaia di pini e chiedono che si controlli quanto si sta facendo ora e, soprattutto, cosa verrà fatto o costruito in futuro in quelle aree disboscate.
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TIRRENIA. È una vera e propria strage. Le vittime sono i pini marittimi secolari di Tirrenia e Calambrone aggrediti dall'insetto "vampiro" Matsucoccus. Ma i cittadini non ci stanno ad assistere imbelli al taglio di centinaia di pini e chiedono che si controlli quanto si sta facendo ora e, soprattutto, cosa verrà fatto o costruito in futuro in quelle aree disboscate.
Il dubbio è che al posto dei pini abbattuti si facciano parcheggi o si autorizzino nuovi ampliamenti di volumetrie residenziali o nuova cementificazione turistica o residenziale. Giancarlo Lunardi, presidente del Parco di San Rossore, è chiaro nel dire: «Per quanto di mia competenza, la destinazione di quelle aree rimane e rimarrà boschiva ed abbiamo già iniziato la piantumazione che ho verificato sta attecchendo bene».
I cittadini di Tirrenia, Marina e Calambrone sono sull'orlo di una crisi di nervi, visto che da un lato hanno un porto i cui lavori sono in ritardo e dall'altro c'è un abitato di Calambrone che cresce a vista d'occhio. Gli alberi invece vanno giù. E vanno giù anche quelli del Viale D'Annunzio perché malati.
«Sembra di assistere a quelle terribili immagini di disboscamento della foresta amazzonica», dicono alcuni residenti della zona di via dei Pioppi. «Ciò che impressiona maggiormente - continuano - è la velocità con cui queste ditte private lavorano visto che già alle sette di mattina sono operative e vanno avanti fino alle 18».
I residenti non nascondono minimamente le loro preoccupazioni e dicono: «È possibile che tutti questi alberi siano malati? È possibile che tutta quest'opera di abbattimento coincida, guarda caso, con il massiccio lavoro di nuova edilizia ed ampliamento delle volumetrie già esistenti sia su Tirrenia che sul Calambrone? E perché a San Rossore non si stanno abbattendo gli alberi nonostante la presenza dello stesso insetto?».
La vicenda dell'insetto killer purtroppo è nota già dal 2003. La Regione Toscana stanziò ben 500mila euro e sono state coinvolte per debellare l'insetto le università di Firenze e Pisa. «L'insetto - spiega Lunardi - proviene da sud, quindi ha colpito in primis il litorale mentre a San Rossore, posto più a nord, abbiamo potuto usare delle trappole ormonali per impedire la riproduzione dell'insetto».
Lunardi però è convinto che qualche spiegazione in più vada data ai residenti tant'è che ci chiede di pubblicare la sua mail (presidente@sanrossore.toscana.it) per essere contattato e organizzare così un incontro in loco con gli abitanti. «Se possibile, chiamerò anche il Comune e la Provincia e tutti gli uffici tecnici coinvolti nella faccenda per fare chiarezza una volta per tutte».
Lunardi precisa subito che non tutta l'area interessata dai tagli è di stretta competenza del Parco.
I residenti questo lo sanno bene e dicono: «Ci sono zone in cui i confini del Parco sono sfilacciati e forse proprio lì, in quelle aree dove la pineta confina con le abitazioni, è più facile che si creino situazioni poco chiare e che ci fanno nascere forti dubbi sul disboscamento in atto».
Lunardi aggiunge: «Ci vorrebbe più Parco».
Il dubbio è che al posto dei pini abbattuti si facciano parcheggi o si autorizzino nuovi ampliamenti di volumetrie residenziali o nuova cementificazione turistica o residenziale. Giancarlo Lunardi, presidente del Parco di San Rossore, è chiaro nel dire: «Per quanto di mia competenza, la destinazione di quelle aree rimane e rimarrà boschiva ed abbiamo già iniziato la piantumazione che ho verificato sta attecchendo bene».
I cittadini di Tirrenia, Marina e Calambrone sono sull'orlo di una crisi di nervi, visto che da un lato hanno un porto i cui lavori sono in ritardo e dall'altro c'è un abitato di Calambrone che cresce a vista d'occhio. Gli alberi invece vanno giù. E vanno giù anche quelli del Viale D'Annunzio perché malati.
«Sembra di assistere a quelle terribili immagini di disboscamento della foresta amazzonica», dicono alcuni residenti della zona di via dei Pioppi. «Ciò che impressiona maggiormente - continuano - è la velocità con cui queste ditte private lavorano visto che già alle sette di mattina sono operative e vanno avanti fino alle 18».
I residenti non nascondono minimamente le loro preoccupazioni e dicono: «È possibile che tutti questi alberi siano malati? È possibile che tutta quest'opera di abbattimento coincida, guarda caso, con il massiccio lavoro di nuova edilizia ed ampliamento delle volumetrie già esistenti sia su Tirrenia che sul Calambrone? E perché a San Rossore non si stanno abbattendo gli alberi nonostante la presenza dello stesso insetto?».
La vicenda dell'insetto killer purtroppo è nota già dal 2003. La Regione Toscana stanziò ben 500mila euro e sono state coinvolte per debellare l'insetto le università di Firenze e Pisa. «L'insetto - spiega Lunardi - proviene da sud, quindi ha colpito in primis il litorale mentre a San Rossore, posto più a nord, abbiamo potuto usare delle trappole ormonali per impedire la riproduzione dell'insetto».
Lunardi però è convinto che qualche spiegazione in più vada data ai residenti tant'è che ci chiede di pubblicare la sua mail (presidente@sanrossore.toscana.it) per essere contattato e organizzare così un incontro in loco con gli abitanti. «Se possibile, chiamerò anche il Comune e la Provincia e tutti gli uffici tecnici coinvolti nella faccenda per fare chiarezza una volta per tutte».
Lunardi precisa subito che non tutta l'area interessata dai tagli è di stretta competenza del Parco.
I residenti questo lo sanno bene e dicono: «Ci sono zone in cui i confini del Parco sono sfilacciati e forse proprio lì, in quelle aree dove la pineta confina con le abitazioni, è più facile che si creino situazioni poco chiare e che ci fanno nascere forti dubbi sul disboscamento in atto».
Lunardi aggiunge: «Ci vorrebbe più Parco».
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