Il dolore
l'intervista
Alluvione, Bertolaso fa arrabbiare tutti
Ha detto che torna «al lavoro per salvare 2.300 posti di lavoro in Toscana con un'ordinanza», ma ha attribuito alla Regione responsabilità nei ritardi sui fondi alle imprese. «Dice bugie», si è arrabbiato Martini e si sono arrabbiati i deputati Pd Fontanelli, Realacci e Gatti.
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PISA. Al ritorno al lavoro oggi il capo della Protezione civile Guido Bertolaso non troverà solo strascichi sul coinvolgimento nell'inchiesta sugli interventi alla Maddalena. Dovrà rispondere alle accuse che dalla Toscana gli arrivano su alcune sue affermazioni in un'intervista di ieri al "Sole 24 Ore". Ha fatto arrabbiare tutti. Ha detto che torna «al lavoro per salvare 2.300 posti di lavoro in Toscana con un'ordinanza», ma ha attribuito alla Regione responsabilità nei ritardi sui fondi alle imprese. «Dice bugie», si è arrabbiato Martini e si sono arrabbiati i deputati Pd Fontanelli, Realacci e Gatti.
Ma vediamo cosa ha detto Bertolaso, intervistato per il suo coinvolgimento giudiziario. «Venerdì sera sono andato da Berlusconi per sottoporgli un'ordinanza che destina due milioni del bilancio della protezione civile agli imprenditori finiti sott'acqua in Toscana. A gennaio avevamo messo a punto un testo con la Regione, ma loro hanno le loro regole, le loro procedure, che richiedono tempo, e se a questi imprenditori non diamo un cip per ripartire, perdono tutto. Ecco come funziona l'Italia».
«Chiederemo risposte chiare nel dibattito parlamentare di mercoledì», ribattono i deputati Paolo Fontanelli, Ermete Realacci e Maria Grazia Gatti, mentre la replica di Claudio Martini è riportata in altra pagina.
«Le comprensibili difficoltà - dicono - che sta attraversando il capo della Protezione civile non giustificano il grave sapore di "scarica barile" sull'alluvione di Natale. Bertolaso dice che è colpa della Regione se non ci sono ancora le misure promesse agli alluvionati. È una bugia evidente a tutti. La sospensione degli obblighi fiscali e il finanziamento degli interventi necessari avviene con un decreto legge del governo. Se ad oggi questo non c'è la responsabilità è sua, dato che ha escluso l'idea di fare un decreto specifico.
Quello che invece c'è in itinere è un emendamento inserito nel decreto al vaglio del Parlamento che prevede 100 milioni, mentre il governo ha ritirato il comma sulle sospensioni fiscali».
«L'altro provvedimento - incalzano i deputati Pd - è l'ordinanza della Protezione civile con i criteri per i contributi alle famiglie e alle imprese danneggiate, con la nomina dei commissari e lo stanziamento di 20 milioni per le spese di primo intervento di cui il 60%, ovvero 12 milioni, costituiscono una riserva a disposizione del capo della Protezione civile. Nel merito la Regione ha inviato da almeno 15 giorni le sue osservazioni a Bertolaso. È incredibile che lui cerchi oggi di scaricare le sue responsabilità e i suoi ritardi su altre istituzioni».
Perplessità, in modo diverso però, la esprime anche l'imprenditore Valterio Castelli, presidente del comitato delle imprese alluvionate. «Avevamo segnalato subito - ha detto - che c'era un impasse nella bozza dell'ordinanza là dove Bertolaso, a torto o a ragione, voleva far gestire alla Protezione civile il 60% dei fondi per l'alluvione, visto che la Regione, a torto o a ragione voleva gestire lei la maggior parte dei fondi. Dico a torto o a ragione perché alla fine, a noi risulta ininfluente sapere chi gestirà i fondi che di fatto oggi non ci sono».
Ma vediamo cosa ha detto Bertolaso, intervistato per il suo coinvolgimento giudiziario. «Venerdì sera sono andato da Berlusconi per sottoporgli un'ordinanza che destina due milioni del bilancio della protezione civile agli imprenditori finiti sott'acqua in Toscana. A gennaio avevamo messo a punto un testo con la Regione, ma loro hanno le loro regole, le loro procedure, che richiedono tempo, e se a questi imprenditori non diamo un cip per ripartire, perdono tutto. Ecco come funziona l'Italia».
«Chiederemo risposte chiare nel dibattito parlamentare di mercoledì», ribattono i deputati Paolo Fontanelli, Ermete Realacci e Maria Grazia Gatti, mentre la replica di Claudio Martini è riportata in altra pagina.
«Le comprensibili difficoltà - dicono - che sta attraversando il capo della Protezione civile non giustificano il grave sapore di "scarica barile" sull'alluvione di Natale. Bertolaso dice che è colpa della Regione se non ci sono ancora le misure promesse agli alluvionati. È una bugia evidente a tutti. La sospensione degli obblighi fiscali e il finanziamento degli interventi necessari avviene con un decreto legge del governo. Se ad oggi questo non c'è la responsabilità è sua, dato che ha escluso l'idea di fare un decreto specifico.
Quello che invece c'è in itinere è un emendamento inserito nel decreto al vaglio del Parlamento che prevede 100 milioni, mentre il governo ha ritirato il comma sulle sospensioni fiscali».
«L'altro provvedimento - incalzano i deputati Pd - è l'ordinanza della Protezione civile con i criteri per i contributi alle famiglie e alle imprese danneggiate, con la nomina dei commissari e lo stanziamento di 20 milioni per le spese di primo intervento di cui il 60%, ovvero 12 milioni, costituiscono una riserva a disposizione del capo della Protezione civile. Nel merito la Regione ha inviato da almeno 15 giorni le sue osservazioni a Bertolaso. È incredibile che lui cerchi oggi di scaricare le sue responsabilità e i suoi ritardi su altre istituzioni».
Perplessità, in modo diverso però, la esprime anche l'imprenditore Valterio Castelli, presidente del comitato delle imprese alluvionate. «Avevamo segnalato subito - ha detto - che c'era un impasse nella bozza dell'ordinanza là dove Bertolaso, a torto o a ragione, voleva far gestire alla Protezione civile il 60% dei fondi per l'alluvione, visto che la Regione, a torto o a ragione voleva gestire lei la maggior parte dei fondi. Dico a torto o a ragione perché alla fine, a noi risulta ininfluente sapere chi gestirà i fondi che di fatto oggi non ci sono».
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