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solidarietà

«Insieme per vincere il dolore»

Angela Feo /
«Insieme per vincere il dolore»

Alcune famiglie hanno creato una rete di aiuto tra persone che hanno subìto lo stesso trauma. Agosto 2007, le tre di notte, lo schianto con la moto sul viale di Marina.

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PISA. Quando Sacha ha perso la vita aveva appena compiuto 25 anni. Agosto 2007, le tre di notte, lo schianto con la moto sul viale di Marina. I ricordi di questi due anni e mezzo si rincorrono dolorosamente. Cristiano Sivieri, il padre di Sacha, torna indietro con la mente a quel momento: «Non eravamo a Pisa. Ci ha raggiunto la telefonata di nostro figlio più grande. Siamo partiti e non so come ho fatto a guidare un camper di 7 metri per 200 chilometri, mentre mia moglie Sonia era fuori di sé».

Sonia: «Mi sembrava che non fosse successo a me. Per due mesi sono stata imbottita di psicofarmaci che mi tenevano in uno stato di semicoscienza, senza permettermi di capire fino in fondo cosa fosse accaduto e di accettare il lutto per la morte di Sacha».
Cristiano: «Mi sono imposto di rimanere lucido per cercare di ricostruire la dinamica dell'incidente e dimostrare che mio figlio non aveva colpa. Per settimane mi sono messo a studiare planimetrie. Ad un certo punto sono crollato.

Gli amici intanto si erano dileguati, di fronte a un dolore come questo c'è imbarazzo, chi non ci è passato non sa più cosa dire». Poi il pensiero di farla finita: «Siamo saliti in macchina, ho accelerato fino a 130 chilometri all'ora. A 10 centimetri da un camion, mi sono improvvisamente fermato. Mio figlio non avrebbe voluto che finisse così».

Comincia così un cammino. E la consapevolezza che chi porta dentro la tua stessa ferita può capirti, che ci si può dare sostegno reciproco, per cercare di incanalare il dolore in qualcosa di positivo.
Nasce così il forum "Angeli in terra": «Alcune mamme che avevano subito lo stesso lutto hanno iniziato a scriverci da tutte le parti d'Italia - dice Cristiano -. Raccontavano la loro storia, le loro sofferenze. Poi abbiamo deciso di partire col camper e di andare a conoscere queste persone per darci un aiuto reciproco: così il contatto virtuale è diventato reale». L'iniziativa cresce, «adesso i contatti sono circa 40».
Intanto i Sivieri conoscono Adriana Rindi che qualche anno fa ha fondato l'associazione "Casagrande Il Nespolo": comincia una stretta collaborazione che coinvolge 6-7 famiglie. Gli intenti sono comuni: creare una rete di aiuto e sostegno tra persone che hanno subito lo stesso trauma, quello del lutto, e fare opere di beneficenza, cercare di trasformare quel dolore, «che non ti lascia più», in qualcosa di buono per gli altri.

«Ho perso mia figlia 16 anni fa - racconta Adriana Rindi - Ho passato anni di buio prima di riuscire a reagire». E' dura ricordare. «Alessia aveva 21 anni. Il giorno prima aveva dato un esame all'università. Per un mese era andata avanti a mele e caffè. Mi era parsa stanca, ma era voluta uscire. La mattina alle 5 mi svegliai. Alessia non c'era. Il letto nella sua stanza, intatto, ce l'ho ancora davanti agli occhi. Chiamai il fidanzato: l'aveva salutata la sera prima e lei si era diretta a casa. Corsi fuori e 200 metri più in là, sul ciglio della strada, vidi la macchina, reclinata sul fianco. Entrai nell'auto, la carezzai e le chiusi gli occhi. Per 4 anni sono stata un vegetale, mi sembrava di non aver motivo di stare al mondo. Ebbi un incidente, mi salvai. Mi dissi che non potevo andare avanti così.

Cercai allora di concentrarmi sugli altri miei due figli: loro erano qui con me e avevano bisogno del mio aiuto. Cominciai anche ad aiutare ragazzi che avevano problemi di tossicodipendenza. E mentre tanti amici si sono allontanati, ci sono state delle persone, che neanche conoscevano Alessia, che mi sono state vicine: insieme a loro, nel 2002, ho fondato l'associazione. In questi anni ci siamo dati molto da fare e il nostro impegno ha dato dei risultati. Ora attingo forza dal mio percorso. E credo che dalla mia sofferenza sia uscito qualcosa di buono. Il dolore non ti abbandona mai, ma è possibile anche provare una forma di gioia, quando senti di fare del bene per gli altri».

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