La manifestazione
RECLUTAMENTO PERSONALE
In 275 al concorso,tutti bocciati
Gianluca Campanella / Emanuele Turini /
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Giovani in attesa di cimentarsi con la prova scritta di un concorso (foto di repertorio)Prova impossibile o candidati impreparati? Ai posteri l'ardua sentenza.
Di certo c'è che i partecipanti erano 275 e i promossi sono stati zero. Quando è uscito il bando, sembrava un concorso come tutti gli altri: "Selezione ad evidenza pubblica, per esami, per il reclutamento di personale a tempo determinato e parziale, in misura pari a 25 ore settimanali di base"
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PISA. Prova impossibile o candidati impreparati? Ai posteri l'ardua sentenza.
Di certo c'è che i partecipanti erano 275 e i promossi sono stati zero. Quando è uscito il bando, sembrava un concorso come tutti gli altri: "Selezione ad evidenza pubblica, per esami, per il reclutamento di personale a tempo determinato e parziale, in misura pari a 25 ore settimanali di base".
La Sepi service di San Martino Ulmiano (località di San Giuliano Terme), ricercava tre figure professionali per la posizione di impiegato addetto al back office: i vincitori sarebbero stati inseriti per attività di data entry ed elaborazione dati. Titolo di studio richiesto: licenza di scuola media inferiore. Non un posto particolarmente qualificato, ma di questi tempi non si butta via nulla.
Infatti, hanno compilato la domanda in 326 e tra il 28 e 29 gennaio scorsi si sono presentati in 275. Età media 32 anni, con diverse generazioni di concorrenti: il più anziano è nato nel giugno del 1952; la più giovane nell'aprile del 1991. C'erano anche alcuni laureati.
Una ragazza di Ponsacco (niente nome per evitare problemi ai concorrenti) è abituata a fare concorsi: in gergo si dice "sgamata". Sa benissimo che le cose non sempre vanno come si spera e che spesso il posto tanto ambito non arriva. Ma questa volta la soglia per risultare idoneo era forse un po' alta: bisognava superare in entrambi i test il punteggio di 21 su 30. «Le prove erano due: c'era da ricopiare un articolo di giornale piuttosto lungo e da inserire alcuni bollettini di pagamento sul computer, il tutto in un tempo di dieci minuti per prova - racconta ancora -. Era praticamente impossibile farcela: forse ci poteva riuscire una macchinetta, ma non una persona».
La giovane conclude: «Sono amareggiata. Se io fossi stata tra alcuni esclusi, avrei taciuto; ma così mi sento presa in giro. Il fatto che nessuno di noi abbia superato le prove, vuol dire che o siamo tutti incapaci oppure hanno sbagliato metodo di selezione».
Un'altra ragazza di Pisa la prende invece con filosofia: «Ho letto sul bando "test di battitura (articolo di giornale)". Pensavo di dover comporre il pezzo! Quando me l'hanno servito bell'e pronto, ho capito che non ero nel posto giusto. L'importante era ri-digitarlo senza commettere errori di battitura: per ogni sbaglio toglievano 0,25 punti». Non è stata la prima prova a causare la strage; il bello doveva ancora arrivare. La giovane continua: «Poi ci hanno spiegato in soli dieci minuti come si riempie un modulo dell'Ici. Dopo, avevamo altri dieci minuti in cui sullo schermo del computer apparivano esempi di dati dei contribuenti; contava sia quanti bollettini riempivi, sia gli errori: 0,21 punti in meno per ciascuna imprecisione. Io pago l'Ici e so com'è fatto il modulo, ma c'era una voce "Unico" che nessuno aveva mai visto prima. Ho chiesto alla commissione e nessuno mi ha risposto. Ho provato a saltarla, ma il computer si rifiutava di andare avanti: alla fine ho scritto a caso. Sono riuscita a finirne solamente due».
Lei si consola: «Io sono laureata, ma non era una prova d'intelligenza complicatissima. Non c'entrava nemmeno la conoscenza della materia: non c'erano testi su cui prepararsi e non è passata nemmeno una ragioniera che ha lavorato sei mesi alla Confesercenti. Erano richieste abilità che si acquisiscono lavorando: non penso che il primo giorno un impiegato sappia fare tutto da solo al terminale, se non glielo spiegano. Ma l'impressione è stata di un concorso molto pulito: tante donne, tutto anonimo e serietà nei controlli».
Giovedì pomeriggio è stata pubblicata la graduatoria con quei 275 "non idoneo", in ordine alfabetico. Qualcuno ha pensato a un errore e ha provato a telefonare. A Sepi service rispondevano: «Ci siamo paragonati alle persone che abitualmente svolgono queste mansioni. Secondo noi era fattibile e non ci aspettavamo questo risultato». A Pisa la "casa madre" Sepi controlla il 100% della Service, che comunque ha autonomia gestionale. Qui i commenti erano di tenore diverso: «La commissione ha ritenuto di dover applicare uno sbarramento di 21 punti su ciascuna prova; evidentemente non è stato superato». Ma dietro il "burocratese" non c'è ironia e nemmeno distacco; quelle tre figure professionali servono, al punto che per il primo anno era previsto un impiego orario superiore: 35 ore alla settimana nel 2010, rispetto alle 25 da svolgere a regime.
Allora con una certa urgenza bisognerà riproporre il concorso: sia sul sito della società di San Martino che sui quotidiani locali a breve sarà pubblicato un nuovo bando.
A questo giro c'erano anche studenti provenienti da tutta Italia, che in un part time vedono una possibilità di "arrotondare"; c'erano cognomi italiani di nati in Belgio, Guatemala, Svizzera, Canada e Germania. E persino cittadini della Thailandia, ora naturalizzati. A tutti sarà data un'altra possibilità. «Nuovo giro, nuova corsa», dice il giostraio. Gli anni e le generazioni passano, ma il sogno del posto in un'azienda pubblica non tramonta mai.
Di certo c'è che i partecipanti erano 275 e i promossi sono stati zero. Quando è uscito il bando, sembrava un concorso come tutti gli altri: "Selezione ad evidenza pubblica, per esami, per il reclutamento di personale a tempo determinato e parziale, in misura pari a 25 ore settimanali di base".
La Sepi service di San Martino Ulmiano (località di San Giuliano Terme), ricercava tre figure professionali per la posizione di impiegato addetto al back office: i vincitori sarebbero stati inseriti per attività di data entry ed elaborazione dati. Titolo di studio richiesto: licenza di scuola media inferiore. Non un posto particolarmente qualificato, ma di questi tempi non si butta via nulla.
Infatti, hanno compilato la domanda in 326 e tra il 28 e 29 gennaio scorsi si sono presentati in 275. Età media 32 anni, con diverse generazioni di concorrenti: il più anziano è nato nel giugno del 1952; la più giovane nell'aprile del 1991. C'erano anche alcuni laureati.
Una ragazza di Ponsacco (niente nome per evitare problemi ai concorrenti) è abituata a fare concorsi: in gergo si dice "sgamata". Sa benissimo che le cose non sempre vanno come si spera e che spesso il posto tanto ambito non arriva. Ma questa volta la soglia per risultare idoneo era forse un po' alta: bisognava superare in entrambi i test il punteggio di 21 su 30. «Le prove erano due: c'era da ricopiare un articolo di giornale piuttosto lungo e da inserire alcuni bollettini di pagamento sul computer, il tutto in un tempo di dieci minuti per prova - racconta ancora -. Era praticamente impossibile farcela: forse ci poteva riuscire una macchinetta, ma non una persona».
La giovane conclude: «Sono amareggiata. Se io fossi stata tra alcuni esclusi, avrei taciuto; ma così mi sento presa in giro. Il fatto che nessuno di noi abbia superato le prove, vuol dire che o siamo tutti incapaci oppure hanno sbagliato metodo di selezione».
Un'altra ragazza di Pisa la prende invece con filosofia: «Ho letto sul bando "test di battitura (articolo di giornale)". Pensavo di dover comporre il pezzo! Quando me l'hanno servito bell'e pronto, ho capito che non ero nel posto giusto. L'importante era ri-digitarlo senza commettere errori di battitura: per ogni sbaglio toglievano 0,25 punti». Non è stata la prima prova a causare la strage; il bello doveva ancora arrivare. La giovane continua: «Poi ci hanno spiegato in soli dieci minuti come si riempie un modulo dell'Ici. Dopo, avevamo altri dieci minuti in cui sullo schermo del computer apparivano esempi di dati dei contribuenti; contava sia quanti bollettini riempivi, sia gli errori: 0,21 punti in meno per ciascuna imprecisione. Io pago l'Ici e so com'è fatto il modulo, ma c'era una voce "Unico" che nessuno aveva mai visto prima. Ho chiesto alla commissione e nessuno mi ha risposto. Ho provato a saltarla, ma il computer si rifiutava di andare avanti: alla fine ho scritto a caso. Sono riuscita a finirne solamente due».
Lei si consola: «Io sono laureata, ma non era una prova d'intelligenza complicatissima. Non c'entrava nemmeno la conoscenza della materia: non c'erano testi su cui prepararsi e non è passata nemmeno una ragioniera che ha lavorato sei mesi alla Confesercenti. Erano richieste abilità che si acquisiscono lavorando: non penso che il primo giorno un impiegato sappia fare tutto da solo al terminale, se non glielo spiegano. Ma l'impressione è stata di un concorso molto pulito: tante donne, tutto anonimo e serietà nei controlli».
Giovedì pomeriggio è stata pubblicata la graduatoria con quei 275 "non idoneo", in ordine alfabetico. Qualcuno ha pensato a un errore e ha provato a telefonare. A Sepi service rispondevano: «Ci siamo paragonati alle persone che abitualmente svolgono queste mansioni. Secondo noi era fattibile e non ci aspettavamo questo risultato». A Pisa la "casa madre" Sepi controlla il 100% della Service, che comunque ha autonomia gestionale. Qui i commenti erano di tenore diverso: «La commissione ha ritenuto di dover applicare uno sbarramento di 21 punti su ciascuna prova; evidentemente non è stato superato». Ma dietro il "burocratese" non c'è ironia e nemmeno distacco; quelle tre figure professionali servono, al punto che per il primo anno era previsto un impiego orario superiore: 35 ore alla settimana nel 2010, rispetto alle 25 da svolgere a regime.
Allora con una certa urgenza bisognerà riproporre il concorso: sia sul sito della società di San Martino che sui quotidiani locali a breve sarà pubblicato un nuovo bando.
A questo giro c'erano anche studenti provenienti da tutta Italia, che in un part time vedono una possibilità di "arrotondare"; c'erano cognomi italiani di nati in Belgio, Guatemala, Svizzera, Canada e Germania. E persino cittadini della Thailandia, ora naturalizzati. A tutti sarà data un'altra possibilità. «Nuovo giro, nuova corsa», dice il giostraio. Gli anni e le generazioni passano, ma il sogno del posto in un'azienda pubblica non tramonta mai.
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