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Turismo e bilanci

Crescono arrivi e presenze

Crescono arrivi e presenze

Tutti segni "più" davanti alle cifre relative al movimento turistico di Pisa e provincia per il 2009. L'elaborazione delle statistiche ufficiali fatta dal Centro Studi Turistici ha permesso di stimare una crescita intorno al +2,2% per quanto riguarda gli arrivi e intorno al +5,8% per le presenze

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PISA. Tutti segni "più" davanti alle cifre relative al movimento turistico di Pisa e provincia per il 2009. L'elaborazione delle statistiche ufficiali fatta dal Centro Studi Turistici ha permesso di stimare una crescita intorno al +2,2% per quanto riguarda gli arrivi e intorno al +5,8% per le presenze.
Gli 897mila turisti che nell'arco dello scorso anno hanno scelto di soggiornare sul territorio pisano e gli oltre 3 milioni di pernottamenti che vi hanno trascorso hanno rafforzato la domanda rispettivamente di circa 20mila e 168mila unità. La permanenza media nel 2009 è stata di 3,4 giorni.

«Questi numeri - dice l'assessore provinciale al turismo Salvatore Sanzo - offrono una fotografia importante del nostro settore turistico, nonostante il lungo periodo di crisi economica. Ma, per una corretta lettura dei dati, è doveroso segnalare come nel corso del 2009 sia stata attuata da parte dell'Apt (Agenzia per il Turismo) un'azione di recupero delle strutture inadempienti rispetto alla comunicazione dei dati. In particolare, parte dell'incremento dei flussi registrato a cominciare dal mese di luglio può essere attribuito proprio a questa operazione».

Questo intervento, se da un lato ha permesso di ottenere una misura del fenomeno turistico più rispondente alla realtà, dall'altro rende più difficoltoso e meno preciso il confronto con i numeri dell'anno precedente.
«Si può comunque parlare se non altro di tenuta del settore, per niente scontata in questa fase - aggiunge con prudenza Sanzo -. I due terzi dei nostri turisti si ritrovano nell'area pisana ed è da rimarcare il notevole incremento del comparto agrituristico. Non va poi assolutamente dimenticata l'importanza dell'aeroporto Galilei. La Provincia, che è uno dei soci della Sat, guarda con estremo interesse allo sviluppo dello scalo, come testimoniato anche dall'apposito contributo economico deciso dall'amministrazione per sostenere i voli per Mosca/San Pietroburgo».
La dinamica positiva nel corso del 2009 è maturata soprattutto nei mesi estivi, da luglio a settembre. In crescita anche aprile, maggio, ottobre e dicembre. «L'allungamento della stagione può effettivamente essere legato - dice Sanzo - ad eventi particolari, come il successo della mostra su Chagall a Palazzo Blu». I mesi più sfavorevoli sono stati marzo e giugno.
Gli esercizi alberghieri hanno chiuso il 2009 con un incremento del 3% negli arrivi e dell'1,2% nelle presenze. Le categorie che ne hanno beneficiato maggiormente sono stati i 4-5 stelle, seguiti dai 3 stelle. La durata media dei soggiorni presso le strutture alberghiere è stata di 2,2 giorni. L'extralberghiero ha segnato una sostanziale stabilità negli arrivi, ma una crescita di oltre 10 punti nelle presenze: campeggi, affittacamere e soprattutto agriturismi rappresentano le tipologie con le performance più interessanti (anche per il maggior numero di comunicazioni arrivate). Un altro dato favorevole sulle strutture complementari è quello relativo alla durata media dei soggiorni, che ha registrato un balzo di oltre mezza giornata: da 6,1 giorni nel 2008 è passata a 6,7 nel 2009.
La spinta maggiore è arrivata dal mercato nazionale: il turismo interno è aumentato del 4,9% negli arrivi e del 9,8% nelle presenze. Dunque, sul territorio provinciale pisano, sempre considerando la premessa sul diverso conteggio, sono arrivati 20mila viaggiatori italiani in più. È probabile che, per non rinunciare alla vacanza anche nel periodo di difficoltà economica, l'italiano abbia scelto destinazioni più vicine.
L'andamento della domanda estera è stato invece più regolare; da segnalare la crescita delle presenze (+1,6%). Riguardo ai Paesi di provenienza, in calo i turisti dalla Gran Bretagna (-23,2%) e dagli Usa (-21,4%), mentre tornano a crescere mercati più tradizionali come la Germania (+15,4%), l'Olanda (+16,1%) e il Belgio (+15,8%). L'incremento più alto riguarda gli svizzeri (+20,1%). Assai differenziati i flussi dai Paesi scandinavi: si va dal -18,3% della Norvegia al +9,6% della Danimarca, al +5,1% della Svezia.

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