La manifestazione
IL CASO
«Stop alle gite»La protesta dei prof contro i tagli
Daniela Salvestroni
Gite scolastiche sospese al liceo scientifico Ulisse Dini di Pisa per protestare contro i continui tagli alla scuola del ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini. Il collegio dei docenti ha deliberato di sospendere i viaggi di istruzione programmati per l'anno scolastico in corso come forma di protesta
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PISA. Gite scolastiche sospese al liceo scientifico Ulisse Dini per protestare contro i continui tagli alla scuola del ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini.
«Martedì 19 gennaio il collegio dei docenti - si legge nel comunicato stampa - ha deliberato a larga maggioranza di sospendere i viaggi di istruzione programmati per l'anno scolastico in corso come forma di protesta contro una politica di tagli che nega alla scuola addirittura i mezzi necessari all'ordinario funzionamento. Pur consapevoli di privare così l'istituto di attività con ricadute didattiche significative e vivamente apprezzate tanto dagli studenti quanto dalle loro famiglie, ritengono tuttavia indispensabile ricorrere a un'azione incisiva di protesta per rendere visibili gli effetti di una sottrazione di risorse umane e finanziarie cui gli insegnanti hanno dovuto sopperire in vari modi lo scorso anno, anche con forme di volontariato».
Il senso è dare un segnale forte ai ragazzi e alle loro famiglie, dopo aver spiegato nelle classi quanto accade e dopo varie azioni di protesta contro la riforma della scuola, che non hanno però destato scalpore. «L'accordo del novembre scorso aveva contenuti positivi - ci ha spiegato la professoressa Maria Giovanna Missaggia - ma la circolare ministeriale del 14 dicembre ha confermato l'intenzione di sopprimere i crediti vantati dalle scuole. In un quadro di tagli alle risorse umane e finanziarie, mancano i soldi per supplenze, sostituzioni e straordinari. Dobbiamo lottare per avere i tecnici di laboratorio e non sappiamo come fare per le sostituzioni, ma le classi non possono essere abbandonate. Un tempo potevamo fare ricorso ai bidelli, ma oggi sono sotto organico. Inoltre non ci sono soldi per le indennità di trasferta dei professori e abbiamo visto diminuire del 25% la spesa di pulizia delle scuole. La riforma toglie addirittura ore alle discipline scientifiche e questo viene propagandato come un potenziamento».
E si aggiunge: «E' doloroso cominciare da questa forma di protesta, ma lo sarebbe stato anche chiudere i laboratori. Mi auguro che questo possa essere un segnale forte per il panorama scolastico della nostra provincia e scatenare la reazione degli studenti verso il giusto obiettivo, senza azioni plateali, per affrontare insieme i problemi. Sono in corso iniziative anche da parte di altri istituti».
Immediata la reazione del comitato studentesco del liceo Dini che, pur comprendendo le ragioni della decisione presa dal collegio dei docenti, si è dichiarato in una nota amareggiato dal mancato confronto. «Mercoledì 20 gennaio il comitato studentesco del liceo scientifico Ulisse Dini è stato informato circa la decisione del collegio docenti di sospendere i viaggi di istruzione programmati per l'anno scolastico in corso. La scuola è formata da più componenti, tuttavia la decisione è stata presa dai docenti autonomamente. Pertanto noi studenti siamo amareggiati, non tanto dalle motivazioni che approviamo pienamente, ma dal mancato confronto, convinti che fosse interesse comune discutere insieme e uniti dei problemi che minacciano studenti e professori».
«Martedì 19 gennaio il collegio dei docenti - si legge nel comunicato stampa - ha deliberato a larga maggioranza di sospendere i viaggi di istruzione programmati per l'anno scolastico in corso come forma di protesta contro una politica di tagli che nega alla scuola addirittura i mezzi necessari all'ordinario funzionamento. Pur consapevoli di privare così l'istituto di attività con ricadute didattiche significative e vivamente apprezzate tanto dagli studenti quanto dalle loro famiglie, ritengono tuttavia indispensabile ricorrere a un'azione incisiva di protesta per rendere visibili gli effetti di una sottrazione di risorse umane e finanziarie cui gli insegnanti hanno dovuto sopperire in vari modi lo scorso anno, anche con forme di volontariato».
Il senso è dare un segnale forte ai ragazzi e alle loro famiglie, dopo aver spiegato nelle classi quanto accade e dopo varie azioni di protesta contro la riforma della scuola, che non hanno però destato scalpore. «L'accordo del novembre scorso aveva contenuti positivi - ci ha spiegato la professoressa Maria Giovanna Missaggia - ma la circolare ministeriale del 14 dicembre ha confermato l'intenzione di sopprimere i crediti vantati dalle scuole. In un quadro di tagli alle risorse umane e finanziarie, mancano i soldi per supplenze, sostituzioni e straordinari. Dobbiamo lottare per avere i tecnici di laboratorio e non sappiamo come fare per le sostituzioni, ma le classi non possono essere abbandonate. Un tempo potevamo fare ricorso ai bidelli, ma oggi sono sotto organico. Inoltre non ci sono soldi per le indennità di trasferta dei professori e abbiamo visto diminuire del 25% la spesa di pulizia delle scuole. La riforma toglie addirittura ore alle discipline scientifiche e questo viene propagandato come un potenziamento».
E si aggiunge: «E' doloroso cominciare da questa forma di protesta, ma lo sarebbe stato anche chiudere i laboratori. Mi auguro che questo possa essere un segnale forte per il panorama scolastico della nostra provincia e scatenare la reazione degli studenti verso il giusto obiettivo, senza azioni plateali, per affrontare insieme i problemi. Sono in corso iniziative anche da parte di altri istituti».
Immediata la reazione del comitato studentesco del liceo Dini che, pur comprendendo le ragioni della decisione presa dal collegio dei docenti, si è dichiarato in una nota amareggiato dal mancato confronto. «Mercoledì 20 gennaio il comitato studentesco del liceo scientifico Ulisse Dini è stato informato circa la decisione del collegio docenti di sospendere i viaggi di istruzione programmati per l'anno scolastico in corso. La scuola è formata da più componenti, tuttavia la decisione è stata presa dai docenti autonomamente. Pertanto noi studenti siamo amareggiati, non tanto dalle motivazioni che approviamo pienamente, ma dal mancato confronto, convinti che fosse interesse comune discutere insieme e uniti dei problemi che minacciano studenti e professori».
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