Sicurezza
INCIVILTA'
Picchiato perchè calabrese Ora Pisa chiede scusa
Nei giorni scorsi denunciò di avere subito un'aggressione razzista da parte di un gruppo di pisani, ora il Comune di Pisa ha chiesto scusa ai genitori dello studente calabrese ventenne finito in ospedale dopo essere stato picchiato solo perchè 'terrone'. Il ragazzo venne colpito con violenza al volto restando a terra con mandibola e zigomo fratturati e una profonda ferita alla fronte
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PISA. Nei giorni scorsi denunciò di avere subito un'aggressione razzista da parte di un gruppo di pisani, ora il Comune di Pisa ha chiesto scusa ai genitori dello studente calabrese ventenne finito in ospedale dopo essere stato picchiato solo perchè 'terrone'.
L'episodio, sul quale indaga la squadra Mobile, è avvenuto più di una settimana. Saverio Calabretta, studente di ingegneria insieme al fratello e ad altri amici, viene avvicinato da un gruppo di persone sulle sponde dell'Arno in pieno centro.
I pisani affrontano i calabresi e li chiamano terroni, aggiungendo che sono 'ospiti non graditi' e "la citta' è nostra".
Poi Calabretta venne colpito con violenza al volto restando a terra con mandibola e zigomo fratturati e una profonda ferita alla fronte.
Dopo un breve ricovero in ospedale il ragazzo è tornato nella sua casa di Pisa, assistito dai genitori, ma per alimentarsi è costretto a una dieta liquida che durerà mesi. "E la ferita psicologica di mio figlio - dice il padre, Francesco Calabretta - potrebbe non rimarginarsi mai".
Il presidente del consiglio comunale, Titina Maccioni, insieme ai rappresentanti di tutte le forze politiche e all'assessore Fabrizio Cerri, hanno ricevuto il padre del ragazzo per chiedere scusa a nome della città.
"E' un modo - ha spiegato Cerri a nome dell'amministrazione comunale - di risarcire in parte la famiglia di quanto è accaduto. Questo incontro serve anche a ribadire che per il Comune tutti coloro che vivono a Pisa, qualunque sia la loro provenienza, hanno pari diritti".
I capigruppo consiliari hanno infine ribadito che quell'aggressione "Š un caso isolato, ma che occorre vigilare affinchè non si ripeta".
L'episodio, sul quale indaga la squadra Mobile, è avvenuto più di una settimana. Saverio Calabretta, studente di ingegneria insieme al fratello e ad altri amici, viene avvicinato da un gruppo di persone sulle sponde dell'Arno in pieno centro.
I pisani affrontano i calabresi e li chiamano terroni, aggiungendo che sono 'ospiti non graditi' e "la citta' è nostra".
Poi Calabretta venne colpito con violenza al volto restando a terra con mandibola e zigomo fratturati e una profonda ferita alla fronte.
Dopo un breve ricovero in ospedale il ragazzo è tornato nella sua casa di Pisa, assistito dai genitori, ma per alimentarsi è costretto a una dieta liquida che durerà mesi. "E la ferita psicologica di mio figlio - dice il padre, Francesco Calabretta - potrebbe non rimarginarsi mai".
Il presidente del consiglio comunale, Titina Maccioni, insieme ai rappresentanti di tutte le forze politiche e all'assessore Fabrizio Cerri, hanno ricevuto il padre del ragazzo per chiedere scusa a nome della città.
"E' un modo - ha spiegato Cerri a nome dell'amministrazione comunale - di risarcire in parte la famiglia di quanto è accaduto. Questo incontro serve anche a ribadire che per il Comune tutti coloro che vivono a Pisa, qualunque sia la loro provenienza, hanno pari diritti".
I capigruppo consiliari hanno infine ribadito che quell'aggressione "Š un caso isolato, ma che occorre vigilare affinchè non si ripeta".
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