Il Tirreno

Pisa

DOPO ALLUVIONE

«Ridotti sul lastrico»

Daniela Salvestroni
Il distributore nel tratto chiuso dell’Aurelia
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Il distributore nel tratto chiuso dell’Aurelia

Imprese in crisi per l'alluvione e per la chiusura della strada statale Aurelia dopo l'alluvione.
Dopo i gestori del distributore di carburanti Shell, anche i titolari dell'impianto Tamoil hanno denunciato al nostro giornale la situazione critica determinata dall'attuale presenza di un metro d'acqua e dall'impossibilità di riaprire in tempi brevi

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MIGLIARINO. Imprese in crisi per l'alluvione e per la chiusura della strada statale Aurelia dopo l'alluvione.
Dopo i gestori del distributore di carburanti Shell, anche i titolari dell'impianto Tamoil hanno denunciato al nostro giornale la situazione critica determinata dall'attuale presenza di un metro d'acqua e dall'impossibilità di riaprire in tempi brevi.
Sono fermi dal 25 dicembre e temono che dovranno attendere ancora due mesi e mezzo, un periodo troppo lungo per un'attività a gestione familiare e unica fonte di guadagno.
«Se non lavoro non mangio - dice la titolare Maura Valdrighi - Al nostro distributore lavorano quattro persone di famiglia e siamo fermi da Natale. Dobbiamo aspettare ancora due settimane perché l'acqua defluisca, per poi avere la risposta da parte dell'Anas sull'esito delle nuove prove che saranno effettuate al manto stradale. Se il risultato dovesse essere negativo, quel tratto dell'Aurelia, dal casello Pisa Nord dell'autostrada al chilometro 345 dove siamo noi, dovrà essere rifatto e dovremo attendere altri due mesi per la riapertura. Al momento c'è ancora un metro d'acqua e non possiamo cominciare a pulire. Così il bar, i distributori e le cisterne sono là abbandonati. È difficile arrivarci ed è impossibile togliere tutto quello che è stato danneggiato, come ad esempio i generi alimentari nel congelatore. Inoltre le cisterne sono state sommerse e andranno bonificate».
«Secondo una prima stima - prosegue Valdrighi - i danni ammontano a circa ventimila euro. La situazione viene prospettata meno tragica di quello che è in realtà per una famiglia che non ha altri introiti. I tempi sono troppo lunghi e noi dobbiamo comunque sostenere le spese per la casa e la scuola dei figli. Presenteremo la nostra documentazione allo sportello pro alluvionati del Comune di Vecchiano e confidiamo anche nell'aiuto del comitato delle aziende».
La chiusura dell'Aurelia causa problemi anche alle attività della zona che non sono state allagate dall'esondazione del Serchio. È il caso del McDonald's a Madonna dell'Acqua che ha visto calare notevolmente l'affluenza dei clienti.
«Noi abbiamo subito un danno indiretto dall'alluvione - osserva un'assistente della società - Infatti, con la chiusura dell'Aurelia al traffico i nostri incassi sono diminuiti, così come è successo ad altri ristoranti della zona. Presenteremo allo sportello del Comune di Vecchiano la domanda per ottenere un risarcimento del danno economico, ma è molto probabile che non avremo niente».

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