Il Tirreno

Pisa

IN GINOCCHIO PER L’ALLUVIONE

Le regole per gli indennizzi

Daniela Salvestroni
In senso orario: un’azienda allagata lavori all’argine di Nodica la zona industriale sott’acqua In basso alluvionati in assemblea
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In senso orario: un’azienda allagata lavori all’argine di Nodica la zona industriale sott’acqua In basso alluvionati in assemblea

I cittadini che hanno subito danni dall'alluvione di Natale devono provvedere all'inventario dei beni mobili danneggiati, suddivisi tra recuperabili e non, indicando il loro valore.
La richiesta arriva dal comitato dei cittadini nell'intento di agevolare il lavoro dei periti, particolarmente complesso per quanto riguarda il censimento dei danni alle abitazioni

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MIGLIARINO. I cittadini che hanno subito danni dall'alluvione di Natale devono provvedere all'inventario dei beni mobili danneggiati, suddivisi tra recuperabili e non, indicando il loro valore.
La richiesta arriva dal comitato dei cittadini nell'intento di agevolare il lavoro dei periti, particolarmente complesso per quanto riguarda il censimento dei danni alle abitazioni. La squadra di tecnici è composta da tre periti per i beni immobili e altri tre per i beni mobili. Hanno già avuto inizio le perizie sui danni strutturali alle case.

«Vogliamo lanciare un appello alle famiglie alluvionate - dice la responsabile del comitato Fulvia Malfatti - per aiutarci a svolgere un compito difficile in tempi più brevi. Stiamo cercando, con i volantini e attraverso i giornali, di informare i cittadini su quello che è necessario fare in questa prima fase di raccolta dei dati, ma tante famiglie devono essere raggiunte casa per casa. Occorrono le fotografie oppure i filmati di quello che è stato danneggiato e le ricevute e le fatture degli interventi di riparazione effettuati, che devono riportare la dicitura "Conseguenze alluvione 2009". Inoltre i cittadini dovranno scrivere un elenco dettagliato degli oggetti danneggiati, suddivisi possibilmente tra recuperabili e non, con il loro valore. In questo modo la squadra di tecnici del comitato potrà svolgere il lavoro di censimento dei danni subiti più agevolmente. Abbiamo costituito un gruppo di lavoro dedicato alle esigenze delle famiglie, di cui fanno parte tre periti per i beni immobili e altri tre per i beni mobili, cioè gli oggetti e i mobili che sono stati sommersi e rovinati dalle acque del fiume Serchio. Da sabato siamo già partiti con le perizie per quanto riguarda i danni strutturali alle case e i nostri tecnici stanno verificando casa per casa quanto è successo. A oggi ci hanno chiamato una cinquantina di persone per richiedere il nostro aiuto, ma in tanti continuano a telefonare ogni giorno. Il lavoro dei periti per i danni ai beni mobili sarà più lungo e complesso, perciò chiediamo a tutte le persone interessate di scrivere una lista il più possibile dettagliata e precisa».

Per avere maggiori informazioni, rivolgersi alla responsabile del comitato dei cittadini: Fulvia Malfatti, telefono 3493685148.

Intanto si stanno mobilitando anche le associazioni degli agricoltori: i danni al settore sono stati ingenti.

«Ci vorrà un anno, forse un anno e mezzo, per avere qualche risarcimento dei danni. E non tutti gli agricoltori lo vedranno».

Così Stefano Berti, presidente della Confederazione italiana agricoltori (Cia) della provincia di Pisa, che rileva come non sia esaustiva della situazione l'attivazione della legge sulle calamità naturali, ma servono altri interventi di sostegno appunto con una «sinergia forte tra banche, politica, istituzioni».

Berti spiega come accedere ai risarcimenti. La Provincia di Pisa ha, di fatto, già delimitato l'area e attivato tutte le procedure con la Regione Toscana che, entro sessanta giorni, stilerà le perizie ufficiali che dimostrano e spiegano l'entità e la particolarità, in generale, di tutta l'area danneggiata dall'alluvione. «È consigliabile che le aziende agricole in questa fase - spiega Berti - tramite le loro organizzazioni che hanno già a disposizione moduli prestampati, personale qualificato e preparato a fornire assistenza, segnalino alla Provincia una stima del danno subìto, sia alle strutture che alle colture».

«Il risarcimento dei danni potrà avvenire o con un contributo diretto - aggiunge Berti - o con un abbattimento d'interessi. Ma potranno accedere ai fondi solo quelle aziende in grado di dimostrare danni per almeno il 30% della Plv aziendale. Questo vuol dire che ci saranno anche aziende che saranno escluse pur avendo riportato danni gravissimi: perché se l'azienda ha ampi terreni fuori dalle zone colpite dalla calamità, sarà ben difficile che abbia i requisiti per accedere ai fondi anche se l'alluvione ha danneggiato tutto quanto possedeva a Nodica, Vecchiano o Migliarino. Ecco perché noi diciamo che lo stato di calamità è tutt'altro che esaustivo davanti a scenari grandi e gravi come quello che registriamo oggi».

Solo a Migliarino ci sono 80mila quintali tra mais e grano duro a rischio nei silos rimasti due metri sott'acqua. Forse più della metà saranno persi. I danni al settore agricolo ammontano a cinque milioni di euro.

Da ricordare che oggi alle 16, nella sede del comitato a San Martino Ulmiano in via Lenin, si riuniscono gli imprenditori della zona di Migliarino danneggiati dall'alluvione.

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