Sicurezza
ALLUVIONE DI NATALE
Alluvione, dove sono i soldi?
Il ministro Tremonti avrebbe sollecitato il capo della Protezione Civile Bertolaso a "tenersi basso perchè non ci sono fondi". Preocupazione a Pisa e a Viareggio dove il maltempo ha colpito più forte. Intanto una nuova ondata di maltempo è in arrivo. Ma ora l’allarme più grande è per quando e quanti aiuti pubblici arriveranno a famiglie e imprese messe in ginocchio dall’alluvione di Natale.
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Non solo il consiglio dei ministri tarda a riunirsi, ma con insistenza si parla infatti di fondi limitati a disposizione. Tremonti l’avrebbe detto chiaro a Bertolaso: «Non allargarti con le promesse».
A rivelarlo è l’assessore regionale alla Protezione civile Marco Betti: «Quando il capo della Protezione civile ha fatto visita a Luni mi aveva personalmente promesso un impegno massimo per l’emergenza; pochi minuti dopo ho assistito a una telefonata tra Bertolaso e il ministro Tremonti che lo ha frenato dicendogli “mi raccomando si tenga basso”. Questo mi preoccupa, non capisco come per un paese come il nostro, così fragile dal punto di vista idrogeologico, la priorità non sia la protezione civile». E se l’assessore attacca il Governo, non da meno è il parlamentare del Pd Ermete Realacci.
«A distanza di quasi due settimane dall’alluvione ancora non ci sono atti ufficiali da parte del Governo sulle procedure di rimborso per i danni subiti da famiglie e aziende. Occorre agire subito e fare chiarezza», sostiene il deputato del Pd che chiede la nomina urgente del Commissario per l’emergenza, «che sarebbe logico potesse essere il presidente della Regione Toscana Claudio Martini». Per affrettare i tempi, secondo Realacci, e inserire almeno una prima tranche di risorse per il superamento dell’emergenza c’è il decreto emergenza Campania che è all’esame della Camera e che peraltro già contiene misure per fatti analoghi in altre parti d’Italia. Insomma, la preoccupazione per i ritardi nelle decisioni del consiglio dei ministri crescono.
Certo tanto Bertolaso quanto il ministro alle Infrastrutture Matteoli si sono impegnati a portare l’emergenza Serchio alla prima riunione del Governo. E questo si dice che sicuramente accadrà. Il consiglio si riunirà mercoledì prossimo per la prima seduta dopo le festività. Dunque sarà decretato lo stato di emergenza, ma di fatto le strutture della Protezione civile hanno già lavorato come se quel provvedimento ci fosse. Quello che invece serve è la nomina del Commissario, la definizione delle procedure per i rimborsi e, soprattutto, i primi stanziamenti di fondi. E qui vengono appunto le preoccupazioni più grandi anche per le informazioni che arrivano dagli ambienti del ministero del Tesoro che parlano di disponibilità molto contenute. Intanto, i comitati si organizzano.
E mentre pensano a un ’unione tra Lucca e Pisa, studiano tutte le iniziative possibili per sostenere le famiglie e le aziende. In particolare, è in ginocchio il tessuto produttivo di Migliarino e in ballo ci sono centinaia di posti di lavoro. La tensione cresce giorno dopo giorno. Così ieri è stato interrotto più volte dalle contestazioni dei cittadini dell’Oltreserchio il consiglio comunale di Lucca dedicato all’esondazione nel giorno di Natale. Il pubblico è rimasto irritato dalle relazioni dei funzionari della Protezione civile comunale e da quella del presidente della Provincia, Stefano Baccelli. I lucchesi chiedevano chiarezza sulle responsabilità degli allagamenti e sulla scarsa tempestività, a loro avviso, dei soccorsi
A rivelarlo è l’assessore regionale alla Protezione civile Marco Betti: «Quando il capo della Protezione civile ha fatto visita a Luni mi aveva personalmente promesso un impegno massimo per l’emergenza; pochi minuti dopo ho assistito a una telefonata tra Bertolaso e il ministro Tremonti che lo ha frenato dicendogli “mi raccomando si tenga basso”. Questo mi preoccupa, non capisco come per un paese come il nostro, così fragile dal punto di vista idrogeologico, la priorità non sia la protezione civile». E se l’assessore attacca il Governo, non da meno è il parlamentare del Pd Ermete Realacci.
«A distanza di quasi due settimane dall’alluvione ancora non ci sono atti ufficiali da parte del Governo sulle procedure di rimborso per i danni subiti da famiglie e aziende. Occorre agire subito e fare chiarezza», sostiene il deputato del Pd che chiede la nomina urgente del Commissario per l’emergenza, «che sarebbe logico potesse essere il presidente della Regione Toscana Claudio Martini». Per affrettare i tempi, secondo Realacci, e inserire almeno una prima tranche di risorse per il superamento dell’emergenza c’è il decreto emergenza Campania che è all’esame della Camera e che peraltro già contiene misure per fatti analoghi in altre parti d’Italia. Insomma, la preoccupazione per i ritardi nelle decisioni del consiglio dei ministri crescono.
Certo tanto Bertolaso quanto il ministro alle Infrastrutture Matteoli si sono impegnati a portare l’emergenza Serchio alla prima riunione del Governo. E questo si dice che sicuramente accadrà. Il consiglio si riunirà mercoledì prossimo per la prima seduta dopo le festività. Dunque sarà decretato lo stato di emergenza, ma di fatto le strutture della Protezione civile hanno già lavorato come se quel provvedimento ci fosse. Quello che invece serve è la nomina del Commissario, la definizione delle procedure per i rimborsi e, soprattutto, i primi stanziamenti di fondi. E qui vengono appunto le preoccupazioni più grandi anche per le informazioni che arrivano dagli ambienti del ministero del Tesoro che parlano di disponibilità molto contenute. Intanto, i comitati si organizzano.
E mentre pensano a un ’unione tra Lucca e Pisa, studiano tutte le iniziative possibili per sostenere le famiglie e le aziende. In particolare, è in ginocchio il tessuto produttivo di Migliarino e in ballo ci sono centinaia di posti di lavoro. La tensione cresce giorno dopo giorno. Così ieri è stato interrotto più volte dalle contestazioni dei cittadini dell’Oltreserchio il consiglio comunale di Lucca dedicato all’esondazione nel giorno di Natale. Il pubblico è rimasto irritato dalle relazioni dei funzionari della Protezione civile comunale e da quella del presidente della Provincia, Stefano Baccelli. I lucchesi chiedevano chiarezza sulle responsabilità degli allagamenti e sulla scarsa tempestività, a loro avviso, dei soccorsi
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