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SPORT E DIVERTIMENTO
Il ritorno del panforte volante
Si giocava nell'800 e quest'anno per la seconda volta La Rotta ha ospitato una riedizione del lancio del dolce natalizio
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PONTEDERA. Uno si fa chiamare “Il molleggiato”. L’altro lo chiamano “Microfono”. Poi c’è “Il macino”. E c’è chi tira flettendo le gambe e chi usa solo le braccia. Chi sfrutta la colombella, e chi il tiro in scivolata. Campioni del lancio del peso? No, del panforte.
Per il secondo anno consecutivo a La Rotta si è svolta la competizione paesana di questo bizzarro sport, le cui origini risalgono alla fine dell’Ottocento. Sabato sera, la Casa del Popolo straripava di persone: non solo rottigiani, ma anche appassionati in “trasferta” dai paesi di Marti, Cevoli, Palaia e Montefoscoli.
Le regole sono semplici. Ci si dispone dietro una striscia di nastro adesivo, a dieci metri da un tavolino. Di lì, si lancia il disco di panforte sul ripiano: maggiore è la distanza dal margine del tavolo, migliore è il tiro. E se il dolce non centra il tavolo o sguscia via, tiro nullo.
«Poi si procede alla misurazione con il metro - spiega Fabio Minuti, esponente dell’associazione “Gli amici del panforte”, che ha organizzato l’evento - ci sono tre tiri disponibili per ogni partecipante. Vince chi totalizza il numero più alto di centimetri ». E la tecnica? Ognuno ha la sua: «La posizione ideale - continua Minuti - è quella dove si tiene avanti il piede opposto al braccio con cui si effettua il lancio». Ma c’è chi la pensa in modo diverso: «Io mi fletto in questo modo... - Fabrizio della Pace espone il suo stile - fletto entrambe le ginocchia e tiro a colombella». Non per niente, lo chiamano “Il molleggiato”.
Alla fine, a portarsi a casa il primo premio (tutto in panforte: da mangiare, stavolta) sono stati i rappresentanti di Montefoscoli e Marti. Ottimo l’esito della serata: la platea di spettatori contava un centinaio di persone, ottanta i partecipanti. Sguardi concentrati di tutte le età hanno sfilato per cimentarsi nell’inusuale gioco. «E’ la prima volta che assisto ad una gara del genere - Mariella Russo, di origini siciliane, è arrivata appositamente da Casteldelbosco -. Questo gioco diverte e coinvolge persone di tutte le generazioni». «L’anno prossimo partecipiamo pure noi», le fa eco il marito. All’evento era presente uno stand di Telethon e in mezzo alla sala percorsa dal brusio c’era anche un ospite istituzionale: l’assessore alla cultura Stefano Tognarelli, che ha espresso entusiasmo verso iniziative volte alla promozione di tradizioni e di vita sociale.
Oltre al torneo, si è svolta la presentazione del vocabolario della lingua rottigiana: il ricavato della vendita è stato donato a Telethon e al gruppo Balobasha per la costruzione di un orfanotrofio in Congo. Una seconda presentazione è prevista per domani alle 21, presso il circolo Arci “Il Botteghino” di La Rotta. Filippo
Per il secondo anno consecutivo a La Rotta si è svolta la competizione paesana di questo bizzarro sport, le cui origini risalgono alla fine dell’Ottocento. Sabato sera, la Casa del Popolo straripava di persone: non solo rottigiani, ma anche appassionati in “trasferta” dai paesi di Marti, Cevoli, Palaia e Montefoscoli.
Le regole sono semplici. Ci si dispone dietro una striscia di nastro adesivo, a dieci metri da un tavolino. Di lì, si lancia il disco di panforte sul ripiano: maggiore è la distanza dal margine del tavolo, migliore è il tiro. E se il dolce non centra il tavolo o sguscia via, tiro nullo.
«Poi si procede alla misurazione con il metro - spiega Fabio Minuti, esponente dell’associazione “Gli amici del panforte”, che ha organizzato l’evento - ci sono tre tiri disponibili per ogni partecipante. Vince chi totalizza il numero più alto di centimetri ». E la tecnica? Ognuno ha la sua: «La posizione ideale - continua Minuti - è quella dove si tiene avanti il piede opposto al braccio con cui si effettua il lancio». Ma c’è chi la pensa in modo diverso: «Io mi fletto in questo modo... - Fabrizio della Pace espone il suo stile - fletto entrambe le ginocchia e tiro a colombella». Non per niente, lo chiamano “Il molleggiato”.
Alla fine, a portarsi a casa il primo premio (tutto in panforte: da mangiare, stavolta) sono stati i rappresentanti di Montefoscoli e Marti. Ottimo l’esito della serata: la platea di spettatori contava un centinaio di persone, ottanta i partecipanti. Sguardi concentrati di tutte le età hanno sfilato per cimentarsi nell’inusuale gioco. «E’ la prima volta che assisto ad una gara del genere - Mariella Russo, di origini siciliane, è arrivata appositamente da Casteldelbosco -. Questo gioco diverte e coinvolge persone di tutte le generazioni». «L’anno prossimo partecipiamo pure noi», le fa eco il marito. All’evento era presente uno stand di Telethon e in mezzo alla sala percorsa dal brusio c’era anche un ospite istituzionale: l’assessore alla cultura Stefano Tognarelli, che ha espresso entusiasmo verso iniziative volte alla promozione di tradizioni e di vita sociale.
Oltre al torneo, si è svolta la presentazione del vocabolario della lingua rottigiana: il ricavato della vendita è stato donato a Telethon e al gruppo Balobasha per la costruzione di un orfanotrofio in Congo. Una seconda presentazione è prevista per domani alle 21, presso il circolo Arci “Il Botteghino” di La Rotta. Filippo
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