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Pisa

I danni

Serchio, sciolta l'unità di crisi

Si lavora nelle aziende alluvionate a Migliarino per ripulirle dalla melma
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Si lavora nelle aziende alluvionate a Migliarino per ripulirle dalla melma

Fronteggiata l'emergenza, inizia adesso la fase di gestione della ricostruzione e della ripresa per il territorio del comune di Vecchiano colpito dallo straripamento del fiume Serchio avvenuto il 25 dicembre scorso nella zona della frazione di Nodica

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PISA. Fronteggiata l'emergenza, inizia adesso la fase di gestione della ricostruzione e della ripresa per il territorio del comune di Vecchiano colpito dallo straripamento del fiume Serchio avvenuto il 25 dicembre scorso nella zona della frazione di Nodica. Il presidente della Provincia di Pisa Andrea Pieroni ha fatto il punto della situazione al termine di una serie di riunioni.
Ieri si è sciolta l'unità di crisi che era stata costituita nei giorni scorsi, con sede alla prefettura per affrontare il momento dell'allarme più acuto, dallo straripamento della mattina di Natale e fino alla nuova ondata di piena verificatasi ieri. L'impegno passa ora a concentrarsi sul fronte delle iniziative per il ritorno, quanto prima, a una situazione di normalità.
Intanto prosegue il cantiere per il rifacimento di argine e golena.
La primissima fase ha visto la realizzazione immediata della massicciata esterna all'argine, atta a congiungere le due estremità della frattura arginale stessa (di 163 metri); e il suo innalzamento fino al piano di golena, così da creare una barriera in grado di tenere sostanzialmente sotto controllo il pur consistente aumento della portata d'acqua dal quale il Serchio è stato interessato venerdì scorso.
Centrato questo obiettivo, imposto dalla situazione d'urgenza, il cantiere è comunque stato oggi e continuerà rimanere aperto, come dalla sua apertura, 24 ore su 24. Fino a questo momento i camion all'opera hanno riversato sul posto materiali (massi più argilla impermeabilizzante) per un quantitativo pari a circa 25mila metri cubi, attraverso un movimento di circa 900 carichi.
Il piano dei lavori prevede adesso la costruzione, lungo la sponda del fiume erosa dallo straripamento, di una scarpata armata (anch'essa in pietra e argille), in modo da creare - con la massicciata arginale e i due fianchi della golena che ne delimitano il tratto non più esistente - una sorta di "vasca", dalla quale l'acqua presente sarà aspirata via per poter operare sull'asciutto. Questo in 4-5 giorni, dopodiché si inizierà a ricostruire l'argine vero e proprio (in altri 9 giorni circa) e infine la golena (nei successivi 10-15).

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