Sicurezza
Crescita popolazione
Cresciamo, siamo più di 91mila
Pisa da tre anni ha cominciato a ripopolarsi. Nel 2006, la città ha toccato la soglia più bassa con 90.037 residenti. È dal 2007 che riprende il trend positivo con 90.361 (+324 rispetto all’anno precedente), nel 2008 il numero sale a 90.884 (+523)
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PISA. Pisa da tre anni ha cominciato a ripopolarsi. Nel 2006, la città ha toccato la soglia più bassa con 90.037 residenti. È dal 2007 che riprende il trend positivo con 90.361 (+324 rispetto all’anno precedente), nel 2008 il numero sale a 90.884 (+523). E dall’ufficio anagrafe del Comune di Pisa, fanno sapere che, al 1º luglio di quest’anno, risultano residenti 90.942 con un segno positivo di +58. E, sicuramente, per la fine dell’anno sarà oltrepassata la soglia dei 91mila. L’incisione degli stranieri è del 12%.
Il trend in ripresa dal 2007 è arrivato dopo lunghi anni in cui la città ha continuato a spopolarsi. Nel 1995, i residenti risultavano 94.377: da quell’anno in poi, in maniera costante e continuativa, Pisa ha continuato a perdere abitanti. Adesso, da tre anni, siamo in presenza di una risalita. Abbiamo cercato di capire i motivi di questo sali e scendi con Nicola Bellini, direttore dell’Istituto Regionale programmazione economica toscana (Irpet), e docente di Economia e gestione delle imprese presso la Scuola Superiore Sant’Anna. «Credo che la scelta di abitare a Pisa dipenda in gran parte dal mercato immobiliare - dice Nicola Bellini -. Avevo la residenza in città e ora abito a Pontedera semplicemente perché ho potuto acquistare una casa pagandola molto meno, ma continuo a vivere nell’area pisana. Io farei un altro genere di riflessioni poiché Pisa è una città molto più grande di quella che è in realtà». Secondo il direttore dell’Irpet bisognerebbe tornare a parlare di Piano strategico della città come fece l’allora sindaco Paolo Fontanelli quando lanciò lo slogan “Pisa città da 200mila abitanti” guardando ad un’area che coinvolgeva i comuni limitrofi (Cascina, San Giuliano, Vecchiano, Calci e Vicopisano).
«Vivere o non vivere all’interno dei confini strettamente comunali della città - continua il professore - potrebbe essere un falso problema. Io farei delle riflessioni più sulle dotazioni infrastrutturali della città e quelle ci sono, dall’aeroporto all’autostrada e alla superstrada, ma anche sulla capacità di attrazione quale l’università e la piccola impresa di qualità. Pisa è una città che attira migliaia di giovani studenti universitari i quali passano prima attraverso le forche caudine del mercato immobiliare e poi, una volta che sono formati, sono costretti dallo stesso mercato ad andare a vivere fuori città». Per il professore Nicola Bellini bisognerebbe discutere sul rapporto fra sviluppo della città e capacità di attrarre i giovani che popolano la città. Un tema che in passato è stato affrontato, soprattutto nel periodo estivo, con il fenomeno della “movida”. La marea di giovani che la sera popola il centro generando proteste degli stessi residenti.
E da qui la causa che porterebbe allo spopolamento delle famiglie dal centro storico che preferiscono altre soluzioni abitative. «Guardando alle cifre del ripopolamento in positivo degli ultimi anni, le cifre sono contenute e il dato che conta è la mini-area metropolitana pisana, il piano strategico della città è l’unità di misura su cui lavorare. Se una persona sceglie di abitare a San Giuliano o a Cascina questo riguarda la finanza locale e i servizi, ma l’attrattività di Pisa resta intatta». Rispetto al 2007 e 2008, il 2009 segnerà ancora un trend positivo nella crescita del numero dei residenti, ma, rispetto ai due anni precedenti, si nota un rallentamento del numero degli abitanti. Vedremo se è il segnale di una frenata o meno.
Soltanto, il prossimo anno ce lo potrà dire. I numeri forniti dall’ anagrafe sono certi al contrario di quelli che sono sul sito dell’Istat in cui la popolazione residente al 1º gennaio 2009 risulta di 87.398 abitanti con un aumento di 600 residenti (87.991) al 1º luglio dello stesso anno. «Non sappiamo i motivi per cui sul sito dell’Istat riporti questi numeri - dicono dal Comune -, ma Pisa da metà degli anni Novanta in poi, seppur nel momento più critico dello spopolamento, non è mai scesa sotto i 90mila abitanti».
Il trend in ripresa dal 2007 è arrivato dopo lunghi anni in cui la città ha continuato a spopolarsi. Nel 1995, i residenti risultavano 94.377: da quell’anno in poi, in maniera costante e continuativa, Pisa ha continuato a perdere abitanti. Adesso, da tre anni, siamo in presenza di una risalita. Abbiamo cercato di capire i motivi di questo sali e scendi con Nicola Bellini, direttore dell’Istituto Regionale programmazione economica toscana (Irpet), e docente di Economia e gestione delle imprese presso la Scuola Superiore Sant’Anna. «Credo che la scelta di abitare a Pisa dipenda in gran parte dal mercato immobiliare - dice Nicola Bellini -. Avevo la residenza in città e ora abito a Pontedera semplicemente perché ho potuto acquistare una casa pagandola molto meno, ma continuo a vivere nell’area pisana. Io farei un altro genere di riflessioni poiché Pisa è una città molto più grande di quella che è in realtà». Secondo il direttore dell’Irpet bisognerebbe tornare a parlare di Piano strategico della città come fece l’allora sindaco Paolo Fontanelli quando lanciò lo slogan “Pisa città da 200mila abitanti” guardando ad un’area che coinvolgeva i comuni limitrofi (Cascina, San Giuliano, Vecchiano, Calci e Vicopisano).
«Vivere o non vivere all’interno dei confini strettamente comunali della città - continua il professore - potrebbe essere un falso problema. Io farei delle riflessioni più sulle dotazioni infrastrutturali della città e quelle ci sono, dall’aeroporto all’autostrada e alla superstrada, ma anche sulla capacità di attrazione quale l’università e la piccola impresa di qualità. Pisa è una città che attira migliaia di giovani studenti universitari i quali passano prima attraverso le forche caudine del mercato immobiliare e poi, una volta che sono formati, sono costretti dallo stesso mercato ad andare a vivere fuori città». Per il professore Nicola Bellini bisognerebbe discutere sul rapporto fra sviluppo della città e capacità di attrarre i giovani che popolano la città. Un tema che in passato è stato affrontato, soprattutto nel periodo estivo, con il fenomeno della “movida”. La marea di giovani che la sera popola il centro generando proteste degli stessi residenti.
E da qui la causa che porterebbe allo spopolamento delle famiglie dal centro storico che preferiscono altre soluzioni abitative. «Guardando alle cifre del ripopolamento in positivo degli ultimi anni, le cifre sono contenute e il dato che conta è la mini-area metropolitana pisana, il piano strategico della città è l’unità di misura su cui lavorare. Se una persona sceglie di abitare a San Giuliano o a Cascina questo riguarda la finanza locale e i servizi, ma l’attrattività di Pisa resta intatta». Rispetto al 2007 e 2008, il 2009 segnerà ancora un trend positivo nella crescita del numero dei residenti, ma, rispetto ai due anni precedenti, si nota un rallentamento del numero degli abitanti. Vedremo se è il segnale di una frenata o meno.
Soltanto, il prossimo anno ce lo potrà dire. I numeri forniti dall’ anagrafe sono certi al contrario di quelli che sono sul sito dell’Istat in cui la popolazione residente al 1º gennaio 2009 risulta di 87.398 abitanti con un aumento di 600 residenti (87.991) al 1º luglio dello stesso anno. «Non sappiamo i motivi per cui sul sito dell’Istat riporti questi numeri - dicono dal Comune -, ma Pisa da metà degli anni Novanta in poi, seppur nel momento più critico dello spopolamento, non è mai scesa sotto i 90mila abitanti».
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