TRAGEDIA DI PISA
Uranio impoverito nei C-130il caso ora va in Senato
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Un’immagine del C-130 precipitato a Coltano il 23 novembre scorsoUn'interrogazione oggi al Senato del deputato dell'Idv Francesco "Pancho" Pardi sulla presenza di uranio impoverito nei contrappesi dei timoni di coda dei C-130, confermata dalla 46ª Brigata aerea. Il comando precisa che il materiale non era sul velivolo precipitato. Sarebbero 5 gli aerei in servizio a Pisa che conterrebbero uranio impoverito: ora la Lockheed provvederà a bonificarli
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PISA. Uranio impoverito come contrappesi per i timoni di coda dei C-130? Sì, proprio l'uranio impoverito finito sotto accusa per gli effetti tossici e cancerogeni che ha provocato a chi ne è venuto in contatto con le bombe in Kosovo e nella prima Guerra del Golfo. La rivelazione viene da una interrogazione parlamentare che viene discussa oggi.
Un'interrogazione presentata dal deputato dell'Idv Francesco "Pancho" Pardi, ripresa dal giornalista Mario Molinari sul sito web "Savona news". Pardi chiede se quel materiale fosse presente anche sull'aereo caduto il 23 novembre alle porte di Pisa e che si è incendiato provocando la morte dei cinque avieri a bordo del volo di addestramento.
«L'aereo caduto il 23 novembre non montava contrappesi di uranio impoverito», tagliano corto dal comando della 46ª Briagata Aerea. E si precisa che all'aeroporto militare Dall'Oro ci sono 21 C-130. Di questi velivoli esistono due versioni, quella corta (C-130J) e quella lunga (C-130J-30). «I contrappesi di uranio impoverito - spiegano dal comando dell'Aeronautica militare pisana - vengono installati sulla versione lunga dei C-130. L'aereo caduto era un modello C-130J, quindi non poteva montare quel tipo di contrappesi».
In dotazione alla 46ª Brigata Aerea, comandata dal generale Stefano Fort, ci sono 11 C-130 versione corta (erano 12 prima della tragedia) e 10 versione lunga. Di quest'ultimi, cinque velivoli montano contrappesi ad uranio impoverito e gli altri cinque contrappesi di tungsteno. Ma ben presto, quelli con i contrappesi all'uranio impoverito saranno bonificati. «All'inizio di gennaio - spiega ancora la Brigata Aerea - tecnici della Lockheed Martin (l'azienda americana costruttrice, ndr) saranno qui a Pisa per smontare i contrappesi di uranio e installare quelli al tungsteno».
Il motivo per cui la Lockheed abbia utilizzato l'uranio impoverito dovrebbe dipendere dal notevole peso specifico del materiale (peso rilevante - fino a 64 chili - in volumi contenuti), ma siamo in attesa di una risposta ufficiale. Ci siamo messi in contatto con il referente della Company americana in Italia per una risposta anche al perché ora vengono rimossi. Tuttavia, fanno sapere i militari dell'aeronautica, questi dispositivi si trovano all'interno di involucri che sono resistenti al pari di una scatola nera. Avrebbero potuto resistere anche a un'esplosione. Inoltre, questi contrappesi vengono montati nella coda dell'aereo e, nel caso della tragedia di Coltano, la parte finale dell'aereo è rimasta intatta.
Alla domanda se i cinque Hercules versione lunga con l'uranio impoverito in dotazione alla 46ª volano regolarmente, la risposta è stata affermativa: sembra che abbiano le certificazioni richieste. Dopo la risposta della 46ª, c'è da attendere la discussione dell'interpellanza presentata da Pardi.
Un'interrogazione presentata dal deputato dell'Idv Francesco "Pancho" Pardi, ripresa dal giornalista Mario Molinari sul sito web "Savona news". Pardi chiede se quel materiale fosse presente anche sull'aereo caduto il 23 novembre alle porte di Pisa e che si è incendiato provocando la morte dei cinque avieri a bordo del volo di addestramento.
«L'aereo caduto il 23 novembre non montava contrappesi di uranio impoverito», tagliano corto dal comando della 46ª Briagata Aerea. E si precisa che all'aeroporto militare Dall'Oro ci sono 21 C-130. Di questi velivoli esistono due versioni, quella corta (C-130J) e quella lunga (C-130J-30). «I contrappesi di uranio impoverito - spiegano dal comando dell'Aeronautica militare pisana - vengono installati sulla versione lunga dei C-130. L'aereo caduto era un modello C-130J, quindi non poteva montare quel tipo di contrappesi».
In dotazione alla 46ª Brigata Aerea, comandata dal generale Stefano Fort, ci sono 11 C-130 versione corta (erano 12 prima della tragedia) e 10 versione lunga. Di quest'ultimi, cinque velivoli montano contrappesi ad uranio impoverito e gli altri cinque contrappesi di tungsteno. Ma ben presto, quelli con i contrappesi all'uranio impoverito saranno bonificati. «All'inizio di gennaio - spiega ancora la Brigata Aerea - tecnici della Lockheed Martin (l'azienda americana costruttrice, ndr) saranno qui a Pisa per smontare i contrappesi di uranio e installare quelli al tungsteno».
Il motivo per cui la Lockheed abbia utilizzato l'uranio impoverito dovrebbe dipendere dal notevole peso specifico del materiale (peso rilevante - fino a 64 chili - in volumi contenuti), ma siamo in attesa di una risposta ufficiale. Ci siamo messi in contatto con il referente della Company americana in Italia per una risposta anche al perché ora vengono rimossi. Tuttavia, fanno sapere i militari dell'aeronautica, questi dispositivi si trovano all'interno di involucri che sono resistenti al pari di una scatola nera. Avrebbero potuto resistere anche a un'esplosione. Inoltre, questi contrappesi vengono montati nella coda dell'aereo e, nel caso della tragedia di Coltano, la parte finale dell'aereo è rimasta intatta.
Alla domanda se i cinque Hercules versione lunga con l'uranio impoverito in dotazione alla 46ª volano regolarmente, la risposta è stata affermativa: sembra che abbiano le certificazioni richieste. Dopo la risposta della 46ª, c'è da attendere la discussione dell'interpellanza presentata da Pardi.
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