Attenzione
UNIVERSITÀ
Varato il bilancio, studenti in piazza
Carlo Venturini
Banconote false con il volto del rettore Pasquali, due striscioni, musica, volantini e fumogeni decorativi. Così ieri mattina una cinquantina di studenti, tenuti sott'occhio dalla polizia, hanno manifestato bloccando il traffico del lungarno Pacinotti davanti al portone sprangato del rettorato
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PISA. Banconote false con il volto del rettore Pasquali, due striscioni, musica, volantini e fumogeni decorativi. Così ieri mattina una cinquantina di studenti, tenuti sott'occhio dalla polizia, hanno manifestato bloccando il traffico del lungarno Pacinotti davanti al portone sprangato del rettorato. Dentro veniva approvato - contraria Sinistra Per - il bilancio previsionale del 2010.
«Anche quest'anno, come da prassi, il nostro ateneo ha approvato un bilancio previsionale per il 2010 in cui vengono applicati senza batter ciglio i tagli della 133», ha detto uno dei portavoce del movimento "Rete delle assemblee in agitazione", una realtà associativa a schema aperto ed inclusivo, riconducibile però in via diretta all'Onda.
Mentre il traffico veniva fermato con uno striscione su cui c'era scritto "Blocchiamo il bilancio", alcuni attivisti del movimento studentesco distribuivano volantini su cui si leggeva: «Il rettore Pasquali naviga a vista con i soldi degli altri, i soldi delle nostre tasse».
Nei giorni precedenti una parte del mondo studentesco riconducibile sempre al movimento dell'Onda, era in subbuglio per il mancato confronto sul bilancio con le organizzazioni universitarie.
«L'ateneo ha il vizio - spiegano i manifestanti - di prendere decisioni basilari e fondamentali sul futuro dell'università negando ogni volta il confronto con chi l'università la vive e la costruisce giorno per giorno, anche se non è rappresentato in quegli organi accademici che fungono ormai solo da passacarte».
Tra i tanti motivi della protesta degli studenti, oltre ai tagli di circa 8 milioni di euro sul fondo di finanziamento ordinario, vi è quello di una sorta di "esproprio" dell'ateneo da parte dei docenti e del cda.
«In occasione della seduta del consiglio di amministrazione. hanno dichiarato gli studenti - dobbiamo registrare che ancora una volta, la nostra università è blindata all'esterno e all'interno, sia materialmente che nei contenuti».
E' ancora fresco il ricordo dei disordini di due anni fa quando alcuni studenti provarono ad entrare nel rettorato mentre era in corso l'approvazione del bilancio. «Questa volta non entreremo nel rettorato - spiegano gli attivisti del movimento - perché sappiamo che il bilancio si blocca nella realtà dei percorsi di lotta e nella realtà di un movimento che ha tutto il tempo per riesplodere, che ha tutto il tempo e la volontà di riprendersi il proprio diritto ad opporsi ad una classe dirigente baronale e di governo».
«Anche quest'anno, come da prassi, il nostro ateneo ha approvato un bilancio previsionale per il 2010 in cui vengono applicati senza batter ciglio i tagli della 133», ha detto uno dei portavoce del movimento "Rete delle assemblee in agitazione", una realtà associativa a schema aperto ed inclusivo, riconducibile però in via diretta all'Onda.
Mentre il traffico veniva fermato con uno striscione su cui c'era scritto "Blocchiamo il bilancio", alcuni attivisti del movimento studentesco distribuivano volantini su cui si leggeva: «Il rettore Pasquali naviga a vista con i soldi degli altri, i soldi delle nostre tasse».
Nei giorni precedenti una parte del mondo studentesco riconducibile sempre al movimento dell'Onda, era in subbuglio per il mancato confronto sul bilancio con le organizzazioni universitarie.
«L'ateneo ha il vizio - spiegano i manifestanti - di prendere decisioni basilari e fondamentali sul futuro dell'università negando ogni volta il confronto con chi l'università la vive e la costruisce giorno per giorno, anche se non è rappresentato in quegli organi accademici che fungono ormai solo da passacarte».
Tra i tanti motivi della protesta degli studenti, oltre ai tagli di circa 8 milioni di euro sul fondo di finanziamento ordinario, vi è quello di una sorta di "esproprio" dell'ateneo da parte dei docenti e del cda.
«In occasione della seduta del consiglio di amministrazione. hanno dichiarato gli studenti - dobbiamo registrare che ancora una volta, la nostra università è blindata all'esterno e all'interno, sia materialmente che nei contenuti».
E' ancora fresco il ricordo dei disordini di due anni fa quando alcuni studenti provarono ad entrare nel rettorato mentre era in corso l'approvazione del bilancio. «Questa volta non entreremo nel rettorato - spiegano gli attivisti del movimento - perché sappiamo che il bilancio si blocca nella realtà dei percorsi di lotta e nella realtà di un movimento che ha tutto il tempo per riesplodere, che ha tutto il tempo e la volontà di riprendersi il proprio diritto ad opporsi ad una classe dirigente baronale e di governo».
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