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Marconi, a 100 anni dal Nobelal demanio l'Sos per la stazioneLE IMMAGINI DEL DEGRADO

Marconi, a 100 anni dal Nobelal demanio l'Sos per la stazioneLE IMMAGINI DEL DEGRADO

Il sindaco di Pisa Marco Filippeschi ha inviato al demanio una richiesta ufficiale per la concessione in uso della stazione Marconi di Coltano, "con l'intento di riqualificarla data la sua assoluta rilevanza storica". In occasione del centenario del Premio Nobel a Guglielmo Marconi si torna a parlare dell'assoluto stato di abbandono in cui versa quello che fu nei primi anni del Novecento il più importante centro al mondo per le telecomunicazioni

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PISA. "Save our souls", salvate le nostre anime. Il primo S.o.s. della storia fu lanciato nel 1912 da Harold Bride, l'addetto radio del Titanic, prima che il transatlantico affondasse nelle acque dell'Oceano. Grazie al messaggio di aiuto 700 passeggeri della nave ebbero salva la vita. In quell'episodio, che accrebbe notevolmente la fama della neonata radio e del suo inventore Guglielmo Marconi, una parte di merito spetta anche alla stazione di Coltano, che nei primi anni del Novecento era il più importante centro del mondo per quanto riguarda le telecomunicazioni. Secondo una narrazione in cui si mescolano storia e leggenda, infatti, il centro pisano fondato proprio da Marconi, rilanciò il segnale di aiuto alle imbarcazioni che si trovavano in prossimità del Titanic.  

Oggi quella stazione sorta in un pizzicotto di terra fra Pisa e Firenze non esiste più, ma dai vecchi edifici che la ospitarono si alza nell'etere un altro s.o.s.. Il centro radio di Coltano da anni è in stato di abbandono. Anche il Fai, Fondo per l'ambientale italiano si batte da anni per il suo recupero. L'obiettivo è far partire un progetto in grado di restituire il vecchio sito alla cittadinanza con un museo e un laboratorio scientifico. Ma ormai non sarà più nel 2009, anno del centenario dei Nobel a Marconi. Il sindaco di Pisa Marco Filippeschi  - in occasione convegno "1909-2009. La Società dell'Informazione a 100 anni dal premio Nobel a Guglielmo Marconi", organizzato nell'ambito delle iniziative per celebrare i 100 anni del Premio Nobel a Guglielmo Marconi - ha fatto sapere di aver inviato al demanio "una richiesta ufficiale per la concessione in uso dell'edificio con l'intento di riqualificarlo data l'assoluta rilevanza storica delle testimonianze pisane del grande scienziato".

«Speriamo che le autorità siano in grado di recepire il messaggio - afferma il professor Pier Luigi Maffei, docente dell'università di Pisa - L'Italia è un Paese singolare. Non ama i suoi tesori. Non riesce a valorizzarli, mentre potrebbe farne fonte di ricchezza culturale ed economica».  Se in patria Coltano è semisconosciuto, all'estero è spesso menzionato nei libri come il più importante centro radio d'Europa agli inizi del Novecento. L'ingresso nella storia di questa piccola frazione di Pisa avviene in piena belle époque, quando Marconi, già celebre in tutto il mondo per l'invenzione del telegrafo senza fili, decide di realizzare in questi territori acquitrinosi la stazione radio più potente d'Italia. Parla del progetto con il re Vittorio Emanuele III il quale gli propone di visitare la tenuta di Casa Savoia a Coltano.  

«All'epoca c'erano diverse città interessate ad ospitare un centro così prestigioso - spiega il professor Giuliano Manara, studioso di campi elettromagnetici - Fra queste Roma, Milano e Pavia. Alla fine Marconi sceglie Coltano perché qui trova una situazione adatta alle sue esigenze: una piccola collina che domina su un terreno piatto e umido, ottimo per limitare la dispersione del segnale. Inoltre anche la posizione geografica rende il luogo ideale sia per le comunicazioni continentali sia per quelle verso il Canada, gli Stati Uniti e le colonie italiane in Africa». Nel novembre del 1910 il centro radiotelegrafico emette il suo primo segnale: Marconi trasmette un messaggio a Glace Bay in Canada. L'anno successivo la stazione viene collaudata ufficialmente e a tagliare il nastro è proprio il re, che assiste al collegamento con la città di Massaua in Eritrea.  

Il secondo passaggio fondamentale per la crescita di Coltano si registra negli anni Venti. Durante la prima guerra mondiale la Regia Marina aveva costruito Radio Roma per il servizio con le colonie del Mar Rosso, ma subito dopo il conflitto decide di dotarsi di un impianto più potente e la scelta cade su Coltano, sia per la presenza di Marconi sia per la vicinanza dell'Istituto Radiotelegrafico di Livorno. Così, alle due antenne, denominate "coloniale" e "continentale", se ne aggiunge una terza, la "transcontinentale", che per la sua maestosità è paragonata alla Tour Eiffel. È costituita da quattro torri alte 250 metri che sostengono un quadrilatero di 420 metri di lato composto da corde di bronzo. Il 5 aprile del 1923 la nuova antenna inizia i servizi trasmettendo il bollettino e i telegrammi circolari alle navi della marina che si trovano in Estremo oriente.  

La mastodontica struttura dà poi origine a superstiziose dicerie che iniziano a circolare. «Marconi deve aver fatto un patto col diavolo», mormorano i cittadini turbati dalle scintille e dai ronzii che si levavano dalle antenne della stazione. In realtà, dietro quei fragorosi bagliori si nasconde un comune fenomeno elettrostatico, assolutamente naturale in una zona così umida. Gli anni Trenta sono un periodo d'oro per la stazione. All'inizio del decennio viene inaugurato il nuovo centro radio a onde corte chiamato "Imperiale" e nel 1931 le pagine dell'Osservatore romano e de Il lavoro fascista danno lustro al centro di Pisa. In occasione dell'Esposizione Mondiale, infatti, Marconi "illumina" la statua del Cristo Redentore di Rio de Janeiro, premendo un interruttore nel suo ufficio di Roma e sfruttando il ripetitore di Coltano per far arrivare il segnale in Brasile.  Due anni più tardi viene inaugurato il servizio pubblico radiotelegrafico più esteso dell'epoca e la stazione diviene un autentico ponte di collegamento tra i continenti. Il servizio, infatti, mette in comunicazione il centro di Coltano con il piroscafo italiano"Conte Rosso" che si trova a navigare nei mari della Cina, ad una distanza di oltre mille miglia.

«In quel periodo si parlava di un "sistema Coltano" - spiega il professor Stefano Giordano, esperto di telecomunicazioni - In sostanza Marconi aveva realizzato un gateway, un elemento di interconnessione tra la rete telegrafica e la rete radio-telegrafica. L'attualità del suo pensiero sta proprio nell'aver integrato canali comunicativi eterogenei in un vero e proprio sistema di servizio, che fu impiegato anche per scopi militari durante la prima guerra mondiale».  La stazione rimane in piedi fino alla seconda guerra mondiale, quando i bombardamenti distruggono le quattro torri e regalano a Coltano un discusso campo di concentramento, in cui gli alleati americani detengono i repubblichini. Ora l'idea è quella di far rivivere la vecchia stazione. Basta che le istituzioni sappiano raccogliere l'S.o.s.

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di Redazione web