Attenzione
PISA
Entro sei mesi due terzi di ospedale saranno a Cisanello
Candida Virgone
Un'altra fetta della struttura storica lascia l'ombra della torre e passa alla futura cittadella della salute
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PISA. Un'altra fetta di «Santa Chiara» è pronta per lasciare la sede storica all'ombra della Torre e passare nella nuova cittadella della sanità, a Cisanello. Si sta trasferendo definitivamente anche la clinica oculistica, diretta dal professor Marco Nardi: l'inaugurazione avverrà domenica, manco a farlo apposta giorno di Santa Lucia, protettrice appunto della vista, mentre, la nuova attività, che non avrà un minuto di interruzione e continuerà fra vecchia e nuova clinica fino all'ultimo istante, inizierà nella nuova sede a partire da lunedì.
Facciamo il punto sui trasferimenti in atto e prossimi con il direttore generale dell'Azienda ospedaliero-universitaria pisana, dottor Carlo Rinaldo Tomassini.
«Per domattina - spiega il direttore generale - è fissato in direzione un breafing per fare il punto della situazione, che dovrebbe confermare proprio questo calendario e la data del 13 per l'inaugurazione. Dopo di ché la prossima tappa sarà quella dell'8 febbraio, quando lasceranno definitivamente il Santa Chiara tutte le chirurgie, l'anestesia e rianimazione diretta dal professor Francesco Giunta e la urologia. La tappa successiva a maggio (il giorno non è stato ancora fissato) quando si sposterà un'altra considerevole parte del Santa Chiara: deu (dipartimento emergenza ed urgenza) con il pronto soccorso (sono già state montate nella nuova sede tac e risonanze), chirurgia d'urgenza, neuroradiologia e quasi tutte le radiologie, infine la terapia intensiva diretta dal dottor Malacarne».
«A fine maggio - conclude il direttore - si ribalterà la situazione. Prima due terzi dell'ospedale erano al Santa Chiara e solo un terzo a Cisanello. Ora sarà l'esatto contrario. Con quest'ultimo trasferimento due terzi dei servizi ospedalieri e universitari saranno a Cisanello, al Santa Chiara ne rimarrà un terzo».
E dopo maggio, cosa resterà ancora dentro le mura del vecchio ospedale, nel cuore storico della città?
Resta ancora fra via Roma e piazza dei Miracoli tutto il reparto materno-infantile (dunque la pediatria e le due cliniche ginecologiche), tutte le cliniche mediche, prima, seconda e terza, dirette da Taddei, Bonini e Ferranini, l'ematologia di Petrini, la prima ortopedia diretta da Guido, la dermatologia, un po' di laboratori, la radiologia del prof. Caramella, la medicina nucleare, la neurologia, la camera iperbarica, l'anatomia patologica e la farmacia dell'ospedale».
Resta ovviamente al Santa Chiara, ancora fino a fine lavori, dunque per altri cinque anni, tutto il polo oncologico, i cui lavori di ristrutturazione sono terminati a settembre e non ancora inaugurato. La ristrutturazione si è resa necessaria in vista della fine dei lavori, prevista per il 2015.
Il resto dei lavori, che sono in corso di progettazione, andrà avanti dal 2011 al 2015. Accanto al nuovo Deu sorgeranno la piastra tecnologica, che comprende tutti i laboratori, e accanto ancora la nuova facoltà di medicina e il polo didattico. Una lunga storia iniziata tanti anni fa, attraversata da veleni, accuse, processi e arresti eccellenti, terminata con un'assoluzione e con lavori la cui fine è ancora lontana.
Facciamo il punto sui trasferimenti in atto e prossimi con il direttore generale dell'Azienda ospedaliero-universitaria pisana, dottor Carlo Rinaldo Tomassini.
«Per domattina - spiega il direttore generale - è fissato in direzione un breafing per fare il punto della situazione, che dovrebbe confermare proprio questo calendario e la data del 13 per l'inaugurazione. Dopo di ché la prossima tappa sarà quella dell'8 febbraio, quando lasceranno definitivamente il Santa Chiara tutte le chirurgie, l'anestesia e rianimazione diretta dal professor Francesco Giunta e la urologia. La tappa successiva a maggio (il giorno non è stato ancora fissato) quando si sposterà un'altra considerevole parte del Santa Chiara: deu (dipartimento emergenza ed urgenza) con il pronto soccorso (sono già state montate nella nuova sede tac e risonanze), chirurgia d'urgenza, neuroradiologia e quasi tutte le radiologie, infine la terapia intensiva diretta dal dottor Malacarne».
«A fine maggio - conclude il direttore - si ribalterà la situazione. Prima due terzi dell'ospedale erano al Santa Chiara e solo un terzo a Cisanello. Ora sarà l'esatto contrario. Con quest'ultimo trasferimento due terzi dei servizi ospedalieri e universitari saranno a Cisanello, al Santa Chiara ne rimarrà un terzo».
E dopo maggio, cosa resterà ancora dentro le mura del vecchio ospedale, nel cuore storico della città?
Resta ancora fra via Roma e piazza dei Miracoli tutto il reparto materno-infantile (dunque la pediatria e le due cliniche ginecologiche), tutte le cliniche mediche, prima, seconda e terza, dirette da Taddei, Bonini e Ferranini, l'ematologia di Petrini, la prima ortopedia diretta da Guido, la dermatologia, un po' di laboratori, la radiologia del prof. Caramella, la medicina nucleare, la neurologia, la camera iperbarica, l'anatomia patologica e la farmacia dell'ospedale».
Resta ovviamente al Santa Chiara, ancora fino a fine lavori, dunque per altri cinque anni, tutto il polo oncologico, i cui lavori di ristrutturazione sono terminati a settembre e non ancora inaugurato. La ristrutturazione si è resa necessaria in vista della fine dei lavori, prevista per il 2015.
Il resto dei lavori, che sono in corso di progettazione, andrà avanti dal 2011 al 2015. Accanto al nuovo Deu sorgeranno la piastra tecnologica, che comprende tutti i laboratori, e accanto ancora la nuova facoltà di medicina e il polo didattico. Una lunga storia iniziata tanti anni fa, attraversata da veleni, accuse, processi e arresti eccellenti, terminata con un'assoluzione e con lavori la cui fine è ancora lontana.
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