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Nasce l'avvocato low-cost "Ma non chiamatemi così"

Nasce l'avvocato low-cost "Ma non chiamatemi così"

Un avvocato "fronte strada", cioè senza un vero studio, senza spese di segreteria o altri orpelli che fanno lievitare i prezzi. Ad offrire il nuovo servizio è un giovane avvocato pisano Tessa Gnesi. Ma il legale non ci sta ad essere definito "Low-cost". "Mi sembra un termine che sivilirebbe la mia professionalità, qui è vero si paga meno ma la qualità del servizio è la stessa"

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PISA. Dimenticate l’odore di vecchie scartoffie, di legni d’antan, l’atmosfera a volte un po’ cupa. L’avvocato può presentarsi anche con uno studio legale “fronte strada” e senza filtri né (per tre giorni alla settimana) appuntamenti. Senza segretarie né praticanti.

E’ l’assistenza legale “diretta”, inaugurata a Pisa in via Fratti dall’avvocato Tessa Gnesi, a due passi dal centro cittadino ma non esattamente in zona Tribunale. Ma attenzione a non confondere la novità con l’idea dell’avvocato low cost: «Troverei offensiva questa definizione, per la dignità della professione», dice la diretta interessata. E spiega: «Non conosciamo la politica di coloro che sono stati definiti così, ma credo che non piaccia neanche a loro. La nostra professione richiede impegno, preparazione e dedizione ».

Un conto, spiega, è l’informalità del colloquio e la possibilità di una tariffa più contenuta per le consultazioni, da non confondersi peraltro con nessuna forma di svilimento della professione. Ma la novità c’è. Dopo essersi formata professionalmente nello studio legale di famiglia, l’avvocato Tessa Gnesi, che ha anche collaborato con la rivista Men’s Health come consulente giuridica e al periodico del Centro Nazionale per il Volontariato, ha scelto di abbandonare i formalismi legati al contesto ed alle modalità “classiche” dell’avvocatura.

Perché aprire uno studio “fronte strada”? «Lo scopo è avvicinarsi alle persone, e attraverso un profondo ripensamento del rapporto con il cliente, ridurne la distanza con l’avvocato. E la sede è stata scelta in un quartiere della città già servito da strutture pensate per il cittadino, vicino all’Inps e ad alcuni patronati. L’avvocato Tessa Gnesi insieme ad un’altra collega civilista e con la collaborazione di un penalista, fornisce consulenza senza appuntamento (tre volte la settimana): questo è il senso dell’assistenza legale diretta. È il primo del genere nella nostra città e uno dei primi in Italia: basta suonare il campanello e l’avvocato ascolta subito il caso.

Qual è la sua politica professionale? «Offrire una panoramica delle soluzioni da intraprendere, privilegiando, nell’interesse del cliente, quelle non contenziose, di più rapida definizione e a costi più contenuti. Nei casi di separazione e divorzio con forte litigiosità è offerto, a chi vorrà avvalersene, anche l’ausilio della mediazione familiare per cercare una definizione “concordata” del loro rapporto».

Il suo studio si chiama Centro legale: perchè questa denominazione? «Perché in esso convergono più competenze e prestazioni professionali diversificate: non c’è solo l’avvocato, e all’occorrenza il mediatore familiare, ma anche il commercialista per un parere in materia fiscale. Lo scopo è quello di offrire una consulenza legale completa e consentire subito al cliente di valutarne tutti gli aspetti. Si pensi, ad esempio, all’importanza degli aspetti fiscali nella trasmissione del patrimonio, nella cessione d’azienda o nella donazione». Come valuta l’accoglienza del suo progetto? «Il Centro è attivato sin dal luglio scorso. Pur essendo ancora presto per poter fare un vero e proprio bilancio, si può parlare di un’accoglienza indubbiamente positiva

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