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Pisa

Sanità

Dell'Osso e Mauri dopo Cassano

Candida Virgone
Il professor Giovan Battista Cassano e la clinica psichiatrica della nostra università
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Il professor Giovan Battista Cassano e la clinica psichiatrica della nostra università

Non avverranno prima del nuovo anno i cambiamenti alla clinica psichiatrica della nostra università. Non sono state ancora formalizzate infatti le dimissioni del professor Giovan Battista Cassano, annunciate il 23 novembre scorso ai colleghi e alla direzione

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PISA. Non avverranno prima del nuovo anno i cambiamenti alla clinica psichiatrica della nostra università. Non sono state ancora formalizzate infatti le dimissioni del professor Giovan Battista Cassano, annunciate il 23 novembre scorso ai colleghi e alla direzione. Quella che è giunta alla direzione dell'Azienda ospedaliero-universitaria pisana sarebbe solo, per il momento, una lettera di dichiarazione d'intenti. Le nuove nomine delle due unità operative, la 1ª e la 2ª della clinica psichiatrica, partiranno solo in quel momento, quando il direttore dell'Aoup, Carlo Tomassini, inoltrerà la relativa richiesta al rettore per le eventuali candidature. Le indiscrezioni parlano della professoressa Liliana Dell'Osso che dalla unità operativa 2 si sposta alla 1, e, alla direzione della 1 il passaggio dell'attuale associato di Cassano, il professor Mauro Mauri, come naturale successore.
Si tratta di tempi tecnici che richiederanno qualche settimana a partire appunto dal momento in cui arriverà la lettera ufficiale sull'addio alla clinica dello studioso. Una scuola di fama quella pisana, già in auge dai tempi della direzione Sarteschi e che con Cassano aveva attirato su di sé anche l'attenzione mediatica. Lo psichiatra infatti, sostenitore della terapia farmacologica pur da tanti ambiti contestata, ha avuto in cura con successo personaggi famosi nel panorama nazionale e soprattutto tanti uomini e donne di spettacolo, fra i quali ad esempio Vittorio Gassman o Sandra Mondaini.
Il reale abbandono alla clinica avverrà ai primi dell'anno prossimo, quando il professore, a 74 anni, 45 dei quali trascorsi alla guida della clinica pisana, lascerà la struttura per dedicarsi interamente, a questo punto, ai suoi studi e all'attività privata.
L'uscita di scena non è stata però indolore: le polemiche erano iniziate, roventi, a fine aprile scorso, con un contestato concorso che avrebbe dovuto stabilizzare alcuni professionisti e che si era trasformato in un cavallo di Troia per tutti, per gli esclusi e per il docente. Da lì le polemiche, sui giornali e nella clinica, non si erano mai sopite, fino ad un tam-tam via mail fra gli psichiatri della clinica, che era iniziato a fine ottobre, a cavallo fra il ricorso di Cassano al consiglio di stato per restare in ambito universitario per altri due anni e la conseguente e successiva nomina da parte di azienda e università: nel mezzo una specie di vuoto di direzione ritenuto illegittimo dai colleghi, ai quali era stata data la data dell'autunno per la messa a riposo del professore.
Pietra dello scandalo anche il nuovo dipartimento sorto a fine ottobre, quello interaziendale di psichiatria, nato con compiti di coordinamento e controllo sulle attività della clinica psichiatrica e della psichiatria territoriale.
Ad interim viene nominato Rocco Damone, ma ai primi di novembre la direzione passa a Cassano, che in quel momento continuava la sua attività anche come direttore dell'unità 1 e della scuola di specializzazione.
Il «toto-nomina» scatta a questo punto anche sul nuovo dipartimento.

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