Il Tirreno

Pisa

Troppa schiuma nei capelli

Bimbo ustionato, assolta L'Oreal

Candida Virgone
Bimbo ustionato, assolta L'Oreal

Assolta perché il fatto non sussiste la grande multinazionale di cosmetici L'Oreal, ieri pomeriggio, in tribunale. Era finita sul banco degli imputati di fronte al giudice monocratico Donato D'Auria e al pm Francesco Durante, per presunte lesioni ai danni di un bambino di 10 anni che aveva usato una spuma per la messa in piega dei capelli

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PISA. Secondo i periti del giudice e secondo quanto è emerso nel dibattimento, c'era stato un possibile uso improprio del prodotto. Sul banco degli imputati, per lesioni, il rappresentante legale della L'Oreal in Italia, Giorgina Gallo, 49 anni, torinese, difesa dall'avvocato Davide Steccanella di Milano. Parti civili si erano costituiti i genitori del bambino, che chiameremo Andrea, oggi un adolescente di 15 anni.

I fatti risalgono ai giorni fra il 31 maggio del 2004 ed il 2 giugno successivo. Andrea viene consegnato ai nonni, da cui mangia e fa i compiti. Dopo pranzo, prima di uscire a giocare a pallone con gli amici, si mette in testa un prodotto L'Oreal, la spuma coiffante Garnier megavolume fissaggio extraforte. Figlio di un impiegato pubblico e di una rappresentante delle forze dell'ordine, il bimbo viene riconsegnato ai genitori alle 19. Cena, va a letto, ma la mattina dopo presenta dei segni sulla pelle del viso che il padre cerca di rimediare con impacchi disinfettanti e cerotti. Il giorno seguente appaiono macchie scure e piaghe non sul cuoio capelluto ma ancora in viso, e il piccolo, che a successive analisi non risulterà allergico, viene portato in ospedale dove i medici riscontrano una dermatite irritativa. I genitori ricostruiscono le ultime giornate del bimbo e legano l'irritazione all'uso del prodotto: presentano quindi querela consegnando la bomboletta usata da Andrea. Quest'ultima però, che era stata aperta proprio dal bambino, risulta vuota per metà e non presenta alterazioni capaci di aver determinato ustioni. Mentre il perito di parte civile, il professor Gregorio Cervadoro, dell'università di Pisa, descrive le lesioni come ustioni di II grado, i periti del giudice, tre esperti dell'università Federico II di Napoli, i professori Gaetano Buonocore e Giovanni Gallotta e la dottoressa Nadia Russo, escludono che la dermatite sia legata ai componenti del prodotto, ma parlano di utilizzo con modalità non specifiche. L'avvocato Steccanella ha sottolineato come il prodotto, che vende 7 milioni di confezioni all'anno in tutto il mondo, non risultato alterato e aperto quel giorno solo dal bimbo, era per metà vuoto. Osserva che la querela è stata presentata dai genitori sulla base del racconto dei nonni e del bimbo e che solo nel 2006 era emerso come fosse sudato e accaldato dopo il gioco. Il pm ha chiesto la condanna a due mesi della casa produttrice di cosmetici, mentre il giudice ha accolto le richieste del legale e l'ha assolta perché il fatto non sussiste.

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