Il Tirreno

Pisa

Nasce la banca dati dei cervelloni toscani

Carlo Bartoli
Nella foto a sinistra un ricercatore al lavoro: la Toscana vuole stoppare la fuga dei migliori talenti all’estero
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Nella foto a sinistra un ricercatore al lavoro: la Toscana vuole stoppare la fuga dei migliori talenti all’estero

La Scuola Normale e la Scuola Sant'Anna di Pisa e l'Imt di Lucca hanno deciso di valorizzazione i propri cervelli offrendoprofili professionali di alto livello alle imprese più innovative. Uniranno le forze in un consorzio capace di gestire e valorizzare l'avvio di carriera degli allievi più meritevoli

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La Toscana produce cervelli e talenti, in abbondanza. Ne produce e ne forma molti, selezionando i giovani più meritevoli d'Italia e non solo. Ma spesso non riesce a valorizzarli appieno e tocca al singolo neolaureato trovare la strada giusta per emergere e per mettere a frutto le proprie doti e la formazione ricevuta.

La Scuola Normale e la Scuola Sant'Anna di Pisa e l'Imt di Lucca, le tre istituzioni che operano in Toscana nel campo dell'alta formazione, hanno deciso di passare dalla fase artigianale della valorizzazione dei cervelli a quella scientifica dell'offerta di profili professionali di alto livello alle imprese più innovative. Per poter competere con le principali istituzioni internazionali, Sant'Anna, Normale e Imt hanno deciso di unire le forze e costituire un consorzio capace di gestire e valorizzare l'avvio di carriera degli allievi più meritevoli. Ogni anno sfornano circa 280 tra laureati e dottorati e per valorizzarli al meglio è stato costituito il consorzio «Uj Carrer and placement services». «Chi esce da questi tre centri - afferma Arianna Menciassi, presidente di Uj - non ha difficoltà a trovare lavoro, il problema riguarda piuttosto far sì che trovi una collocazione adeguata alla propria formazione». Uj in questa prima fase ha già costituito una banca dati con i profili di 4mila normalisti, 700 ex allievi del Sant'Anna e altrettanti studenti dell'Imt. Insomma, aiutare allievi e ex allievi a svolgere un ruolo all'altezza e aiutare le imprese e le istituzioni più innovative a individuare talenti e professionalità è la missione di Uj.

La Normale negli ultimi decenni ha mutato sempre più la propria fisionomia, ha ricordato il professor Daniele Menozzi, e l'ultima mutazione riguarda la vocazione sempre maggiore dei normalisti verso il settore dell'impiego in alte qualifiche rispetto alla carriera universitaria e nella ricerca. «Chi esce dal corso ordinario - afferma il docente - trova un impiego entro un anno nel 70% dei casi; una percentuale che scende al 66% per coloro che frequentano i corsi di perfezionamento. Tra questi, però, oltre un quarto trovano un'occupazione prima della conclusione del corso di studi. Ovviamente, il raggiungimento di un posto stabile si dilata molto per coloro che scelgono la strada universitaria. Ma da una decina d'anni a questa parte, diminuisce la quota (35%) di coloro che intraprendono la carriera accademica, mentre cresce al 48% la schiera di coloro che trovano impieghi con alta qualifica; solo una parte della quota restante si orienta verso l'insegnamento che rappresentava la vocazione originaria della Scuola».

Normale, Sant'Anna e Imt, inoltre, svolgono una funzione del tutto speciale nel panorama della formazione. «Il nostro Paese - dice Maria Chiara Carrozza, direttore del Sant'Anna - non ha bisogno solo di specialisti, ma ha grande necessità di innovazione, di cervelli capaci di avere competenze trasversali, in grado di avere una visione innovativa dei propri ambiti di azione». Fabio Pammolli infine ha ricordato che l'80 per cento dei cervelli che escono dall'Imt di Lucca fanno ricerca in Italia e all'estero, mentre altri lavorano in grandi aziende, istituzioni o diventano imprenditori. «Investire sui cervelli è per la Toscana una priorità - ha detto l'assessore regionale Gianfranco Simoncini - perché far crescere il nostro capitale umano è il miglior modo per uscire dalla crisi». La Regione stanzierà ogni anno cinque milioni per progetti del sistema universitario e dell'alta formazione.

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