Attenzione
Violenze
Sposate e istruite, ma a rischio
Coniugata, più italiana che straniera, buon livello d'istruzione. Ecco l'identikit, un po' a sorpresa, delle donne che subiscono violenza a Pisa e provincia. E' confermato, tra l'altro, che questi episodi, spesso ripetuti, avvengono soprattutto in ambito familiare
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PISA. Coniugata, più italiana che straniera, buon livello d'istruzione.
Ecco l'identikit, un po' a sorpresa, delle donne che subiscono violenza a Pisa e provincia. E' confermato, tra l'altro, che questi episodi, spesso ripetuti, avvengono soprattutto in ambito familiare.
E nel 22 per cento dei casi dell'ultimo anno si tratta di nuove utenti delle varie strutture d'aiuto.
Mercoledì era la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, istituita dall'Onu nel 1999.
Per questa occasione la Provincia di Pisa ha ospitato un incontro nell'ambito del Progetto Rete Eva (Emergenza violenza abusi), durante il quale è stato presentato l'aggiornamento dei dati raccolti dall'Osservatorio provinciale per le politiche sociali, introdotto dalle parole dell'assessore Anna Romei. «Nonostante il forte impegno di tutti, i dati ci dicono che il lavoro è lontano dall'essere concluso», ha detto.
Ma vediamo questi dati, estrapolati dalle schede raccolte in 18 mesi (1 gennaio 2008-30 giugno 2009) da alcune strutture del territorio - associazione Casa della donna, associazione Donne in movimento (Dim) e Questura - sulla base delle denunce presentate da donne italiane e straniere. Complessivamente sono state compilate 411 schede: il 70,1% da parte dell'associazione Casa della donna, il 21,7% da Dim, l'8,3% dalla Questura. Altre schede, in numero minore, sono state raccolte da Pronto soccorso, Carabinieri e Asl 5.
La nazionalità. Le donne italiane sono più della metà (57,7%). Le straniere (42,3%) per la quasi totalità si sono rivolte allo sportello di Donne in Movimento (associazione che lavora con le immigrate), ma se ne rileva una certa percentuale (27,1%) anche presso il centro antiviolenza della Casa della donna.
Età e stato civile. La maggioranza delle donne (46,3%) è coniugata o convive con il partner. Il 30,1% è invece separata o divorziata. Il 10,5% è nubile e si rileva, infine, un 11,4% di vedove. Circa il 60% ha un'età compresa tra 19 e 40 anni, il 33,9% ha tra 44 e 60 anni. E' dunque di un'utenza che si colloca in una fascia di età intermedia.
Titolo di studio. Circa un terzo delle donne ha un buon livello di istruzione: il 31,2% ha almeno il diploma di scuola media superiore e, tra queste, l'11,2% è laureato. La percentuale più alta di donne con diploma di scuola media superiore o laurea si ritrova nell'utenza della Casa della donna: 36,8% contro il 24,8% del Dim, dove il 18% dell'utenza non ha alcun titolo di studio (il 21,3% ha soltanto la licenza elementare).
Condizione professionale. Il dato complessivo rileva che per il 27,5% sono donne disoccupate, il 27,3% ha un lavoro dipendente (operaia, impiegata, domestica) e il 5% circa svolge un'attività di tipo direttivo.
I figli. Il 64,5% delle donne ha figli. Anche su questo punto l'utenza della Casa della donna ha caratteristiche diverse: la percentuale delle donne con prole sale al 75% contro il 38,2% di Dim e il 44,1% della Questura. Probabilmente le donne che si rivolgono a Dim sono più giovani.
Il maltrattamento. Le due principali forme di maltrattamento sono quello psicologico (26,8%) e fisico (20%). Seguono le "molestie ripetute e di diversa natura" (7,8%), il maltrattamento economico (4,4%) e la violenza sessuale (2,7%). Infine il 38,2% delle donne denuncia plurimaltrattamenti (psicologico, fisico ed economico). Diversa invece la situazione delle donne che si sono rivolte alla Questura: in questo caso il maltrattamento fisico diventa preponderante (73,5%).
L'autore. Nel 42,1% dei casi l'autore del maltrattamento è il coniuge, nel 20,4% l'ex partner, nell'11,2% il convivente, nel 2,4% il fidanzato. Sommando queste percentuali si rileva che nel 76,1% dei casi la violenza matura nell'ambito del rapporto di coppia. Nelle utenti della Questura questa percentuale sale addirittura al 90% circa. Tra le utenti di Dim invece solo il 43% è vittima di violenza o maltrattamento da parte del partner e cresce invece la percentuale di coloro che dichiarano di essere vittima di un familiare (10,1%) o di un connazionale (31,5%).
Rapporto con il servizio. Circa il 22,4% delle donne si rivolge alla struttura per la prima volta, il 32,4% si è già rivolta alle forze dell'ordine, l'11,9% ha già avuto contatti con i servizi sociali, il 9% con il Pronto soccorso. Tra le utenti della Questura è più alta la percentuale di coloro che si rivolgono al servizio per la prima volta (38,2%) o che si sono già rivolte in precedenza al Pronto soccorso (38,2% contro il 9%). Il 68,4% delle donne viene preso in carico dalla struttura a cui ha deciso di rivolgersi.
Il bisogno espresso. Il 63,3% delle donne esprime una "richiesta generica di aiuto", il 21,2% una qualche forma di assistenza legale per stalking o maltrattamenti, il 10,9% una richiesta specifica di accoglienza oppure di alloggio; il 4,1% un sostegno psicologico.
Ecco l'identikit, un po' a sorpresa, delle donne che subiscono violenza a Pisa e provincia. E' confermato, tra l'altro, che questi episodi, spesso ripetuti, avvengono soprattutto in ambito familiare.
E nel 22 per cento dei casi dell'ultimo anno si tratta di nuove utenti delle varie strutture d'aiuto.
Mercoledì era la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, istituita dall'Onu nel 1999.
Per questa occasione la Provincia di Pisa ha ospitato un incontro nell'ambito del Progetto Rete Eva (Emergenza violenza abusi), durante il quale è stato presentato l'aggiornamento dei dati raccolti dall'Osservatorio provinciale per le politiche sociali, introdotto dalle parole dell'assessore Anna Romei. «Nonostante il forte impegno di tutti, i dati ci dicono che il lavoro è lontano dall'essere concluso», ha detto.
Ma vediamo questi dati, estrapolati dalle schede raccolte in 18 mesi (1 gennaio 2008-30 giugno 2009) da alcune strutture del territorio - associazione Casa della donna, associazione Donne in movimento (Dim) e Questura - sulla base delle denunce presentate da donne italiane e straniere. Complessivamente sono state compilate 411 schede: il 70,1% da parte dell'associazione Casa della donna, il 21,7% da Dim, l'8,3% dalla Questura. Altre schede, in numero minore, sono state raccolte da Pronto soccorso, Carabinieri e Asl 5.
La nazionalità. Le donne italiane sono più della metà (57,7%). Le straniere (42,3%) per la quasi totalità si sono rivolte allo sportello di Donne in Movimento (associazione che lavora con le immigrate), ma se ne rileva una certa percentuale (27,1%) anche presso il centro antiviolenza della Casa della donna.
Età e stato civile. La maggioranza delle donne (46,3%) è coniugata o convive con il partner. Il 30,1% è invece separata o divorziata. Il 10,5% è nubile e si rileva, infine, un 11,4% di vedove. Circa il 60% ha un'età compresa tra 19 e 40 anni, il 33,9% ha tra 44 e 60 anni. E' dunque di un'utenza che si colloca in una fascia di età intermedia.
Titolo di studio. Circa un terzo delle donne ha un buon livello di istruzione: il 31,2% ha almeno il diploma di scuola media superiore e, tra queste, l'11,2% è laureato. La percentuale più alta di donne con diploma di scuola media superiore o laurea si ritrova nell'utenza della Casa della donna: 36,8% contro il 24,8% del Dim, dove il 18% dell'utenza non ha alcun titolo di studio (il 21,3% ha soltanto la licenza elementare).
Condizione professionale. Il dato complessivo rileva che per il 27,5% sono donne disoccupate, il 27,3% ha un lavoro dipendente (operaia, impiegata, domestica) e il 5% circa svolge un'attività di tipo direttivo.
I figli. Il 64,5% delle donne ha figli. Anche su questo punto l'utenza della Casa della donna ha caratteristiche diverse: la percentuale delle donne con prole sale al 75% contro il 38,2% di Dim e il 44,1% della Questura. Probabilmente le donne che si rivolgono a Dim sono più giovani.
Il maltrattamento. Le due principali forme di maltrattamento sono quello psicologico (26,8%) e fisico (20%). Seguono le "molestie ripetute e di diversa natura" (7,8%), il maltrattamento economico (4,4%) e la violenza sessuale (2,7%). Infine il 38,2% delle donne denuncia plurimaltrattamenti (psicologico, fisico ed economico). Diversa invece la situazione delle donne che si sono rivolte alla Questura: in questo caso il maltrattamento fisico diventa preponderante (73,5%).
L'autore. Nel 42,1% dei casi l'autore del maltrattamento è il coniuge, nel 20,4% l'ex partner, nell'11,2% il convivente, nel 2,4% il fidanzato. Sommando queste percentuali si rileva che nel 76,1% dei casi la violenza matura nell'ambito del rapporto di coppia. Nelle utenti della Questura questa percentuale sale addirittura al 90% circa. Tra le utenti di Dim invece solo il 43% è vittima di violenza o maltrattamento da parte del partner e cresce invece la percentuale di coloro che dichiarano di essere vittima di un familiare (10,1%) o di un connazionale (31,5%).
Rapporto con il servizio. Circa il 22,4% delle donne si rivolge alla struttura per la prima volta, il 32,4% si è già rivolta alle forze dell'ordine, l'11,9% ha già avuto contatti con i servizi sociali, il 9% con il Pronto soccorso. Tra le utenti della Questura è più alta la percentuale di coloro che si rivolgono al servizio per la prima volta (38,2%) o che si sono già rivolte in precedenza al Pronto soccorso (38,2% contro il 9%). Il 68,4% delle donne viene preso in carico dalla struttura a cui ha deciso di rivolgersi.
Il bisogno espresso. Il 63,3% delle donne esprime una "richiesta generica di aiuto", il 21,2% una qualche forma di assistenza legale per stalking o maltrattamenti, il 10,9% una richiesta specifica di accoglienza oppure di alloggio; il 4,1% un sostegno psicologico.
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