Il Tirreno

Pisa

Negozi chiusi

Saracinesche abbassatein segno di luttoma non in tutte le strade

Angela Feo / Marta Latini

Un'atmosfera quasi surreale. Meno gente in giro, toni sommessi. La vita del sabato mattina è cominciata con due ore di ritardo rispetto alla routine. Tante le saracinesche dei negozi abbassate, bar chiusi con persone sedute ai tavolini fuori, che parlavano senza fare troppo baccano e senza colazione

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PISA. Un'atmosfera quasi surreale. Meno gente in giro, toni sommessi. La vita del sabato mattina è cominciata con due ore di ritardo rispetto alla routine. Tante le saracinesche dei negozi abbassate, bar chiusi con persone sedute ai tavolini fuori, che parlavano senza fare troppo baccano e senza colazione.
D'altronde il cartello appeso alle vetrine buie del centro, accanto ai primi addobbi natalizi, spiegava bene che quello era il momento del lutto cittadino. E così Confesercenti e Confcommercio invitavano i commercianti a restare chiusi in concomitanza dei funerali dei cinque militari della 46º Brigata di Pisa. Così è stato per molti, da Corso Italia a Borgo, da via San Francesco fino a via Santa Maria.
«Si tratta di una forma di solidarietà verso coloro che sono chiamati a svolgere missioni di pace in tutto il mondo - ha spiegato Lucia Toniolo, dell'omonimo negozio - È un modo per stare vicino al dolore degli altri. Pisa è una piccola città e la morte di cinque uomini così giovani non può non colpirci. Credo che anche un segno come questo per le famiglie delle vittime possa avere un significato importante».
Qualche bar, invece, ha scelto di riaprire le attività dopo appena un quarto d'ora («Abbiamo rispettato il lutto per un tempo più limitato, perché non potevamo certo mandare via 200 clienti», hanno spiegato i titolari), mentre altri negozi hanno tenuto le luci basse e ne approfittato per risistemare scaffali e vetrine.
Insomma, anche se un po' a macchia di leopardo, in tanti hanno partecipato al momento del lutto.
«È molto inconsueto vedere la città così», dice Fabio Sacchelli, dell'Antica trattoria in via Santa Maria.
Intorno al Duomo qualche turista osserva perplesso i pullman militari e i negozi chiusi. Poi prosegue e partono le foto ricordo sotto la torre. Appena passate le 11, la vita riprende. Le baracchine di giornali e souvenir mettono in bella mostra torri di Pisa in miniatura, tazze e borsine. Altri sono già pronti a sistemare gli addobbi natalizi.
I mercatini natalizi di Largo Ciro Menotti, ancora in allestimento, hanno rispettato il lutto.
I fogli incollati ai vetri dei negozi rimangono lì anche dopo la riapertura, ad accogliere ogni cliente sulla soglia, come una sorta di epigrafe per i caduti della Brigata Aerea, che «è da sempre parte integrante della nostra città e quando la sorte la colpisce con tragedie di questa entità è l'intera città a esserne colpita».

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