Sicurezza
Questione rom
Un milione di euro per i rom
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Un campo rom alla periferia di PisaOltre un milione di euro in tre anni per la riduzione degli "insediamenti precari" nella zona pisana: 165mila per il 2009, 600mila l'anno prossimo e 300mila nel 2011. È quanto prevede il protocollo d'intesa tra Regione Toscana, Comuni dell'area pisana e Società della Salute
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PISA. Oltre un milione di euro in tre anni per la riduzione degli "insediamenti precari" nella zona pisana: 165mila per il 2009, 600mila l'anno prossimo e 300mila nel 2011. È quanto prevede il protocollo d'intesa tra Regione Toscana, Comuni dell'area pisana e Società della Salute.
Il protocollo è stato approvato dalla giunta regionale e sarà firmato ufficialmente la prossima settimana a Pisa da tutti i soggetti coinvolti. L'accordo si propone di «prevenire situazioni di emergenza nella zona pisana in riferimento alle comunità rom attraverso lo sviluppo di processi di inclusione sociale» e la conclusione «del programma speciale "Le Città Sottili"», ma anche «la promozione di percorsi da attivare con organizzazioni governative e non governative al fine di predisporre le condizioni per un ritorno volontario delle famiglie nei Paesi di provenienza, con percorsi di assistenza caratterizzati da solidarietà ed orientamento all'autopromozione».
È prevista anche la chiusura degli insediamenti precari di Coltano e Marina di Pisa entro la primavera del 2010, la riconduzione a regime di attività socio-assistenziale ordinaria delle persone attualmente seguite dal programma "Città Sottili" entro la fine dell'anno prossimo e il «superamento di tutti gli insediamenti precari attualmente presenti nel contesto territoriale dell'area pisana» entro il triennio di validità dell'accordo.
La notizia ha già suscitato polemiche. «La nuova delibera regionale contro l'emergenza rom a Pisa testimonia il fallimento delle politiche regionali e sociali di integrazione promosse dalla sinistra - dice Piero Pizzi, consigliere regionale di Fi-PdL - Se in passato si investivano soldi pubblici per garantire ai rom alloggi confortevoli a costo zero, senza chiedere in cambio un vero e preciso impegno ad integrarsi, adesso la strategia cambia: viene incentivato, sempre con soldi nostri, cioè con denaro pubblico, l'allontanamento da Pisa. Un doppio regalo per i rom, prima una casa, che non hanno esitato a distruggere, oggi da 500 a 1500 euro a persona per lasciare la nostra città. Un paradosso discriminante e ingiusto nei confronti delle tante famiglie pisane in forte difficoltà».
Patrizia Paoletti, capogruppo del Pdl in Comune, aggiunge: «L'operazione di rimpatrio volontario e assistito dello scorso maggio è stato un vero e proprio fallimento. Basta osservare le baraccopoli sparse sul nostro territorio, il degrado sociosanitario dei campi rom, l'assenza di una vera e propria integrazione con la città da parte di queste persone. Sicuramente ci ringrazieranno per tutti i soldi che hanno ricevuto gratuitamente prima dal Comune, ora anche dalla Regione. Ma difficilmente si allontaneranno da Pisa, considerato che in pochi anni hanno ricevuto alloggi e soldi. Invece di continuare a sprecare risorse pubbliche sarebbe stato molto più utile ampliare la pianta organica dei nostri vigili urbani, rafforzare la loro presenza sul territorio, dotarli di maggiori mezzi e strumenti. Presenterò subito un ordine del giorno affinché in consiglio comunale si possa discutere di un'alternativa all'attuale e fallimentare politica della giunta sulla sicurezza».
Il protocollo è stato approvato dalla giunta regionale e sarà firmato ufficialmente la prossima settimana a Pisa da tutti i soggetti coinvolti. L'accordo si propone di «prevenire situazioni di emergenza nella zona pisana in riferimento alle comunità rom attraverso lo sviluppo di processi di inclusione sociale» e la conclusione «del programma speciale "Le Città Sottili"», ma anche «la promozione di percorsi da attivare con organizzazioni governative e non governative al fine di predisporre le condizioni per un ritorno volontario delle famiglie nei Paesi di provenienza, con percorsi di assistenza caratterizzati da solidarietà ed orientamento all'autopromozione».
È prevista anche la chiusura degli insediamenti precari di Coltano e Marina di Pisa entro la primavera del 2010, la riconduzione a regime di attività socio-assistenziale ordinaria delle persone attualmente seguite dal programma "Città Sottili" entro la fine dell'anno prossimo e il «superamento di tutti gli insediamenti precari attualmente presenti nel contesto territoriale dell'area pisana» entro il triennio di validità dell'accordo.
La notizia ha già suscitato polemiche. «La nuova delibera regionale contro l'emergenza rom a Pisa testimonia il fallimento delle politiche regionali e sociali di integrazione promosse dalla sinistra - dice Piero Pizzi, consigliere regionale di Fi-PdL - Se in passato si investivano soldi pubblici per garantire ai rom alloggi confortevoli a costo zero, senza chiedere in cambio un vero e preciso impegno ad integrarsi, adesso la strategia cambia: viene incentivato, sempre con soldi nostri, cioè con denaro pubblico, l'allontanamento da Pisa. Un doppio regalo per i rom, prima una casa, che non hanno esitato a distruggere, oggi da 500 a 1500 euro a persona per lasciare la nostra città. Un paradosso discriminante e ingiusto nei confronti delle tante famiglie pisane in forte difficoltà».
Patrizia Paoletti, capogruppo del Pdl in Comune, aggiunge: «L'operazione di rimpatrio volontario e assistito dello scorso maggio è stato un vero e proprio fallimento. Basta osservare le baraccopoli sparse sul nostro territorio, il degrado sociosanitario dei campi rom, l'assenza di una vera e propria integrazione con la città da parte di queste persone. Sicuramente ci ringrazieranno per tutti i soldi che hanno ricevuto gratuitamente prima dal Comune, ora anche dalla Regione. Ma difficilmente si allontaneranno da Pisa, considerato che in pochi anni hanno ricevuto alloggi e soldi. Invece di continuare a sprecare risorse pubbliche sarebbe stato molto più utile ampliare la pianta organica dei nostri vigili urbani, rafforzare la loro presenza sul territorio, dotarli di maggiori mezzi e strumenti. Presenterò subito un ordine del giorno affinché in consiglio comunale si possa discutere di un'alternativa all'attuale e fallimentare politica della giunta sulla sicurezza».
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