Sicurezza
PISA/ LA TRAGEDIA DEL C-130
Folla, lacrime e la rosa di Nasifaper l'ultimo omaggio ai 5 aviatori
Funerali solenni in duomo. Una bimba afghana salvata rende omaggio ai feretri
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La voce della speranza nella tragedia del C-130, nella camera ardente affolata da centinaia di persone che hanno accompagnato oggi (venerdì) il pianto inconsolabile dei parenti delle vittime: Bruno Cavezzana, Salvatore Bidello, Gianluca Minichino, Gianluca Larice e Maurizio Ton. Al sacrario di Kindu di fronte ai cinque feretri avvolti nei tricolori è arrivata una bambina con in mano un mazzo di fiori e un biglietto per esprimere ancora affetto e gratitudine a quegli aviatori che le hanno salvato la vita.
Nasifa ora ha 8 anni e proprio ieri ha saputo di essere clinicamente guarita dal linfoma di Hodgkin che l'aveva colpita negli anni scorsi. Quindici mesi fa fu trasportata in Italia per sottoporsi alle cure necessarie proprio da un C130 della 46/a Brigata aerea dell'Aeronautica militare. Poi, i ricoveri e una serie di interventi chirurgici in Italia che le hanno restituito il sorriso e la vita.
"Purtroppo torniamo a Pisa in una circostanza tragica - racconta Roberto Faccani, comandante della polizia municipale di Bagnacavallo (Ravenna), che dal luglio 2008 la ospita a casa sua - ma Nasifa ha voluto comunque esserci. Ha voluto testimoniare il suo affetto alla 46/esima Brigata aerea". Tra poco Nasifa, che nel frattempo ha imparato a parlare perfettamente l'italiano, tornerà in Afghanistan per vivere insieme alla propria famiglia in un villaggio a 80 chilometri da Herat.
E' stato proprio Faccani a organizzare il suo viaggio della speranza in Italia: la piccola è stata curata all'ospedale Sant'Orsola di Bologna. "Ero a Herat come istruttore della polizia locale - aggiunge emozionato - e quando ho conosciuto questa bambina mi sono dato da fare per trovare una soluzione ai suoi problemi. Il tumore era all'ultimo stadio e la sua guarigione è un miracolo. Se siamo riusciti a salvarla è stato solo grazie ai C130 dell'aeronautica e questo né io, né lei ce lo dimenticheremo mai".
Le autorità. Anche il capo di stato maggiore della Difesa, generale Vincenzo Camporini, ha voluto essere presente di persona alla camera ardente dei cinque militari. L'ufficiale si è intrattenuto per alcuni minuti con i familiari del tenente colonnello Bruno Cavezzana, dei capitani Salvatore Bidello e Gianluca Minichino, del sottotenenente Maurizio Ton e del primo maresciallo Gianluca Larice (a tutte le vittime è stato riconosciuto il grado superiore) e con i vertici della 46/esima brigata aerea per esprimere il cordoglio della Difesa.
Alla camera ardente ha fatto visita anche il vicepresidente della Regione Toscana Federico Gelli che sarà presente anche domani ai funerali solenni. Nel pomeriggio c'erano stati il sindaco e il presidente della Provincia di Pisa, Marco Filippeschi e Andrea Pieroni. "La città - ha detto il primo cittadino - abbraccia i suoi avieri e ribadisce che la famiglia della 46/esima Brigata aerea fa parte di una famiglia più grande, quella di Pisa".
Pieroni ha invece sottolineato "l'impegno dei gruppi di volo dei C130-J". "Un impegno - ha spiegato - che rende ancora più efficace nel mondo il lavoro e la solidarietà di tante persone". Hanno reso omaggio alle salme tutti i vertici delle forze armate pisane oltre al prefetto Benedetto Basile e al questore Raffaele Micillo.
Nasifa ora ha 8 anni e proprio ieri ha saputo di essere clinicamente guarita dal linfoma di Hodgkin che l'aveva colpita negli anni scorsi. Quindici mesi fa fu trasportata in Italia per sottoporsi alle cure necessarie proprio da un C130 della 46/a Brigata aerea dell'Aeronautica militare. Poi, i ricoveri e una serie di interventi chirurgici in Italia che le hanno restituito il sorriso e la vita.
"Purtroppo torniamo a Pisa in una circostanza tragica - racconta Roberto Faccani, comandante della polizia municipale di Bagnacavallo (Ravenna), che dal luglio 2008 la ospita a casa sua - ma Nasifa ha voluto comunque esserci. Ha voluto testimoniare il suo affetto alla 46/esima Brigata aerea". Tra poco Nasifa, che nel frattempo ha imparato a parlare perfettamente l'italiano, tornerà in Afghanistan per vivere insieme alla propria famiglia in un villaggio a 80 chilometri da Herat.
E' stato proprio Faccani a organizzare il suo viaggio della speranza in Italia: la piccola è stata curata all'ospedale Sant'Orsola di Bologna. "Ero a Herat come istruttore della polizia locale - aggiunge emozionato - e quando ho conosciuto questa bambina mi sono dato da fare per trovare una soluzione ai suoi problemi. Il tumore era all'ultimo stadio e la sua guarigione è un miracolo. Se siamo riusciti a salvarla è stato solo grazie ai C130 dell'aeronautica e questo né io, né lei ce lo dimenticheremo mai".
Le autorità. Anche il capo di stato maggiore della Difesa, generale Vincenzo Camporini, ha voluto essere presente di persona alla camera ardente dei cinque militari. L'ufficiale si è intrattenuto per alcuni minuti con i familiari del tenente colonnello Bruno Cavezzana, dei capitani Salvatore Bidello e Gianluca Minichino, del sottotenenente Maurizio Ton e del primo maresciallo Gianluca Larice (a tutte le vittime è stato riconosciuto il grado superiore) e con i vertici della 46/esima brigata aerea per esprimere il cordoglio della Difesa.
Alla camera ardente ha fatto visita anche il vicepresidente della Regione Toscana Federico Gelli che sarà presente anche domani ai funerali solenni. Nel pomeriggio c'erano stati il sindaco e il presidente della Provincia di Pisa, Marco Filippeschi e Andrea Pieroni. "La città - ha detto il primo cittadino - abbraccia i suoi avieri e ribadisce che la famiglia della 46/esima Brigata aerea fa parte di una famiglia più grande, quella di Pisa".
Pieroni ha invece sottolineato "l'impegno dei gruppi di volo dei C130-J". "Un impegno - ha spiegato - che rende ancora più efficace nel mondo il lavoro e la solidarietà di tante persone". Hanno reso omaggio alle salme tutti i vertici delle forze armate pisane oltre al prefetto Benedetto Basile e al questore Raffaele Micillo.
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