Sicurezza
L'addio di Cassano
Cassano sbatte la porta e si dimette
Candida Virgone
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Il profssor Cassano e, a destra, l’esterno della clinica psichiatrica«Dal primo dicembre me ne vado. Lascio il ruolo di professore ordinario dell'ateneo». Poche parole, scritte e firmate lunedì scorso dal professor Giovan Battista Cassano segnano una nuova puntata della telenovela intorno a cui si tormenta da mesi la clinica psichiatrica dell'Aoup
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PISA. «Dal primo dicembre me ne vado. Lascio il ruolo di professore ordinario dell'ateneo». Poche parole, scritte e firmate lunedì scorso dal professor Giovan Battista Cassano segnano una nuova puntata della telenovela intorno a cui si tormenta da mesi la clinica psichiatrica dell'Aoup.
Il consiglio di Stato aveva accolto il ricorso dello psichiatra, primario della prima unità operativa, contro la legge 233 di due anni fa, che mandava a casa i fuori ruolo, ottenendo una sospensiva che lo manteneva al suo posto in attesa di una sentenza del Tar. Ma una specie di stato di agitazione nella clinica ed un «carteggio» intercorso via mail fra gli psichiatri delle due unità operative ha scoperchiato una pentola che forse bolliva da tempo. Molti non nascondono una sorta di esasperazione maturata negli anni.
Ha portato lustro e fama all'ateneo? «Sì - dicono - è vero, come studioso l'ha portata, ma grazie ad una esasperazione mediatica, facendosi bello con il nostro lavoro, spesso mortificato, con la sopravvivenza dei soli gregari, veri e propri yesmen, e l'isolamento dei più capaci, esclusi da incarichi e ricerche, lasciati senza fondi e personale».
La congiura dei Boiardi? Forse, ma motivata, stando alle indiscrezioni che molti professionisti fanno in forma anonima, ma non certo fuori dai denti. È stato il tam-tam sviluppato via pc che ha portato lo studioso a prendere questa decisione annullando la riunione prevista per oggi ed annunciando le dimissioni a partire da martedì.
L'accoglimento del ricorso è di fine ottobre e quello che avrebbe fatto esplodere il personale è che il contratto assistenziale al primario è stato rinnovato solo il 20 novembre, mentre il ruolo almeno per una ventina di giorni sarebbe stato svolto illegittimamente. «Sarebbe bastato comunicare - aggiungono - come il prof ha fatto il 20 scorso, che sul nuovo incarico c'erano già un decreto dell'università e una delibera dell'Aoup, per troncare ogni discussione sul nascere. Saremmo andati avanti sperando che i decreti non fossero a vita. Invece niente. Allo stesso tempo il professore, a 74 anni, è stato anche nominato direttore del neo-costituito dipartimento interaziendale di psichiatria, ruolo per il quale è necessario essere responsabile di unità operativa. Tutto questo in silenzio, come un fatto scontato, senza nessuna comunicazione, ignorando che qualcuno il problema lo aveva sollevato. In effetti, molti avevano sperato che finalmente il professore godesse del meritato riposo e si voltasse pagina dopo la presa di potere succeduta alla defenestrazione di Sarteschi, che finalmente la clinica avesse una gestione democratica condivisa in cui tutti avessero un ruolo preciso. Il disagio emerso nasce dalla speranza delusa di chi negli anni si era sentito demansionato, isolato, mobbizzato e ci ha portato a condividere i sentimenti nella convinzione di non poter più tollerare quanto subito nel tempo. L'unica risposta data dal professore alle mail intercorse fra gli psichiatri in questi giorni ha riguardato l'elenco dei successi della clinica in ambito nazionale e internazionale, come se non fossero anche il frutto di validi collaboratori».
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