Sicurezza
Pisa
Aeroporto, il Comunedice stop ai decollia ridosso delle case
Gianluca Campanella
«Il Comune da qualche mese ha avviato un approfondimento con la Società Aeroporto Toscano (Sat) per individuare una diversa modalità di decollo e atterraggio degli aerei».
Lo dichiara l'assessore all'urbanistica, Fabrizio Cerri
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PISA. «Il Comune da qualche mese ha avviato un approfondimento con la Società Aeroporto Toscano (Sat) per individuare una diversa modalità di decollo e atterraggio degli aerei».
Lo dichiara l'assessore all'urbanistica, Fabrizio Cerri, e le sue parole si possono tradurre come l'allungamento della seconda pista o la progettazione di una terza. Il confronto con Sat nasce dall'esigenza di evitare il sorvolo a bassa quota di alcuni quartieri.
In seguito all'incidente del C130J, precipitato lunedì scorso, i cittadini e gli esperti hanno fatto notare la prossimità della pista con l'abitato; pertanto l'operazione annunciata avrà anche un impatto sulla percezione di sicurezza nella zona.
Il Galilei e l'aeroporto militare, in base ai dati del 2008, complessivamente ormai contano una media giornaliera di 150 movimenti. Far partire e arrivare i mezzi in un punto più lontano o comunque meno urbanizzato, significa alzare il livello di volo quando gli stessi velivoli "passeranno sopra" i residenti, che oggi soffrono problemi di inquinamento acustico e atmosferico. A tal fine è allo studio il progressivo smantellamento di 40-45 abitazioni in aerea aeroportuale: si tratta di un centinaio di residenti in via Cariola. Per la maggior parte sono proprietari, quindi non possiedono i requisiti di legge per accedere all'edilizia pubblica. Per loro si cercano soluzioni alternative, in modo che Sat possa entrare in possesso del terreno e allargare la fascia di sicurezza, in ogni caso già a norma al momento.
Il Comune lavorerà quindi sul piano politico, attivando contatti con la Regione e con i ministeri dell'Ambiente e dei Trasporti, per trovare risorse aggiuntive al contributo che stanzierà la società che gestisce lo scalo.
Per quanto riguarda i tempi, i progetti che sono compatibili e coerenti con gli strumenti urbanistici si possono realizzare in due-tre anni. Per tutte le previsioni che richiedono varianti urbanistiche, sarà necessario una discussione in città. Ciò che resta fuori di dubbio, invece, è la collocazione del Galilei: i cosiddetti "scali cittadini" incontrano sempre maggiore successo tra i passeggeri. Lo dimostra il flop di Malpensa, cui i milanesi continuano a preferire Linate. E lo dimostrano i primi nove mesi d'attività del nostro scalo, che ha già superato i tre milioni di utenti, quasi il 2% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, nonostante la crisi del settore. Gli investimenti pertanto si concentreranno sul miglioramento delle infrastrutture e sulla collaborazione con la 46ª Brigata Aerea. Quest'ultima negli anni ha dato un contributo decisivo per migliorare i dispositivi e rendere più sicure le linee di volo.
Lo dichiara l'assessore all'urbanistica, Fabrizio Cerri, e le sue parole si possono tradurre come l'allungamento della seconda pista o la progettazione di una terza. Il confronto con Sat nasce dall'esigenza di evitare il sorvolo a bassa quota di alcuni quartieri.
In seguito all'incidente del C130J, precipitato lunedì scorso, i cittadini e gli esperti hanno fatto notare la prossimità della pista con l'abitato; pertanto l'operazione annunciata avrà anche un impatto sulla percezione di sicurezza nella zona.
Il Galilei e l'aeroporto militare, in base ai dati del 2008, complessivamente ormai contano una media giornaliera di 150 movimenti. Far partire e arrivare i mezzi in un punto più lontano o comunque meno urbanizzato, significa alzare il livello di volo quando gli stessi velivoli "passeranno sopra" i residenti, che oggi soffrono problemi di inquinamento acustico e atmosferico. A tal fine è allo studio il progressivo smantellamento di 40-45 abitazioni in aerea aeroportuale: si tratta di un centinaio di residenti in via Cariola. Per la maggior parte sono proprietari, quindi non possiedono i requisiti di legge per accedere all'edilizia pubblica. Per loro si cercano soluzioni alternative, in modo che Sat possa entrare in possesso del terreno e allargare la fascia di sicurezza, in ogni caso già a norma al momento.
Il Comune lavorerà quindi sul piano politico, attivando contatti con la Regione e con i ministeri dell'Ambiente e dei Trasporti, per trovare risorse aggiuntive al contributo che stanzierà la società che gestisce lo scalo.
Per quanto riguarda i tempi, i progetti che sono compatibili e coerenti con gli strumenti urbanistici si possono realizzare in due-tre anni. Per tutte le previsioni che richiedono varianti urbanistiche, sarà necessario una discussione in città. Ciò che resta fuori di dubbio, invece, è la collocazione del Galilei: i cosiddetti "scali cittadini" incontrano sempre maggiore successo tra i passeggeri. Lo dimostra il flop di Malpensa, cui i milanesi continuano a preferire Linate. E lo dimostrano i primi nove mesi d'attività del nostro scalo, che ha già superato i tre milioni di utenti, quasi il 2% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, nonostante la crisi del settore. Gli investimenti pertanto si concentreranno sul miglioramento delle infrastrutture e sulla collaborazione con la 46ª Brigata Aerea. Quest'ultima negli anni ha dato un contributo decisivo per migliorare i dispositivi e rendere più sicure le linee di volo.
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