Trasporti
TRA PASSATO E FUTURO
I microchip al posto delle vinacce
Un sogno che si è trasformato in realtà: il Polo Tecnologico di Navacchio compie 10 anni. I profumi inebrianti delle vinacce in fermento, i carri trainati da immensi cavalli da tiro, gli operai indaffarati, e gli schiamazzi dei ragazzi che nella fabbrica giocavano al Far West, questo il ricordo di un bambino di nome Carlo Cacciamano
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NAVACCHIO. Un ricordo che ha portato il bambino, una volta cresciuto e divenuto sindaco di Cascina, a impegnarsi con tutte le sue forze per trasformare un'area degradata e dismessa, dopo la chiusura dell'ultima attività industriale, in un posto vivo, pulsante di attività: il Polo Tecnologico di Navacchio, piccola frazione del comune di Cascina, a soli 5 minuti da Pisa. Con le sue oltre 65 imprese ed i suoi 15mila metri quadrati, si accredita come una delle strutture più significative, in Toscana e non solo, dedicate all'integrazione tra il sistema della ricerca e della conoscenza e quello dell'impresa, un mix vincente di idee e di progetti di ricerca, che si caratterizza come incubatore e acceleratore di imprese hi-tech.
Oggi, a 10 anni dalla sua nascita, l'8 novembre 1999, il Polo Tecnologico, oltre ad aver mantenuto l'autonomia finanziaria per la sua gestione, svolge in pieno la sua funzione di integratore, e grazie al sistema organizzativo di supporto al consolidamento innovativo delle imprese e al trasferimento delle tecnologie radicato sui loro bisogni sono stati ottenuti importanti risultati.
Tre lotti che accolgono uffici, laboratori e centri di ricerca nei settori Ict, microelettronica, biomedicale, robotica, energia e ambiente ed impiegano oltre 500 persone di età media intorno ai 35 anni, con profili formativi di elevata specializzazione tecnica e scientifica. Un quarto ed un quinto lotto in costruzione, un bar self-service interaziendale, un asilo nido dedicato sia ai figli dei lavoratori del polo, sia all'utenza esterna, una foresteria, ed in ultimo un parco, un'area verde attrezzata dedicata non solo ai dipendenti delle aziende ma anche ai cittadini di Navacchio dove poter svolgere attività ludico-sportive o semplicemente godersi una pausa di relax in un'area verde.
Un lavoro, che, visti i risultati, ha dato ragione a chi, come Alessandro Giari e Elisabetta Epifori, rispettivamente presidente e direttore del Polo Tecnologico, hanno creduto fin da subito, investendo tanta energia ed idee in un progetto che inizialmente appariva quasi "fantascientifico".
«Siamo partiti con un ufficio, la scrivania era una tavola di legno con due caprette - ricorda Giari - e oggi eccoci qua, abbiamo esaurito tutti gli spazi a disposizione per le aziende e nei cassetti abbiamo tante richieste di aziende che vogliono entrare nel parco per essere inseriti nella lista d'attesa». «È vero - gli fa eco Elisabetta Epifori -, quando abbiamo inaugurato il primo lotto nel novembre del 1999 sognavamo questo Polo, ma realizzarlo non è stato facile, ci sono voluti impegno e dedizione e soprattutto l'ascolto delle esigenze delle aziende».
«Abbiamo lavorato - spiega il presidente, Alessandro Giari - per invertire il rapporto tra domanda e offerta di innovazione, partendo dai bisogni di crescita innovativa delle imprese, la maggior parte delle volte non espressi, cercando di integrare in sostanza l'offerta in termini di competenze, strumenti, servizi, prodotti e spingendo costantemente la collaborazione tra le imprese e queste e il mondo della ricerca».
Attraverso servizi e strutture il Polo Tecnologico di Navacchio ha fatto della rete tra le imprese hi-tech l'elemento prioritario per favorire lo sviluppo dell'innovazione, dei livelli competitivi e della crescita dimensionale delle stesse. Di fatto si è così creato un ambiente ideale per stimolare la domanda di innovazione, per avere un rapporto efficace con il mondo della ricerca, per sviluppare la collaborazione tra le imprese come condizione che consente una costante crescita di competitività sul mercato.
Grazie al sistema organizzativo di supporto al consolidamento innovativo delle imprese e al trasferimento delle tecnologie orientato dalla domanda di mercato sono stati ottenuti importanti risultati. Per citare qualche numero, solo negli ultimi due anni si è avuta una crescita del fatturato aggregato (+88,4%) e una crescita degli occupati (+9,1%). La modalità organizzativa del Polo ha favorito lo sviluppo di sinergie tra le imprese in esso insediate, il 59% delle aziende collaborano tra di loro, mentre circa l'86% ha attuato collaborazioni con aziende esterne al Polo. Inoltre, grazie all'attuazione degli accordi siglati tra Polo Tecnologico, Università e centri di ricerca, oltre il 47% delle aziende del Polo collabora con il mondo della ricerca e della conoscenza.
Il frutto di queste collaborazione ha visto realizzare 46 progetti di ricerca, 15 nuovi prodotti e 11 nuovi servizi (non precedentemente presenti sul mercato). Questa crescita dimensionale e qualitativa ha spinto il Polo di Navacchio nello scenario nazionale dei Parchi Tecnologici al terzo posto per numero di imprese insediate.
Si può dire quindi che il "sogno" è decisamente diventato realtà, le vinacce hanno lasciato il posto ai microchip e ai byte, i carri ai macchinari e ai robot ipersofisticati, gli operai agli ingegneri e ai fisici, ma l'operosità, il lavoro, la vitalità e le grida festose dei bambini echeggiano ora come 30 anni fa: un bel regalo per i primi 10 anni del Polo.
Oggi, a 10 anni dalla sua nascita, l'8 novembre 1999, il Polo Tecnologico, oltre ad aver mantenuto l'autonomia finanziaria per la sua gestione, svolge in pieno la sua funzione di integratore, e grazie al sistema organizzativo di supporto al consolidamento innovativo delle imprese e al trasferimento delle tecnologie radicato sui loro bisogni sono stati ottenuti importanti risultati.
Tre lotti che accolgono uffici, laboratori e centri di ricerca nei settori Ict, microelettronica, biomedicale, robotica, energia e ambiente ed impiegano oltre 500 persone di età media intorno ai 35 anni, con profili formativi di elevata specializzazione tecnica e scientifica. Un quarto ed un quinto lotto in costruzione, un bar self-service interaziendale, un asilo nido dedicato sia ai figli dei lavoratori del polo, sia all'utenza esterna, una foresteria, ed in ultimo un parco, un'area verde attrezzata dedicata non solo ai dipendenti delle aziende ma anche ai cittadini di Navacchio dove poter svolgere attività ludico-sportive o semplicemente godersi una pausa di relax in un'area verde.
Un lavoro, che, visti i risultati, ha dato ragione a chi, come Alessandro Giari e Elisabetta Epifori, rispettivamente presidente e direttore del Polo Tecnologico, hanno creduto fin da subito, investendo tanta energia ed idee in un progetto che inizialmente appariva quasi "fantascientifico".
«Siamo partiti con un ufficio, la scrivania era una tavola di legno con due caprette - ricorda Giari - e oggi eccoci qua, abbiamo esaurito tutti gli spazi a disposizione per le aziende e nei cassetti abbiamo tante richieste di aziende che vogliono entrare nel parco per essere inseriti nella lista d'attesa». «È vero - gli fa eco Elisabetta Epifori -, quando abbiamo inaugurato il primo lotto nel novembre del 1999 sognavamo questo Polo, ma realizzarlo non è stato facile, ci sono voluti impegno e dedizione e soprattutto l'ascolto delle esigenze delle aziende».
«Abbiamo lavorato - spiega il presidente, Alessandro Giari - per invertire il rapporto tra domanda e offerta di innovazione, partendo dai bisogni di crescita innovativa delle imprese, la maggior parte delle volte non espressi, cercando di integrare in sostanza l'offerta in termini di competenze, strumenti, servizi, prodotti e spingendo costantemente la collaborazione tra le imprese e queste e il mondo della ricerca».
Attraverso servizi e strutture il Polo Tecnologico di Navacchio ha fatto della rete tra le imprese hi-tech l'elemento prioritario per favorire lo sviluppo dell'innovazione, dei livelli competitivi e della crescita dimensionale delle stesse. Di fatto si è così creato un ambiente ideale per stimolare la domanda di innovazione, per avere un rapporto efficace con il mondo della ricerca, per sviluppare la collaborazione tra le imprese come condizione che consente una costante crescita di competitività sul mercato.
Grazie al sistema organizzativo di supporto al consolidamento innovativo delle imprese e al trasferimento delle tecnologie orientato dalla domanda di mercato sono stati ottenuti importanti risultati. Per citare qualche numero, solo negli ultimi due anni si è avuta una crescita del fatturato aggregato (+88,4%) e una crescita degli occupati (+9,1%). La modalità organizzativa del Polo ha favorito lo sviluppo di sinergie tra le imprese in esso insediate, il 59% delle aziende collaborano tra di loro, mentre circa l'86% ha attuato collaborazioni con aziende esterne al Polo. Inoltre, grazie all'attuazione degli accordi siglati tra Polo Tecnologico, Università e centri di ricerca, oltre il 47% delle aziende del Polo collabora con il mondo della ricerca e della conoscenza.
Il frutto di queste collaborazione ha visto realizzare 46 progetti di ricerca, 15 nuovi prodotti e 11 nuovi servizi (non precedentemente presenti sul mercato). Questa crescita dimensionale e qualitativa ha spinto il Polo di Navacchio nello scenario nazionale dei Parchi Tecnologici al terzo posto per numero di imprese insediate.
Si può dire quindi che il "sogno" è decisamente diventato realtà, le vinacce hanno lasciato il posto ai microchip e ai byte, i carri ai macchinari e ai robot ipersofisticati, gli operai agli ingegneri e ai fisici, ma l'operosità, il lavoro, la vitalità e le grida festose dei bambini echeggiano ora come 30 anni fa: un bel regalo per i primi 10 anni del Polo.
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