Il Tirreno

Pisa

fino al 17 gennaio

Chagall

Roberto Colonnacchi
La volpe e l'uva
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La volpe e l'uva

L'aria, quell'incantevole aria che aleggia e volteggia in mezzo ai fiori e alle piante ma soprattutto sul mare, fu la musa ispiratrice di Marc Chagall, nato nella fredda e grigia Russia. Un'aria scoperta dopo un lungo peregrinare il Mediterraneo e che contribuì a cambiarne l'arte, ad arricchire la sua pittura di luminosità e sensualità

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PISA. Così ritrovare l'opera di Chagall nel bellissimo Palazzo Blu, recentemente restaurato sul Lungarno pisano, è assolutamente naturale. Qui, quell'aria si sente e si respira. E la grande mostra, curata da Meret Meyer e da Claudia Beltramo Ceppi, conquista lo spettatore in tutta la sua ampiezza.

Centocinquanta le opere esposte, tra oli, gouache, incisioni, sculture e ceramiche provenienti da collezioni e musei di tutto mondo, sono inserite in un percorso studiato nei minimi particolari, che coinvolgono e aiutano il visitatore a capire il lavoro di Marc Chagall.

Le varie sale del percorso espositivo sono state allestite con precisi periodi pittorici e sono intercalate da sculture e ceramiche che interrompono magicamente i vari argomenti trattati dall'artista russo.

La Costa Azzurra è il primo settore della mostra con circa venti opere, tra le quali alcune molto celebri come La musica, il Circo in rosso, Gli amanti a St. Paul, I grandi mazzi di fiori, dove si nota l'evoluzione del pittore, tra la metà degli anni Venti e l'inizio degli anni Trenta, con una nuova tavolozza, ricca di blu cobalto, blu oltremare, il giallo di cadmio e il rosso vermiglione.

Nel soggiorno tra Nizza e la Costa Azzurra, Chagall ritrova, dopo un anno di depressione per la morte dell'amata moglie Bella, gli stimoli giusti per riprendere il lavoro e comincia così quel fortunato periodo "la gioia di vivere" che lo porterà a realizzare gran parte delle opere esposte in mostra. L'energia vitale del colore, libero e vibrante, abbraccia le figure che vengono come "scavate" dentro il quadro con linee curve e sinuose.

Grandi disegni in bianco e nero e numerosi guazzi testimoniano la volontà e il piacere di rendere l'aria e la luce attraverso diversi strumenti e tecniche.

Una serie di litografie in cui i panorami della riviera mediterranea servono da spunto alla creazione di immagini sognate e inserite in policromi paesaggi, le baie, gli amanti e i mazzi di fiori vengono "baciati" ora dal sole ora dalla luna trasformando in un unico universo poetico.

Con una grande tecnica Chagall vuole rappresentare quelle'sempre attuali' favole scritte da Jean de la Fontaine nel diciassettesimo secolo.

Le acqueforti, gli acquerelli e i gouache mettono l'accento sulla componente mitologica e universale della favola, mentre le espressioni e gli atteggiamenti di alcuni animali ricalcano quelli umani.

La sezione che si articola al primo piano del Palazzo presenta l'incontro, carico di emozione, tra l'artista e la civiltà classica della Grecia. Ne escono una serie di litografie e gouache che raccontano la storia di Dafni e Cloe, i due bambini ritrovati dai pastori e che attraverso varie vicissitudini riusciranno a coronare il loro sogno d'amore.

Il Muro del pianto e il paesaggio di Gerusalemme aprono la sala dedicata alla Bibbia. Qui Chagall cambia totalmente la colorazione. Le terre, ocre gialle sembrano riaffermare le radici ebraiche e rappresentare la Terra santa, il Paese degli Avi. La mostra si conclude con la sezione dedicata alla scultura, alle ceramiche e ai collages.

Un viaggio che prova la straordinaria capacità di Chagall di donare agli altri quella bellezza del mondo che solo gli occhi dell'artista spesso sanno cogliere.

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