Il Tirreno

Pisa

LA SENTENZA

Soldi per la vacanza rovinata ora paga il tour operator

Soldi per la vacanza rovinata ora paga il tour operator

Chi vende il pacchetto completo (viaggio, spostamenti e albergo) non può fare lo scaricabarile se la vacanza si trasforma in un’odissea. E rischia di dover pagare il "danno esistenziale" al cliente che si vede rovinato il soggiorno. A deciderlo una sentenza di un giudice di pace chiamato a giudicare sulla richiesta di danni fatta da un professionista di Pisa che aveva prenotato una vacanza a Dubai

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PISA. Fare qualche giorno di vacanza non è un lusso ma un diritto per chi lavora tutto l’anno. E chi vende il pacchetto completo (viaggio, spostamenti e albergo) non può fare lo scaricabarile se la vacanza si trasforma in un’odissea.

Il giudice di pace di Pisa Marcello Tucceri Cimini ha quindi condannato (sentenza 319/09) un tour operator di Roma citato in giudizio da un professionista pisano, difeso dall’avvocato Elena Moriconi: il contratto di viaggio fu stipulato il 27 dicembre 2006, ed era costato circa 1650 euro a testa a un piccolo gruppo di pisani, fatto in extremis per passare il Capodanno all’estero.

Il professionista lamentava un danno sia patrimoniale che esistenziale, “da vacanze rovinate”. Il pacchetto comprendeva il viaggio aereo andata e ritorno Malpensa-Dubai con partenza il 30 dicembre e rientro il 3 gennaio, soggiorno e cenone presso un albergo di Dubai.

Ma la sera della prevista partenza il gruppo di pisani apprendeva, già in procinto di imbarcarsi, dell’improvvisa cancellazione del volo. Senza ricevere spiegazioni sull’annullamento, si legge in sentenza, né alcuna assistenza da parte del tour operator, anche per quanto atteneva al reperimento di... un letto per quella notte. Dopo una lunga attesa veniva loro comunicato che il volo cancellato era stato “rischedulato” per il giorno successivo. Il 31 dicembre, i pisani venivano finalmente imbarcati, ma arrivati a Dubai, scoprivano che erano stati smarriti i loro bagagli. Addio cenone (era ormai terminato) e addio festeggiamenti: il giorno di Capodanno quindi fu quasi interamente impiegato per la denuncia dell’accaduto all’assistente in loco del tour operator.

Di qui la decisione di rivolgersi al magistrato. In giudizio il tour operator sosteneva l’infondatezza della pretesa della parte attrice e chiedeva in subordine l’autorizzazione alla chiamata in causa dell’Alitalia per il rinvio del viaggio e lo smarrimento dei bagagli. Ma il giudice non ha avuto dubbi e ha dato pienamente ragione al professionista pisano: «L’organizzatore che si avvale di altri prestatori di servizi è comunque tenuto a risarcire il danno sofferto dal consumatore».

Lo scopo perseguito da chi va in vacanza, rileva il giudice, è preminentemente quello di ottenere uno stacco dallo stress della vita quotidiana, «finalizzato all’allentamento delle tensioni nervose connaturate all’intensità della vita moderna». Tucceri Cimini ha quindi disposto il risarcimento dei danni riportati in 500 euro oltre a 1.000 euro da “vacanza rovinata” (più interessi) e la pubblicazione a spese del tour operator della sentenza di condanna sulle principali riviste del settore turistico. A ciò si aggiungono le spese di giudizio: circa 2mila euro in tutto.

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