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Colombo: "No alla demolizione del Complesso Marchesi"

Colombo: "No alla demolizione del Complesso Marchesi"

Demolire il 'Complesso Marchesi' è «un atto cieco e vandalico, una ferita grave allo straordinario rapporto tra antico e moderno in una città come Pisa» e rivela «una stupefacente mancanza d'informazione, cultura e consapevolezza dell'opera di cui si sta parlando». Così il senatore Furio Colombo nel giorno della Conferenza nazionale contro l'ipotesi di abbattimento

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PISA. Demolire il 'Complesso Marchesi' è «un atto cieco e vandalico, una ferita grave allo straordinario rapporto tra antico e moderno in una città come Pisa» e rivela «una stupefacente mancanza d'informazione, cultura e consapevolezza dell'opera di cui si sta parlando». Lo ha affermato il senatore del Pd, Furio Colombo, in un messaggio inviato agli organizzatori della prima manifestazione nazionale per difendere il complesso scolastico realizzato negli anni Settanta. All'interno del complesso scolastico 'Concetto Marchesi' si è svolta infatti la Conferenza nazionale contro l'ipotesi di demolizione dell'edificio promossa da un cartello di associazioni raccolte intorno all'Ordine degli Architetti di Roma e al Comitato Pellegrin, che porta il nome dell'architetto che ha progettato l'edificio.  

«E' stato Bruno Zevi - ha aggiunto Colombo nel suo messaggio - maestro internazionale di critica dell'architettura, a presiedere la giuria che ha scelto il progetto di Luigi Pellegrin, uno dei grandi architetti e maestri di architettura che hanno lasciato tracce esemplari e sono rimasti come punto alto di riferimento per la cultura del mondo». E, secondo Colombo, in questo edificio c'è tutto il genio dell'architetto: «Il segno di una multidimensionalità di rapporti: con la storia, con la città, con il quartiere, con l'ambientazione del luogo, con la funzione, con il paesaggio, con la doppia utenza di studenti e insegnanti da un lato e dei cittadini e visitatori dall'altro». «La scuola di Pellegrin - conclude Colombo - è un capolavoro dell'architettura pubblica contemporanea. Distruggerla costituirebbe un atto grande e indimenticabile come la sua progettazione e costruzione».

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