Sicurezza
TECNOLOGIA
Aziende pisane verso la Silicon Valley
Due aziende pisane giovani, entrambe prodotti diretti (spin-off) del nostro sistema universitario, sono tra le quattordici finaliste di un concorso a livello nazionale che ha un grande obiettivo: mandare le migliori idee progettuali, con un potenziale importante di sviluppo imprenditoriale, nella Silicon Valley
3 MINUTI DI LETTURA
PISA. Due aziende pisane giovani, entrambe prodotti diretti (spin-off) del nostro sistema universitario, sono tra le quattordici finaliste di un concorso a livello nazionale che ha un grande obiettivo: mandare le migliori idee progettuali, con un potenziale importante di sviluppo imprenditoriale, nella Silicon Valley, centro assoluto dell'high-tech mondiale, per trovare gli investitori che consentano loro di decollare sul mercato.
In lizza la Witech Spa, spin-off dell'Università di Pisa, specializzata nel campo degli strumenti di analisi e soluzioni per operatori del mercato wireless (ovvero la comunicazione senza fili, soprattutto attraverso l'utilizzo di onde radio), che ha sede presso il polo tecnologico di Navacchio; e la VRMedia, spin-off della Scuola superiore Sant'Anna, che opera nel settore della realtà virtuale per applicazioni destinate ad università, centri di ricerca e clienti industriali, con sedi a Pisa in Largo Ciro Menotti e in via Bonanno.
La manifestazione si chiama "Venture Camp" e viene organizzata annualmente per mettere in evidenza il meglio che l'Italia offre nel settore dell'innovazione in vari campi: dalle telecomunicazioni alla medicina, dalle energie rinnovabili alla sicurezza, alle piattaforme web. Dietro a tutto c'è un'organizzazione non profit, la "Mind tre Bridge Foundation", che ha sede proprio in California. Bridge uguale ponte, ovvero quello che si propone di creare sempre più questa organizzazione tra il talento italiano e le opportunità della Silicon Valley, dove più che altrove c'è la propensione al rischio di investimento in questi settori.
«L'obiettivo - ha spiegato il fondatore di "Mind tre Bridge", il 40enne ingegnere italiano Marco Marinucci, che è anche un manager di Google - è dare visibilità alle idee italiane che hanno un ottimo potenziale di innovazione, ma che non sono allo stato ancora proponibili in un contesto internazionale». Il primo passo, ha aggiunto, è individuare queste idee e collegarle al primo investimento. «Perchè questo avvenga è necessario spostare la ricerca di capitali all'estero, dove il mercato è più ricettivo, senza però trasferire il cuore dell'attività dall'Italia».
Questa in effetti è una delle principali particolarità del progetto, che vuole evitare ogni tentazione ed ogni riferimento al fenomeno cosiddetto della fuga di cervelli. Partner del "Venture Camp" è il Corriere della Sera, che nel weekend ha ospitato la manifestazione da cui usciranno (almeno) cinque idee imprenditoriali in concorso, quelle per cui sarà favorito il lancio nella Silicon Valley alla ricerca di finanziatori.
L'evento finale è invece in calendario nel prossimo aprile, quando a San Francisco verrà proclamato il vincitore della "Mind the Bridge Business Plan Competition 2009-2010".
Le due candidature dell'eccellenza pisana sono state scelte tra tutti coloro che si sono iscritti al concorso inviando il proprio business plan. Tre le aziende di Milano, quattro di Roma, una per Treviso, Reggio Emilia, Lecce, Sassari e Londra (ma italiana). Nella due giorni milanese i progetti sono stati illustrati ad una platea di investitori italiani ed internazionali. E ora non resta che incrociare le dita.
In lizza la Witech Spa, spin-off dell'Università di Pisa, specializzata nel campo degli strumenti di analisi e soluzioni per operatori del mercato wireless (ovvero la comunicazione senza fili, soprattutto attraverso l'utilizzo di onde radio), che ha sede presso il polo tecnologico di Navacchio; e la VRMedia, spin-off della Scuola superiore Sant'Anna, che opera nel settore della realtà virtuale per applicazioni destinate ad università, centri di ricerca e clienti industriali, con sedi a Pisa in Largo Ciro Menotti e in via Bonanno.
La manifestazione si chiama "Venture Camp" e viene organizzata annualmente per mettere in evidenza il meglio che l'Italia offre nel settore dell'innovazione in vari campi: dalle telecomunicazioni alla medicina, dalle energie rinnovabili alla sicurezza, alle piattaforme web. Dietro a tutto c'è un'organizzazione non profit, la "Mind tre Bridge Foundation", che ha sede proprio in California. Bridge uguale ponte, ovvero quello che si propone di creare sempre più questa organizzazione tra il talento italiano e le opportunità della Silicon Valley, dove più che altrove c'è la propensione al rischio di investimento in questi settori.
«L'obiettivo - ha spiegato il fondatore di "Mind tre Bridge", il 40enne ingegnere italiano Marco Marinucci, che è anche un manager di Google - è dare visibilità alle idee italiane che hanno un ottimo potenziale di innovazione, ma che non sono allo stato ancora proponibili in un contesto internazionale». Il primo passo, ha aggiunto, è individuare queste idee e collegarle al primo investimento. «Perchè questo avvenga è necessario spostare la ricerca di capitali all'estero, dove il mercato è più ricettivo, senza però trasferire il cuore dell'attività dall'Italia».
Questa in effetti è una delle principali particolarità del progetto, che vuole evitare ogni tentazione ed ogni riferimento al fenomeno cosiddetto della fuga di cervelli. Partner del "Venture Camp" è il Corriere della Sera, che nel weekend ha ospitato la manifestazione da cui usciranno (almeno) cinque idee imprenditoriali in concorso, quelle per cui sarà favorito il lancio nella Silicon Valley alla ricerca di finanziatori.
L'evento finale è invece in calendario nel prossimo aprile, quando a San Francisco verrà proclamato il vincitore della "Mind the Bridge Business Plan Competition 2009-2010".
Le due candidature dell'eccellenza pisana sono state scelte tra tutti coloro che si sono iscritti al concorso inviando il proprio business plan. Tre le aziende di Milano, quattro di Roma, una per Treviso, Reggio Emilia, Lecce, Sassari e Londra (ma italiana). Nella due giorni milanese i progetti sono stati illustrati ad una platea di investitori italiani ed internazionali. E ora non resta che incrociare le dita.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
