Sicurezza
LA RIPRESA
Innovazione e ricerca per le nostre impreseè la ricetta anti-crisi
Quando la crisi economica (finalmente) terminerà, Pisa e la sua provincia saranno tra le primissime realtà territoriali italiane a ripartire. La buona notizia è annunciata dalla Camera di Commercio di un'area importante, a livello proprio economico, come Monza. L'ente camerale brianzolo ha messo in fila i sistemi imprenditoriali di tutte le province
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PISA. Quando la crisi economica (finalmente) terminerà, Pisa e la sua provincia saranno tra le primissime realtà territoriali italiane a ripartire. La buona notizia è annunciata dalla Camera di Commercio di un'area importante, a livello proprio economico, come Monza. L'ente camerale brianzolo ha messo in fila i sistemi imprenditoriali di tutte le province.
Per stilare una classifica ha usato un indice di vivacità economica (Ivec) che tiene conto di quattordici parametri: tra questi la densità imprenditoriale, il tasso di crescita delle imprese, il grado di innovazione (aziende high-tech, marchi e brevetti), il mercato del lavoro (cassa integrazione straordinaria e addetti), Pil, tasso di imprenditoria femminile, le variazioni di insolvenze (cambiali protestate e fallimenti).
Pisa e la sua provincia si sono comportate in maniera egregia: quarto posto in Italia, alla pari di Torino. Davanti solo Milano (e questo ci stava), la sorprendente Rimini e Roma. Pisa e Rimini, insomma, si trovano in compagnia delle metropoli. Secondo l'indice Ivec Pisa (e Torino) superano i dieci punti, arrivando a quota 10,1. Roma, terza solitaria, è appena un decimo sopra (10,2). Un piccolo scalino separa invece dalle battistrada Milano e Rimini (10,5).
La ricerca condotta dalla Camera di Commercio di Monza Brianza ha messo insieme varie fonti (registro imprese, Istat, Repr, istituto Tagliacarne, Prometeia, Inps) creando questa specie di superindice dei sistemi più reattivi e quindi capaci di aggredire la ripresa, non appena questa crisi accennerà ad allentare la morsa.
Sono tre in particolare i parametri che hanno consentito a Pisa e alla sua provincia di scalare la classifica. Anzitutto si segnala la quinta posizione assoluta per densità di imprese attive in innovazione e ricerca. Un dato che non meraviglia, considerate le tre Università (con i loro spin-off), i centri di ricerca, la rete dei poli tecnologici, il migliaio di piccole e piccolissime imprese del settore hi-tec e dell'Ict.
Al settimo posto invece l'incidenza dei brevetti registrati rispetto al numero delle imprese; anche in questo caso è chiaramente il vasto ambito della ricerca a fare la differenza. Buona anche la decima posizione assoluta conquistata grazie al tasso di crescita delle imprese. E questo sta a rimarcare la complessiva vivacità del tessuto imprenditoriale, confermata anche dai dati che fanno registrare il segno più nel saldo tra costituzione e cancellazione di imprese.
Nella classifica generale Pisa precede proprio Monza Brianza, e poi Trieste e Genova. Al nono posto Prato, la prima delle province toscane dopo la nostra (che sono dunque le uniche due nella top ten). Nelle prime trenta si trovano comunque cinque province toscane, la metà di quelle totali: Firenze è in sedicesima posizione, Livorno in diciottesima, Lucca in venticinquesima. In pratica, è rappresentata tutta l'area vasta costiera (Pisa, Lucca, Livorno) e l'area metropolitana fiorentina.
Pisa ha trascinato un po' tutta la regione: solo l'Emilia Romagna ha piazzato più province nelle prime trenta posizioni (addirittura otto). Con cinque rappresentanti la Toscana è alla pari della ricca Lombardia e sopravanza il Veneto, che si ferma a quattro. Tre province per la Liguria, due per il Lazio.
Per stilare una classifica ha usato un indice di vivacità economica (Ivec) che tiene conto di quattordici parametri: tra questi la densità imprenditoriale, il tasso di crescita delle imprese, il grado di innovazione (aziende high-tech, marchi e brevetti), il mercato del lavoro (cassa integrazione straordinaria e addetti), Pil, tasso di imprenditoria femminile, le variazioni di insolvenze (cambiali protestate e fallimenti).
Pisa e la sua provincia si sono comportate in maniera egregia: quarto posto in Italia, alla pari di Torino. Davanti solo Milano (e questo ci stava), la sorprendente Rimini e Roma. Pisa e Rimini, insomma, si trovano in compagnia delle metropoli. Secondo l'indice Ivec Pisa (e Torino) superano i dieci punti, arrivando a quota 10,1. Roma, terza solitaria, è appena un decimo sopra (10,2). Un piccolo scalino separa invece dalle battistrada Milano e Rimini (10,5).
La ricerca condotta dalla Camera di Commercio di Monza Brianza ha messo insieme varie fonti (registro imprese, Istat, Repr, istituto Tagliacarne, Prometeia, Inps) creando questa specie di superindice dei sistemi più reattivi e quindi capaci di aggredire la ripresa, non appena questa crisi accennerà ad allentare la morsa.
Sono tre in particolare i parametri che hanno consentito a Pisa e alla sua provincia di scalare la classifica. Anzitutto si segnala la quinta posizione assoluta per densità di imprese attive in innovazione e ricerca. Un dato che non meraviglia, considerate le tre Università (con i loro spin-off), i centri di ricerca, la rete dei poli tecnologici, il migliaio di piccole e piccolissime imprese del settore hi-tec e dell'Ict.
Al settimo posto invece l'incidenza dei brevetti registrati rispetto al numero delle imprese; anche in questo caso è chiaramente il vasto ambito della ricerca a fare la differenza. Buona anche la decima posizione assoluta conquistata grazie al tasso di crescita delle imprese. E questo sta a rimarcare la complessiva vivacità del tessuto imprenditoriale, confermata anche dai dati che fanno registrare il segno più nel saldo tra costituzione e cancellazione di imprese.
Nella classifica generale Pisa precede proprio Monza Brianza, e poi Trieste e Genova. Al nono posto Prato, la prima delle province toscane dopo la nostra (che sono dunque le uniche due nella top ten). Nelle prime trenta si trovano comunque cinque province toscane, la metà di quelle totali: Firenze è in sedicesima posizione, Livorno in diciottesima, Lucca in venticinquesima. In pratica, è rappresentata tutta l'area vasta costiera (Pisa, Lucca, Livorno) e l'area metropolitana fiorentina.
Pisa ha trascinato un po' tutta la regione: solo l'Emilia Romagna ha piazzato più province nelle prime trenta posizioni (addirittura otto). Con cinque rappresentanti la Toscana è alla pari della ricca Lombardia e sopravanza il Veneto, che si ferma a quattro. Tre province per la Liguria, due per il Lazio.
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