Sicurezza
PISA
Il turismo regge ai venti della crisi e perde solo l'1%
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Turisti in visita a PisaLe buone performance d'agosto hanno garantito un recupero
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PISA. Il settore del turismo, a Pisa e nel territorio provinciale, sembra effettivamente aver resistito all'ondata della crisi economica. O almeno sembra aver limitato i danni per quanto possibile. Il dato (ancora provvisorio) indica, a fine agosto, un -1,1% complessivo dall'inizio dell'anno. Si registra dunque un arretramento contenuto: nello stesso periodo dello scorso anno la flessione era dell'1,4% e l'impatto principale della crisi doveva ancora arrivare sui mercati. Il comparto delle strutture ricettive extralberghiere è andato meglio (+0,4%) rispetto all'alberghiero (-1,5%).
A livello territoriale il calo si è registrato soprattutto in provincia (-1,2%), mentre Pisa città e il litorale hanno ottenuto un risultato migliore (-0,9%). In terreno positivo il dato di Ferragosto, con un +1,1%. L'andamento estivo è stato difforme da un mese all'altro. A giugno è stato negativo sia per quanto riguarda le presenze che gli arrivi.
Il trend con il segno meno si è replicato anche nella prima quindicina di luglio, periodo caratterizzato da vacanze brevi e dal fenomeno del pendolarismo nei weekend. Nella seconda quindicina si è invece verificato un aumento delle prenotazioni e quindi delle presenze, che nel mese di luglio hanno superato le aspettative, grazie soprattutto al forte caldo che ha contrassegnato quel periodo e alle offerte last minute.
Riguardo alle nazionalità, nel trimestre estivo si segnala una sostanziale tenuta degli italiani e un incremento di stranieri, anche se assai diverso rispetto alle provenienze: in calo clienti classici come tedeschi ed austriaci, ma anche britannici e statunitensi (in questo caso è l'effetto della crisi); in aumento invece Francia e Belgio, realtà abbastanza nuove come i Paesi Scandinavi e l'Olanda. A livello di occupazione delle strutture (posti letto, ecc.) il dato medio provinciale si attesta al 64%, distribuito al 64,5% nel settore extralberghiero e al 61,4% nell'alberghiero. A settembre invece l'arretramento è tornato ad essere più accentuato, con un -2,8%.
«Tutto sommato - dichiara l'assessore provinciale al turismo Salvatore Sanzo - direi che la nostra provincia ha retto abbastanza bene, considerando anche che le previsioni erano ben peggiori. Secondo quanto affermato dal ministro Brambilla, la flessione turistica, a livello nazionale, si è attestata intorno al -2%: Pisa e la sua provincia hanno quindi avuto una performance migliore della media italiana».
Quello che ora preoccupa maggiormente, secondo Sanzo, è il dato relativo all'albeghiero. «Il settore - dice - richiede evidentemente un ragionamento a 360 gradi con le associazioni di categoria. Penso che il nostro territorio abbia in sé grandi potenzialità, ma queste, da sole, non sono più un elemento attrattivo sufficiente. Occorrono politiche forti di sviluppo che vedano tutti i protagonisti del settore al centro della discussione. La crisi economica mondiale da un lato e nuovi competitors internazionali dall'altro devono essere combattuti insieme».
A livello territoriale il calo si è registrato soprattutto in provincia (-1,2%), mentre Pisa città e il litorale hanno ottenuto un risultato migliore (-0,9%). In terreno positivo il dato di Ferragosto, con un +1,1%. L'andamento estivo è stato difforme da un mese all'altro. A giugno è stato negativo sia per quanto riguarda le presenze che gli arrivi.
Il trend con il segno meno si è replicato anche nella prima quindicina di luglio, periodo caratterizzato da vacanze brevi e dal fenomeno del pendolarismo nei weekend. Nella seconda quindicina si è invece verificato un aumento delle prenotazioni e quindi delle presenze, che nel mese di luglio hanno superato le aspettative, grazie soprattutto al forte caldo che ha contrassegnato quel periodo e alle offerte last minute.
Riguardo alle nazionalità, nel trimestre estivo si segnala una sostanziale tenuta degli italiani e un incremento di stranieri, anche se assai diverso rispetto alle provenienze: in calo clienti classici come tedeschi ed austriaci, ma anche britannici e statunitensi (in questo caso è l'effetto della crisi); in aumento invece Francia e Belgio, realtà abbastanza nuove come i Paesi Scandinavi e l'Olanda. A livello di occupazione delle strutture (posti letto, ecc.) il dato medio provinciale si attesta al 64%, distribuito al 64,5% nel settore extralberghiero e al 61,4% nell'alberghiero. A settembre invece l'arretramento è tornato ad essere più accentuato, con un -2,8%.
«Tutto sommato - dichiara l'assessore provinciale al turismo Salvatore Sanzo - direi che la nostra provincia ha retto abbastanza bene, considerando anche che le previsioni erano ben peggiori. Secondo quanto affermato dal ministro Brambilla, la flessione turistica, a livello nazionale, si è attestata intorno al -2%: Pisa e la sua provincia hanno quindi avuto una performance migliore della media italiana».
Quello che ora preoccupa maggiormente, secondo Sanzo, è il dato relativo all'albeghiero. «Il settore - dice - richiede evidentemente un ragionamento a 360 gradi con le associazioni di categoria. Penso che il nostro territorio abbia in sé grandi potenzialità, ma queste, da sole, non sono più un elemento attrattivo sufficiente. Occorrono politiche forti di sviluppo che vedano tutti i protagonisti del settore al centro della discussione. La crisi economica mondiale da un lato e nuovi competitors internazionali dall'altro devono essere combattuti insieme».
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