Il dolore
IL TRASFERIMENTO DELL’OSPEDALE
A Otorino il primo intervento
Giovanni Parlato
Il professore Stefano Sellari Franceschini è direttore dell'unità operativa di Otorinolaringoiatria 1 (universitaria) e direttore del dipartimento ad attività integrata, si chiama proprio così, Testa-collo. In quest'ultimo dipartimento sono comprese numerose unità operative
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PISA. Il professore Stefano Sellari Franceschini è direttore dell'unità operativa di Otorinolaringoiatria 1 (universitaria) e direttore del dipartimento ad attività integrata, si chiama proprio così, Testa-collo. In quest'ultimo dipartimento sono comprese numerose unità operative.
Questi reparti sono Oculistica, Odontostomatologia e Chirurgia orale, Odonotostomatologia e implantologia, Chirurgia maxillo-facciale, Chirurgia oftalmica.
Una parte di questo dipartimento così complesso è ancora al Santa Chiara (il trasloco avverrà entro l'anno), ma tutte le cliniche di Otorino si sono trasferite a Cisanello da lunedì scorso compresi una quarantina di posti letto.
Come sta andando questo trasferimento?
«Il trasferimento, ovviamente, è abbastanza laborioso perché oltre al trasferimento dei pacchi con i testi della biblioteca, i libri e quant'altro c'è anche tutta la riorganizzazione del lavoro. Abbiamo difficoltà sull'attivazione dei numeri di telefono. È un problema che coinvolge gli utenti perché purtroppo stiamo attivando le linee esterne e non tutte sono operative come quella della segreteria per i ricoverati. Abbiamo qualche disagio legato al fatto che in questo momento tutti quelli che sono in lista d'attesa per gli interventi hanno difficoltà a contattarci».
Al momento qual è il problema più critico?
«Il rapporto con il pubblico. Con il cambio dei telefoni, anche se abbiamo messo i trasferimenti di chiamata, alcune linee non sono attive e quindi questo rappresenta l'elemento più critico. Poi dobbiamo anche montare i microscopi erano stati prima smontati».
State già eseguendo operazioni chirurgiche?
«Oggi (ieri per chi legge, ndr) abbiamo cominciato con i primi interventi perché le sale operatorie sono praticamente ultimate e attrezzate o almeno un paio su tre sono già attive. Per riprendere l'attività chirurgica a pieno regime, dovrebbero riaprire anche gli ambulatori, quindi c'è stata una iniziale ripresa».
L'attuale direzione sembra non avere perso tempo per realizzare il trasferimento.
«Sicuramente questa direzione si è impegnata tantissimo per cercare di accelerare il passaggio dal Santa Chiara a Cisanello. Io sono cinque anni che svolgo sopralluoghi ed effettivamente quest'anno c'è stata una virata sul concreto e siamo arrivati».
Tutto bene, dunque?
«Ci siamo dovuti scontrare col fatto che purtroppo questa struttura è stata studiata diversi anni fa, senza una destinazione precisa. Noi siamo universitari, quindi abbiamo bisogno di spazi per la biblioteca, per le aulette, per gli studenti. Abbiamo tre lauree specialistiche triennali con gli studenti che sono tecnico audioprotesisti, tecnico audiometrista e tecnico di logopedia. E in più abbiamo, ovviamente, gli studenti in medicina e la scuola di specializzazione».
Quanto personale ci lavora?
«I medici strutturati all'interno del dipartimento sono 16, i tecnici sono 15 e ci sono ben 19 ambulatori con tre infermieri dove gravitano le scuole e le lauree specialistiche. Negli anni c'è stato un grosso sforzo per cercare di trovare gli spazi perché questa gente deve sperimentare. Quando è stato pensato l'ospedale non è stato pensato in un'ottica anche universitaria dove al di là dei medici e dei malati ci sono anche tutti gli studenti».
Questi problemi sono stati affrontati?
«Negli anni, con le varie direzioni e sicuramente anche con l'ultima siamo riusciti a disegnare degli spazi anche per queste figure che sono fondamentali».
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