Il dolore
I medici: non siamo alla pandemia
Tra i genitori crescono ansia e paura
I medici fanno del loro meglio per limitare l'allarmismo da febbre suina rassicurando che non siamo ancora a livelli di pandemia. Ma in città la psicosi si è già diffusa e girano persino leggende metropolitane che parlano di scuole chiuse a causa dell'influenza
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PISA. I medici fanno del loro meglio per limitare l'allarmismo da febbre suina rassicurando che non siamo ancora a livelli di pandemia.
Ma in città la psicosi si è già diffusa e girano persino leggende metropolitane che parlano di scuole chiuse a causa dell'influenza. Le assenze sono tante, è vero, ma, come spiega l'assessore alle politiche sociali e sanitarie Maria Paola Ciccone, «secondo l'Asl 5, i medici di famiglia e la Società della Salute non ci sono assolutamente i presupposti per interrompere un pubblico servizio».
Anche perché, come aggiunge la dottoressa Emanuela De Franco, dell'Asl, «le scuole si chiudono solo in presenza di casi gravi che finora, per fortuna, non si sono verificati».
I vari istituti scolastici sono in continuo contatto con l'Asl 5 ed è di qualche giorno fa un incontro in Provveditorato per capire come affrontare la situazione.
«L'atteggiamento dei dirigenti scolastici degli istituti è stato estremamente responsabile - continua De Franco - All'Azienda sanitaria arrivano informazioni costanti sui numeri degli ammalati e i responsabili ci segnalano casi particolari. Solo stamattina ho parlato con dieci scuole e con gli educatori di diversi asili nido».
«Tra i genitori, in effetti, ci sono molti timori - racconta Fernanda Ricci, dirigente scolastica dell'istituto comprensivo Fucini -. Viste le tante assenze ho fatto delle verifiche e ho telefonato a casa di diversi ragazzi. A causa del forte allarmismo che si è creato intorno all'influenza A, in alcuni casi è bastato un raffreddore per tenere a casa i ragazzi».
A.F.
Ma in città la psicosi si è già diffusa e girano persino leggende metropolitane che parlano di scuole chiuse a causa dell'influenza. Le assenze sono tante, è vero, ma, come spiega l'assessore alle politiche sociali e sanitarie Maria Paola Ciccone, «secondo l'Asl 5, i medici di famiglia e la Società della Salute non ci sono assolutamente i presupposti per interrompere un pubblico servizio».
Anche perché, come aggiunge la dottoressa Emanuela De Franco, dell'Asl, «le scuole si chiudono solo in presenza di casi gravi che finora, per fortuna, non si sono verificati».
I vari istituti scolastici sono in continuo contatto con l'Asl 5 ed è di qualche giorno fa un incontro in Provveditorato per capire come affrontare la situazione.
«L'atteggiamento dei dirigenti scolastici degli istituti è stato estremamente responsabile - continua De Franco - All'Azienda sanitaria arrivano informazioni costanti sui numeri degli ammalati e i responsabili ci segnalano casi particolari. Solo stamattina ho parlato con dieci scuole e con gli educatori di diversi asili nido».
«Tra i genitori, in effetti, ci sono molti timori - racconta Fernanda Ricci, dirigente scolastica dell'istituto comprensivo Fucini -. Viste le tante assenze ho fatto delle verifiche e ho telefonato a casa di diversi ragazzi. A causa del forte allarmismo che si è creato intorno all'influenza A, in alcuni casi è bastato un raffreddore per tenere a casa i ragazzi».
A.F.
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