Proteste
Arriva l'influenza
Asili nido e scuole decimate dai virus
Angela Feo
Intere file di banchi vuoti nelle aule. Asili nido e materne semideserte. Non sono ancora passati due mesi dall'apertura delle scuole e il virus dell'influenza sta decimando la popolazione scolastica della provincia di Pisa: oltre il 50 per cento dei bambini e dei ragazzi è costretta a letto. In alcune classi è stato praticamente impossibile fare lezione
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PISA. Intere file di banchi vuoti nelle aule. Asili nido e materne semideserte. Non sono ancora passati due mesi dall'apertura delle scuole e il virus dell'influenza sta decimando la popolazione scolastica della provincia di Pisa: oltre il 50 per cento dei bambini e dei ragazzi è costretta a letto. In alcune classi è stato praticamente impossibile fare lezione, come al liceo classico Galilei, dove in una classe su 25 alunni erano presenti solo in 3. In un circolo didattico di San Giuliano Terme sono rimasti a casa in 120 su 150. Non si tratta di casi isolati. Al contrario, questi numeri sono l'emblema di quello che sta succedendo un po' dappertutto.
«Soprattutto alle elementari e alle medie - spiega la dottoressa Emanuela De Franco, responsabile del piano epidemiologico dell'Asl 5 - si registrano queste percentuali di assenze. Un giorno capita a una classe, l'indomani a un'altra».
Da diversi giorni l'Asl 5 è in contatto quotidiano con le direzioni scolastiche per avere un monitoraggio continuo della situazione. Al momento, fortunatamente, non si registrano casi gravi e dunque, ribadiscono i medici, non è il caso di allarmarsi. Anche perché, come dice Giuseppe Figlini, segretario provinciale della Fimmg (Federazione italiana medici medicina generale), «i numeri che abbiamo di fronte, anche se possono impressionare, rientrano nelle medie. Non si può parlare di pandemia, visto che la fascia di popolazione colpita è comunque al di sotto del 15-20%».
Quanto alla tipologia del virus è difficile stabilire con sicurezza quanti siano i casi di influenza suina. «L'influenza A sta girando, non ci sono dubbi - continua il dottor Figlini -, però non abbiamo una diagnosi certa: i sintomi sono molto simili a quelli delle altre influenze e i tamponi ormai si fanno solo in casi molto gravi. Certo, il virus H1N1 colpisce soprattutto i giovani e si diffonde in luoghi molto affollati, come le scuole. È particolarmente contagioso, ma dal punto di vista terapeutico si affronta come le altre influenze».
I sintomi sono abbastanza comuni: febbre alta, dolori, nei bambini piccoli si possono verificare anche episodi di vomito e talvolta si possono avere difficoltà alle vie respiratorie. «Non serve però andare al pronto soccorso - continua Figlini -, dove tra l'altro si rischia di aumentare il contagio. Basta rivolgersi al pediatra o al medico di famiglia».
Anche le assenze da scuola in genere durano quattro o cinque giorni. «Magari è meglio essere cauti e aspettare 24 ore in più prima di far tornare i ragazzi in classe», aggiunge De Franco.
Gli accorgimenti per evitare il contagio sono semplici e da alcune settimane nelle scuole sta passando una circolare dell'Asl in cui si raccomanda di arieggiare i locali, di far lavare spesso le mani ai bambini e di cercare di limitare lo scambio di penne o oggetti che possono essere stati in bocca. È poi quasi certo che nei prossimi giorni i vaccini per l'influenza A, la cui somministrazione è già iniziata per gli operatori sanitari, saranno obbligatori anche per le categorie a rischio, a cominciare dai bambini affetti da patologie.
«Soprattutto alle elementari e alle medie - spiega la dottoressa Emanuela De Franco, responsabile del piano epidemiologico dell'Asl 5 - si registrano queste percentuali di assenze. Un giorno capita a una classe, l'indomani a un'altra».
Da diversi giorni l'Asl 5 è in contatto quotidiano con le direzioni scolastiche per avere un monitoraggio continuo della situazione. Al momento, fortunatamente, non si registrano casi gravi e dunque, ribadiscono i medici, non è il caso di allarmarsi. Anche perché, come dice Giuseppe Figlini, segretario provinciale della Fimmg (Federazione italiana medici medicina generale), «i numeri che abbiamo di fronte, anche se possono impressionare, rientrano nelle medie. Non si può parlare di pandemia, visto che la fascia di popolazione colpita è comunque al di sotto del 15-20%».
Quanto alla tipologia del virus è difficile stabilire con sicurezza quanti siano i casi di influenza suina. «L'influenza A sta girando, non ci sono dubbi - continua il dottor Figlini -, però non abbiamo una diagnosi certa: i sintomi sono molto simili a quelli delle altre influenze e i tamponi ormai si fanno solo in casi molto gravi. Certo, il virus H1N1 colpisce soprattutto i giovani e si diffonde in luoghi molto affollati, come le scuole. È particolarmente contagioso, ma dal punto di vista terapeutico si affronta come le altre influenze».
I sintomi sono abbastanza comuni: febbre alta, dolori, nei bambini piccoli si possono verificare anche episodi di vomito e talvolta si possono avere difficoltà alle vie respiratorie. «Non serve però andare al pronto soccorso - continua Figlini -, dove tra l'altro si rischia di aumentare il contagio. Basta rivolgersi al pediatra o al medico di famiglia».
Anche le assenze da scuola in genere durano quattro o cinque giorni. «Magari è meglio essere cauti e aspettare 24 ore in più prima di far tornare i ragazzi in classe», aggiunge De Franco.
Gli accorgimenti per evitare il contagio sono semplici e da alcune settimane nelle scuole sta passando una circolare dell'Asl in cui si raccomanda di arieggiare i locali, di far lavare spesso le mani ai bambini e di cercare di limitare lo scambio di penne o oggetti che possono essere stati in bocca. È poi quasi certo che nei prossimi giorni i vaccini per l'influenza A, la cui somministrazione è già iniziata per gli operatori sanitari, saranno obbligatori anche per le categorie a rischio, a cominciare dai bambini affetti da patologie.
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