Il dolore
VETTOVAGLIE
«Meglio i militari degli spacciatori»
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Un momento della protesta contro la presenza dei carabinieriUna piazza dai mille volti. Dove la vita comincia alle 4 del mattino con l'allestimento degli stand del mercato ortofrutticolo e dell'abbigliamento e va avanti, intensa, fino a notte fonda, quando l'area diventa luogo di spaccio e degrado, teatro di risse. Piazza delle Vettovaglie è questo e tanto altro
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PISA. Una piazza dai mille volti. Dove la vita comincia alle 4 del mattino con l'allestimento degli stand del mercato ortofrutticolo e dell'abbigliamento e va avanti, intensa, fino a notte fonda, quando l'area diventa luogo di spaccio e degrado, teatro di risse. Piazza delle Vettovaglie è questo e tanto altro: la mattina persone di tutte le età, residenti e turisti, si aggirano per negozi e bancarelle o indugiano nei caffè.
La zona è l'icona di una città vitale, popolare e accogliente, di cui tanti cittadini, come recita lo slogan del gruppo che su Facebook conta 1.600 iscritti, si vorrebbero "riappropriare". Il pomeriggio mentre i negozi cominciano a chiudere, compaiono sedie e tavolini: la piazza diventa meta del popolo degli aperitivi. Tra mezzanotte e le 2, soprattutto nel weekend, vi stazionano centinaia di giovani: tamburi, chitarre, vino, canne, schiamazzi, mentre nei vicoli si incontra chi ti chiede se vuoi hashish o coca, o persone troppo ubriache che a malapena si reggono in piedi.
La mattina dopo, come raccontano tanti commercianti, vomito, puzza di urina, macchie di sangue sul pavimento, cocci di vetro ovunque. «A causa della sporcizia devo aspettare l'arrivo degli operatori ecologici per entrare nel mio negozio», dice Federico Falciani, della pescheria Ginetto. Il suo esercizio è aperto da 75 anni: uno dei pochi locali "storici" che resistono nella piazza, «tanti invece, negli ultimi due anni hanno chiuso - racconta Falciani - mentre i pub e i bar aperti fino all'una di notte sono passati da due a nove».
L'identità della piazza è cambiata. Sono comparsi negozi di cucina etnica tenuti da stranieri. «Non mi piace lo spaccio e il casino - dice Uddin Nachir, del Fast food indiano - soprattutto dalle 18 in poi». È allora, infatti, che ha luogo la trasformazione della piazza. «I tavolini dei bar fagocitano i negozi - spiega Claudio Signorini, della macelleria -. Scompaiono le famiglie a passeggio. E la piazza è preda di gente che spaccia. Li ho persino visti affilare i coltelli alle colonne. Solo da quando sono cominciati i presidi delle forze dell'ordine, circa dieci giorni fa, la situazione è migliorata».
Tanti commercianti vedono in questi presidi l'unico deterrente al degrado. «Forse si potrebbero fare in modo più discreto - commenta Berto Tesseri, del negozio "L'altra roba" - non credo che sia necessaria una camionetta. Però la manifestazione di sabato notte contro i carabinieri è stata del tutto fuori luogo. La piazza è della società civile».
La situazione di degrado notturno delle Vettovaglie non è un problema nuovo. Dopo la riqualificazione del 2001, la piazza aveva vissuto una stagione di fioritura. «Allora noi commercianti abbiamo cercato di vivere questo luogo in condivisione con tutti - racconta Davide Ricoveri, che ha uno stand di abbigliamento -. Però ho due figli e mi piacerebbe farli venire qui senza avere paura. E allora chiedo a chi ha manifestato sabato contro le forze dell'ordine perché non hanno mai protestato contro chi usa i vicoli come latrine, contro chi spaccia. Non possiamo far finta di niente. Alle 5 del mattino troviamo un quartiere devastato. Certo, non è bello vedere la piazza presidiata, ma i carabinieri sono meglio degli spacciatori. Nel 2005 qui vivevano 25 famiglie, ora sono tutte scappate».
Oggi diversi appartamenti della piazza sono abitati da giovani. «Spesso la sera ho sentito il suono dei tamburi sotto casa - racconta Lucio Biasiori, 25 anni, ricercatore - ma su questo sono tollerante. Ho visto anche risse e spacciatori: non mi sento insicuro. La mia sensazione è che la presenza delle forze dell'ordine finisca per aggravare i conflitti sociali. La repressione sposta il problema in altre zone. Non credo che sia la soluzione».
La zona è l'icona di una città vitale, popolare e accogliente, di cui tanti cittadini, come recita lo slogan del gruppo che su Facebook conta 1.600 iscritti, si vorrebbero "riappropriare". Il pomeriggio mentre i negozi cominciano a chiudere, compaiono sedie e tavolini: la piazza diventa meta del popolo degli aperitivi. Tra mezzanotte e le 2, soprattutto nel weekend, vi stazionano centinaia di giovani: tamburi, chitarre, vino, canne, schiamazzi, mentre nei vicoli si incontra chi ti chiede se vuoi hashish o coca, o persone troppo ubriache che a malapena si reggono in piedi.
La mattina dopo, come raccontano tanti commercianti, vomito, puzza di urina, macchie di sangue sul pavimento, cocci di vetro ovunque. «A causa della sporcizia devo aspettare l'arrivo degli operatori ecologici per entrare nel mio negozio», dice Federico Falciani, della pescheria Ginetto. Il suo esercizio è aperto da 75 anni: uno dei pochi locali "storici" che resistono nella piazza, «tanti invece, negli ultimi due anni hanno chiuso - racconta Falciani - mentre i pub e i bar aperti fino all'una di notte sono passati da due a nove».
L'identità della piazza è cambiata. Sono comparsi negozi di cucina etnica tenuti da stranieri. «Non mi piace lo spaccio e il casino - dice Uddin Nachir, del Fast food indiano - soprattutto dalle 18 in poi». È allora, infatti, che ha luogo la trasformazione della piazza. «I tavolini dei bar fagocitano i negozi - spiega Claudio Signorini, della macelleria -. Scompaiono le famiglie a passeggio. E la piazza è preda di gente che spaccia. Li ho persino visti affilare i coltelli alle colonne. Solo da quando sono cominciati i presidi delle forze dell'ordine, circa dieci giorni fa, la situazione è migliorata».
Tanti commercianti vedono in questi presidi l'unico deterrente al degrado. «Forse si potrebbero fare in modo più discreto - commenta Berto Tesseri, del negozio "L'altra roba" - non credo che sia necessaria una camionetta. Però la manifestazione di sabato notte contro i carabinieri è stata del tutto fuori luogo. La piazza è della società civile».
La situazione di degrado notturno delle Vettovaglie non è un problema nuovo. Dopo la riqualificazione del 2001, la piazza aveva vissuto una stagione di fioritura. «Allora noi commercianti abbiamo cercato di vivere questo luogo in condivisione con tutti - racconta Davide Ricoveri, che ha uno stand di abbigliamento -. Però ho due figli e mi piacerebbe farli venire qui senza avere paura. E allora chiedo a chi ha manifestato sabato contro le forze dell'ordine perché non hanno mai protestato contro chi usa i vicoli come latrine, contro chi spaccia. Non possiamo far finta di niente. Alle 5 del mattino troviamo un quartiere devastato. Certo, non è bello vedere la piazza presidiata, ma i carabinieri sono meglio degli spacciatori. Nel 2005 qui vivevano 25 famiglie, ora sono tutte scappate».
Oggi diversi appartamenti della piazza sono abitati da giovani. «Spesso la sera ho sentito il suono dei tamburi sotto casa - racconta Lucio Biasiori, 25 anni, ricercatore - ma su questo sono tollerante. Ho visto anche risse e spacciatori: non mi sento insicuro. La mia sensazione è che la presenza delle forze dell'ordine finisca per aggravare i conflitti sociali. La repressione sposta il problema in altre zone. Non credo che sia la soluzione».
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