Sicurezza
PISA
Sicurezza, studenti incappucciati marciano contro i carabinieri
Grande tensione sabato notte in piazza delle Vettovaglie a Pisa per una manifestazione di “liberazione” dai presidi delle forze dell’ordine. Una trentina di studenti incappucciati con sacchetti di carta hanno “recintato” con del nastro da cantiere i carabinieri con le loro due auto parcheggiate in piazza. I ragazzi contestano la presenza delle forze dell'ordine in piazza
3 MINUTI DI LETTURA
PISA. Clima incandescente sabato notte in piazza delle Vettovaglie per una manifestazione di “liberazione” dai presidi delle forze dell’ordine. Una trentina di studenti incappucciati con sacchetti di carta hanno “recintato” con del nastro da cantiere i carabinieri con le loro due auto parcheggiate in piazza.
Il gesto - dimostrativo secondo gli organizzatori, provocatorio secondo altri - è stato messo a segno da un gruppo che si firma “Comitato per piazza delle Vettovaglie libera ed ingovernabile”. Il casus belli, infatti, è la presenza da un paio di settimane di un presidio fisso di carabinieri in piazza delle Vettovaglie dove da anni i residenti ed alcuni commercianti avevano chiesto più controlli, visto che l’area attira spacciatori di sostanze stupefacenti.
Veniamo alla cronaca di una notte che, data la tensione, in alcuni momenti ha fatto temere potessero verificarsi scontri. Era da poco passata la mezzanotte quando il gruppo dei manifestanti ha attraversato Borgo Largo e sono entrati nella piazza gridando slogan al megafono. Poi si sono avvicinati ai carabinieri ed alle loro auto. A quel punto hanno iniziato a recintare i militari ed i loro mezzi con nastro da cantiere.
Già dalle 21 di sabato erano almeno una decina i carabinieri che pattugliavano in divisa ed in borghese la zona in quanto la dimostrazione era stato annunciato. Ma All’ora prevista per la manifestazione, cioè alle 21.30, non si è presentato nessuno, forse anche perché alla Cittadella c’era il concerto di Metarock.
Dopo la mezzanotte, invece, la piazza si è riempita di centinaia di giovani, ed ecco il perché dell’estrema pericolosità del gesto “dimostrativo” dei trenta studenti, visto che sarebbe bastato un contatto fisico tra militari e manifestanti per dare fuoco alle polveri, considerando anche il fatto che la vicina piazza Garibaldi straripava di giovani.
Fatto sta che per circa mezz’ora è andato avanti un pericoloso “giochino” tra i manifestanti che stendevano il nastro ed i carabinieri che lo strappavano. Intanto il megafono dei manifestanti diceva che erano i carabinieri ad essere una provocazione e che la Pisa ingovernabile continuerà a vivere i suoi luoghi, perché «la tranquillità è importante, ma la libertà è tutto».
Gli uomini dell’Arma non hanno mai risposto a nessun atto “dimostrativo” anche grazie ad una sorta di attività conciliativa posta in essere da alcuni carabinieri in borghese. Non si può escludere, però, che la manifestazione degli studenti possa avere delle conseguenze, ovvero successive indagini a carico degli organizzatori.
Sicuramente strascichi politico-amministrativi ci saranno eccome, visto che i manifestanti hanno rispedito la “patata bollente” della movida (chiamiamola così, con buona pace della vera movida spagnola) al sindaco Marco Filippeschi che, secondo gli organizzatori, «ha voluto il presidio dei carabinieri perché desideroso di capitalizzare in voti i rigurgiti simil-leghisti di qualche comitato e mettersi così sulla scia di provvedimenti reazionari, tanto in voga oggi».
Durante la manifestazione contro i carabinieri, sono scesi in strada anche alcuni componenti del Comitato per la qualità della vita. «Chiediamo più controlli delle leggi esistenti, non un presidio fisso di forze dell’ordine. Vogliamo che l’amministrazione comunale - spiegano dall’associazione - faccia rispettare i limiti vigenti di chiusura della musica dei bar e che vengano rispettate le ordinanze di somministrazione degli alcolici da parte dei pub e dei bar». Il comitato, comunque, apprezza la presenza dei carabinieri definita come estrema ratio, ma «le regole ci sono e dovrebbe essere la polizia municipale a farle rispettare».
«Nessuno - dice ancora il comitato - vuole spazzare via la movida, tuttavia bisogna rispettare il riposo delle ore notturne che sono necessarie alle famiglie per svolgere le attività diurne, di lavoro o d’altro genere».
«Chi dieci anni fa - aggiungono i residenti - ha comprato casa in queste zone, pagando un mutuo, tra mille sacrifici, oggi non ha più neppure il diritto di dormire, tanto che sembra essere diventato un lusso».
Intanto, alle 2 di notte, la musica impazzava ancora sia in piazza delle Vettovaglie che in piazza Garibaldi.
Il gesto - dimostrativo secondo gli organizzatori, provocatorio secondo altri - è stato messo a segno da un gruppo che si firma “Comitato per piazza delle Vettovaglie libera ed ingovernabile”. Il casus belli, infatti, è la presenza da un paio di settimane di un presidio fisso di carabinieri in piazza delle Vettovaglie dove da anni i residenti ed alcuni commercianti avevano chiesto più controlli, visto che l’area attira spacciatori di sostanze stupefacenti.
Veniamo alla cronaca di una notte che, data la tensione, in alcuni momenti ha fatto temere potessero verificarsi scontri. Era da poco passata la mezzanotte quando il gruppo dei manifestanti ha attraversato Borgo Largo e sono entrati nella piazza gridando slogan al megafono. Poi si sono avvicinati ai carabinieri ed alle loro auto. A quel punto hanno iniziato a recintare i militari ed i loro mezzi con nastro da cantiere.
Già dalle 21 di sabato erano almeno una decina i carabinieri che pattugliavano in divisa ed in borghese la zona in quanto la dimostrazione era stato annunciato. Ma All’ora prevista per la manifestazione, cioè alle 21.30, non si è presentato nessuno, forse anche perché alla Cittadella c’era il concerto di Metarock.
Dopo la mezzanotte, invece, la piazza si è riempita di centinaia di giovani, ed ecco il perché dell’estrema pericolosità del gesto “dimostrativo” dei trenta studenti, visto che sarebbe bastato un contatto fisico tra militari e manifestanti per dare fuoco alle polveri, considerando anche il fatto che la vicina piazza Garibaldi straripava di giovani.
Fatto sta che per circa mezz’ora è andato avanti un pericoloso “giochino” tra i manifestanti che stendevano il nastro ed i carabinieri che lo strappavano. Intanto il megafono dei manifestanti diceva che erano i carabinieri ad essere una provocazione e che la Pisa ingovernabile continuerà a vivere i suoi luoghi, perché «la tranquillità è importante, ma la libertà è tutto».
Gli uomini dell’Arma non hanno mai risposto a nessun atto “dimostrativo” anche grazie ad una sorta di attività conciliativa posta in essere da alcuni carabinieri in borghese. Non si può escludere, però, che la manifestazione degli studenti possa avere delle conseguenze, ovvero successive indagini a carico degli organizzatori.
Sicuramente strascichi politico-amministrativi ci saranno eccome, visto che i manifestanti hanno rispedito la “patata bollente” della movida (chiamiamola così, con buona pace della vera movida spagnola) al sindaco Marco Filippeschi che, secondo gli organizzatori, «ha voluto il presidio dei carabinieri perché desideroso di capitalizzare in voti i rigurgiti simil-leghisti di qualche comitato e mettersi così sulla scia di provvedimenti reazionari, tanto in voga oggi».
Durante la manifestazione contro i carabinieri, sono scesi in strada anche alcuni componenti del Comitato per la qualità della vita. «Chiediamo più controlli delle leggi esistenti, non un presidio fisso di forze dell’ordine. Vogliamo che l’amministrazione comunale - spiegano dall’associazione - faccia rispettare i limiti vigenti di chiusura della musica dei bar e che vengano rispettate le ordinanze di somministrazione degli alcolici da parte dei pub e dei bar». Il comitato, comunque, apprezza la presenza dei carabinieri definita come estrema ratio, ma «le regole ci sono e dovrebbe essere la polizia municipale a farle rispettare».
«Nessuno - dice ancora il comitato - vuole spazzare via la movida, tuttavia bisogna rispettare il riposo delle ore notturne che sono necessarie alle famiglie per svolgere le attività diurne, di lavoro o d’altro genere».
«Chi dieci anni fa - aggiungono i residenti - ha comprato casa in queste zone, pagando un mutuo, tra mille sacrifici, oggi non ha più neppure il diritto di dormire, tanto che sembra essere diventato un lusso».
Intanto, alle 2 di notte, la musica impazzava ancora sia in piazza delle Vettovaglie che in piazza Garibaldi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
