Gioco
Wwf
L'odissea Livorno-Tirrenia
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In bici da Livorno a Tirrenia: l’iniziativa è stata promossa dal WwfDa Livorno a Tirrenia in bicicletta: non è certo un'impresa se parliamo di distanza (poco più di una dozzina di chilometri), ma lo diventa se consideriamo il traffico pesante dei giorni feriali, le trappole disseminate sul percorso tra rotaie, tratti di superstrada e piste ciclabili con brutte sorprese
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TIRRENIA. Da Livorno a Tirrenia in bicicletta: non è certo un'impresa se parliamo di distanza (poco più di una dozzina di chilometri), ma lo diventa se consideriamo il traffico pesante dei giorni feriali, le trappole disseminate sul percorso tra rotaie, tratti di superstrada e piste ciclabili con brutte sorprese.
Proprio per attirare l'attenzione su questa situazione ad alto rischio, ieri c'è stata la biciclettata organizzata dal Wwf livornese per andare a pulire l'Oasi dell'associazione alle dune di Tirrenia. Ecco la cronaca di questo viaggio.
Ore 10: si parte! I partecipanti alla gita si ritrovano in piazza del municipio a Livorno. Le adesioni, come sottolinea Diego Guerri, presidente del Wwf livornese, sono una trentina, forse anche qualcosa in più di quanto ci si aspettasse. Schierati in attesa della partenza, ciclisti e bici di tutte le razze e tipi: ci sono famigliole al completo, bici da passeggio con tanto di bambino piccolo sul sellino posteriore, un'agguerrita miniciclista di 8 anni orgogliosa e sorridente sulla sua biciclettina, qualche city bike con persone che comunque la domenica si fanno il loro bravo giro, compresi alcuni esponenti del Wwf pisano giunti appositamente con le bici in treno a Livorno. Poi, sorpresa, anche alcuni cicloamatori attrezzatissimi sulle loro splendide bici da corsa.
Ore 10,15: in viaggio. La carovana, folta ma ordinata, niente a che vedere con i "grupponi" di amatori che invadono le carreggiate, parte ad andatura più che umana, al trillare dei campanelli.
Ore 10,30: binari trappola. Dopo una foratura riparata in tempi da primato, mentre il gruppo affronta via Da Vinci e i suoi tre insidiosissimi attraversamenti ferroviari, con i binari, che nonostante la riasfaltatura rimangono trappole per bici.
Ore 10,45: via di fuga. La carovana arriva in vista dello svincolo per Tirrenia: si dovrebbe addirittura passare per un breve tratto di superstrada, dove tra l'altro le bici non possono assolutamente circolare. Per fortuna Guerri guida i suoi cavalieri lungo la via che va verso il varco Galvani, dove è stato riaperto da poco il passaggio a livello: i trenta ciclisti si immettono così senza problemi e violazioni al codice in via Santelli.
Ore 11: pista a sorpresa (brutta). Il gruppo supera il ponte mobile e quello sullo Scolmatore. Eccoci finalmente al Calambrone, dove inizia, segnata da una striscia gialla sull'asfalto, la pista ciclabile. Ma dopo pochi minuti una pessima sorpresa: ci sono lavori in corso e le auto sono deviate sulla pista ciclabile, dove non c'è nessun cartello che avverta i ciclisti che, di conseguenza, si vedono arrivare addosso le vetture.
Ore 11,30: la buona pista e l'arrivo. Inizia la pista delimitata dalle protezioni in plastica ed il gruppone raggiunge senza problemi Tirrenia, supera la piazza e arriva all'Oasi del Wwf: si scende dalle bici. Poi, presi guanti e sacchi, si puliscono le dune.
Proprio per attirare l'attenzione su questa situazione ad alto rischio, ieri c'è stata la biciclettata organizzata dal Wwf livornese per andare a pulire l'Oasi dell'associazione alle dune di Tirrenia. Ecco la cronaca di questo viaggio.
Ore 10: si parte! I partecipanti alla gita si ritrovano in piazza del municipio a Livorno. Le adesioni, come sottolinea Diego Guerri, presidente del Wwf livornese, sono una trentina, forse anche qualcosa in più di quanto ci si aspettasse. Schierati in attesa della partenza, ciclisti e bici di tutte le razze e tipi: ci sono famigliole al completo, bici da passeggio con tanto di bambino piccolo sul sellino posteriore, un'agguerrita miniciclista di 8 anni orgogliosa e sorridente sulla sua biciclettina, qualche city bike con persone che comunque la domenica si fanno il loro bravo giro, compresi alcuni esponenti del Wwf pisano giunti appositamente con le bici in treno a Livorno. Poi, sorpresa, anche alcuni cicloamatori attrezzatissimi sulle loro splendide bici da corsa.
Ore 10,15: in viaggio. La carovana, folta ma ordinata, niente a che vedere con i "grupponi" di amatori che invadono le carreggiate, parte ad andatura più che umana, al trillare dei campanelli.
Ore 10,30: binari trappola. Dopo una foratura riparata in tempi da primato, mentre il gruppo affronta via Da Vinci e i suoi tre insidiosissimi attraversamenti ferroviari, con i binari, che nonostante la riasfaltatura rimangono trappole per bici.
Ore 10,45: via di fuga. La carovana arriva in vista dello svincolo per Tirrenia: si dovrebbe addirittura passare per un breve tratto di superstrada, dove tra l'altro le bici non possono assolutamente circolare. Per fortuna Guerri guida i suoi cavalieri lungo la via che va verso il varco Galvani, dove è stato riaperto da poco il passaggio a livello: i trenta ciclisti si immettono così senza problemi e violazioni al codice in via Santelli.
Ore 11: pista a sorpresa (brutta). Il gruppo supera il ponte mobile e quello sullo Scolmatore. Eccoci finalmente al Calambrone, dove inizia, segnata da una striscia gialla sull'asfalto, la pista ciclabile. Ma dopo pochi minuti una pessima sorpresa: ci sono lavori in corso e le auto sono deviate sulla pista ciclabile, dove non c'è nessun cartello che avverta i ciclisti che, di conseguenza, si vedono arrivare addosso le vetture.
Ore 11,30: la buona pista e l'arrivo. Inizia la pista delimitata dalle protezioni in plastica ed il gruppone raggiunge senza problemi Tirrenia, supera la piazza e arriva all'Oasi del Wwf: si scende dalle bici. Poi, presi guanti e sacchi, si puliscono le dune.
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