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Autovelox, non c'ènulla da fare controla multa accessoria

Antonio Scuglia
Autovelox, non c'ènulla da fare controla multa accessoria

Una lunghissima serie di ricorsi simili è stata riunita e discussa davanti al giudice di pace Ermanno Sanzo, con sentenze che mettono un "paletto" probabilmente definitivo. I ricorsi erano tutti, o quasi, contro il Comune di Santa Luce.

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PISA. La mia auto è stata beccata dall'autovelox: nel verbale, oltre alla contravvenzione, c'è anche (non sempre ben comprensibile) l'intimazione a comunicare il nome del conducente (anche se ero proprio io) per il taglio dei punti sulla patente. Se non rispondo sarò condannato a pagare anche la «multa sulla multa»? L'antipatico dilemma ora ha trovato una risposta, che non vi piacerà.

Una lunghissima serie di ricorsi simili è stata riunita e discussa davanti al giudice di pace Ermanno Sanzo, con sentenze che mettono un "paletto" probabilmente definitivo. I ricorsi erano tutti, o quasi, contro il Comune di Santa Luce e vertevano su verbali di accertamento relativi alla violazione dell'articolo 126 bis comma 2 del codice della strada (ovvero la mancata comunicazione dei dati del guidatore), da parte di automobilisti che avevano comunque pagato la sanzione originaria subìta per eccesso di velocità.

In tutti questi casi, i giudici avevano sospeso i procedimenti dopo che proprio dall'ufficio del giudice di pace di Pisa era stata sollevata questione di costituzionalità.
Dopo la decisione della Corte Costituzionale, i procedimenti sono stati riaperti e decisi. Scrive Sanzo nella sentenza 29/2009 e in tutte le sentenze per i casi simili (in cui ha accolto i ricorsi degli automobilisti): «Si deve escludere per le persone fisiche, fino alla data del 3 ottobre 2006, l'obbligo della comunicazione dei dati del conducente». Attenzione alla data: tutti i ricorsi che riguardano infrazioni successive al 3 ottobre 2006 verranno dunque respinti. Come è possibile verificare dalle sentenze emesse successivamente dallo stesso giudice Sanzo e dai suoi colleghi dello stesso ufficio. Brutta notizia per gli automobilisti: in centinaia a Pisa si sono rivolti al giudice di pace per opporsi alla multa "nascosta" dietro quella dell'autovelox.

La sentenza della Corte Costituzionale dichiarò illegittima la vecchia norma perché penalizzava le persone fisiche rispetto alle persone giuridiche (solo le prime si vedevano detrarre i punti dalla patente), ma la situazione è stata sanata dalla legge 286 entrata in vigore il 4 ottobre 2006: omettere di fornire i dati del guidatore, senza giustificato e documentato motivo, costa 250 euro.

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