Gioco
PISA
Bocciate reti e ringhieredi protezione alle spalletteIl mondo dell'arte si ribella
Carlo Venturini
La «grigliata delle spallette» è un boccone che non va giù al mondo della cultura.
Le reazioni di esponenti del mondo dell'arte, alla prospettiva di mettere griglie e cartelli lungo le spallette, sono tutte rivolte ad un rigetto netto della decisione maturata in prefettura. Non si conosce come saranno gabbie e ringhiere sulle spallette, ma tutti concordano nel fatto che i problemi sulla sicurezza sono a monte.
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PISA. La «grigliata delle spallette» è un boccone che non va giù al mondo della cultura.
Le reazioni di esponenti del mondo dell'arte, alla prospettiva di mettere griglie e cartelli lungo le spallette, sono tutte rivolte ad un rigetto netto della decisione maturata in prefettura. Non si conosce come saranno gabbie e ringhiere sulle spallette, ma tutti concordano nel fatto che i problemi sulla sicurezza sono a monte.
«Non si può scaricare su una responsabilità collettiva, atti di singole persone - dice Cosimo Bracci Torsi, presidente della Fondazione Cassa risparmio di Pisa -. Il punto vero della questione sta nel responsabilizzare le persone adulte, sane, vaccinate, raziocinanti, con diritto di voto, a tenere comportamenti dignitosi e decorosi perché laddove ci sono dignità e decoro, c'è anche vivibilità e sicurezza, in un crescendo di sviluppo qualitativo della città».
«Pisa - conclude il presidente - a partire da una certa ora della notte ed in punti come piazza Garibaldi ed i lungarni Pacinotti e Mediceo, è veramente orribile, sì orribile. Si ha la netta impressione di una città abbandonata al caos totale, senza l'ombra di controlli, ed è in questo clima, in questo humus che si coltivano le tragedie dei giorni scorsi».
«Gli alberi su via del Brennero e viale D'annunzio sono pericolosi? Abbattiamoli - interviene provocatoriamente Mauro Del Corso, degli Amici dei Musei - non conosciamo i dettagli dell'operazione griglie e parapetti sulle spallette, ma, da quanto leggo, chi cade dalle spallette non sta accompagnando la figlia a scuola, e trovo almeno strano che si possa anche solo pensare di mettere griglie, reti, parapetti in lungarno, visto che a Parigi ben si guardano dal mettere ringhiere e griglie sul lungo Senna».
«Ed aggiungo - conclude del Corso - che se si metteranno dei cartelli, spero bene che non vengano affissi ai lampioni perché il lungarno non è un'autostrada».
«Ma sì, mettiamoci anche degli spunzoni di ferro per impedire che i giovani ci si siedano»: dice il professor Piero Pierotti. E non cita a caso. «Questa idea degli spunzoni di ferro - continua Pierotti - fu avanzata durante la legislatura del sindaco Pagni». Battute a parte, Pierotti parla di norme di sicurezza già esistenti.
«Le spallette - spiega il docente di storia dell'arte - sono già alte più di 1 metro e 20. Per salirci bisogna saltare o farsi aiutare da qualcuno. Sono di per sé protettive. Mi vengono in mente invece, le balaustre del ponte di Mezzo o del ponte della Fortezza. Quelle sono assai più basse e possono esser molto, molto più pericolose. Se anche si mettessero queste griglie o reti, siamo sicuri che impedirebbero la bravata di qualcuno? Chi vuole porre in essere gesti sconsiderati in realtà ci riesce sempre, con balaustre, reti e griglie che dir si voglia».
La questione griglie sulle spallette dei lungarni è lungi dall'essere esaurita ed il dibattito in città e nelle istituzioni è solo cominciato.
Le reazioni di esponenti del mondo dell'arte, alla prospettiva di mettere griglie e cartelli lungo le spallette, sono tutte rivolte ad un rigetto netto della decisione maturata in prefettura. Non si conosce come saranno gabbie e ringhiere sulle spallette, ma tutti concordano nel fatto che i problemi sulla sicurezza sono a monte.
«Non si può scaricare su una responsabilità collettiva, atti di singole persone - dice Cosimo Bracci Torsi, presidente della Fondazione Cassa risparmio di Pisa -. Il punto vero della questione sta nel responsabilizzare le persone adulte, sane, vaccinate, raziocinanti, con diritto di voto, a tenere comportamenti dignitosi e decorosi perché laddove ci sono dignità e decoro, c'è anche vivibilità e sicurezza, in un crescendo di sviluppo qualitativo della città».
«Pisa - conclude il presidente - a partire da una certa ora della notte ed in punti come piazza Garibaldi ed i lungarni Pacinotti e Mediceo, è veramente orribile, sì orribile. Si ha la netta impressione di una città abbandonata al caos totale, senza l'ombra di controlli, ed è in questo clima, in questo humus che si coltivano le tragedie dei giorni scorsi».
«Gli alberi su via del Brennero e viale D'annunzio sono pericolosi? Abbattiamoli - interviene provocatoriamente Mauro Del Corso, degli Amici dei Musei - non conosciamo i dettagli dell'operazione griglie e parapetti sulle spallette, ma, da quanto leggo, chi cade dalle spallette non sta accompagnando la figlia a scuola, e trovo almeno strano che si possa anche solo pensare di mettere griglie, reti, parapetti in lungarno, visto che a Parigi ben si guardano dal mettere ringhiere e griglie sul lungo Senna».
«Ed aggiungo - conclude del Corso - che se si metteranno dei cartelli, spero bene che non vengano affissi ai lampioni perché il lungarno non è un'autostrada».
«Ma sì, mettiamoci anche degli spunzoni di ferro per impedire che i giovani ci si siedano»: dice il professor Piero Pierotti. E non cita a caso. «Questa idea degli spunzoni di ferro - continua Pierotti - fu avanzata durante la legislatura del sindaco Pagni». Battute a parte, Pierotti parla di norme di sicurezza già esistenti.
«Le spallette - spiega il docente di storia dell'arte - sono già alte più di 1 metro e 20. Per salirci bisogna saltare o farsi aiutare da qualcuno. Sono di per sé protettive. Mi vengono in mente invece, le balaustre del ponte di Mezzo o del ponte della Fortezza. Quelle sono assai più basse e possono esser molto, molto più pericolose. Se anche si mettessero queste griglie o reti, siamo sicuri che impedirebbero la bravata di qualcuno? Chi vuole porre in essere gesti sconsiderati in realtà ci riesce sempre, con balaustre, reti e griglie che dir si voglia».
La questione griglie sulle spallette dei lungarni è lungi dall'essere esaurita ed il dibattito in città e nelle istituzioni è solo cominciato.
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