Il Tirreno

Pisa

Santa Chiara

Niente intervento, il medico è all'estero

Angela Feo
Giovanna Cicilano doveva sottoporsi a un intervento
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Giovanna Cicilano doveva sottoporsi a un intervento

Per prepararsi all'intervento di ieri, Giovanna Cicilano, 32 anni, si è sottoposta a sette giorni di terapia farmacologia. È venuta da Ancona, otto ore di viaggio. Ma quando si è presentata alla clinica oculistica dell'Azienda ospedaliera universitaria pisana ha scoperto che l'operazione era stata cancellata. Peccato che nessuno l'avesse avvertita

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PISA. Per prepararsi all'intervento di ieri, Giovanna Cicilano, 32 anni, si è sottoposta a sette giorni di terapia farmacologia. È venuta da Ancona, otto ore di viaggio.
Ma quando si è presentata alla clinica oculistica dell'Azienda ospedaliera universitaria pisana ha scoperto che l'operazione era stata cancellata. Peccato che nessuno l'avesse avvertita.

«Sono arrivata in reparto a digiuno, pronta per essere operata. Si trattava di un day-hospital - racconta - Avevo già firmato il consenso sulla cartella clinica, quando un operatore, spulciando la lista degli interventi, si è accorto che il mio risultava spostato al 5 novembre: il dottore che avrebbe dovuto operarmi era a San Francisco per un convegno medico insieme al direttore del reparto. Mi è caduto il mondo addosso. Mia madre, che era con me, ha cominciato a piangere».

Giovanna soffre del morbo di Basedow che non le permette di chiudere bene le palpebre, una conseguenza dell'ipertiroidismo, per cui è in cura a Pisa da 5 anni. «Mi sono trovata sempre benissimo - racconta - e i medici finora hanno fatto un lavoro eccellente. Ma l'episodio di oggi (ieri, nda) mi ha causato un forte stress sia emotivo che fisico. Il chirurgo che mi aveva visitato e che avrebbe dovuto operarmi stamattina (ieri, nda) mi aveva chiamato personalmente sul cellulare per comunicarmi la data dell'intervento e mi aveva prescritto una cura farmacologia pre-operatoria abbastanza pesante. Ho poi dovuto prendere diversi giorni di permesso non retribuito al lavoro. Ho pagato i farmaci, il viaggio, le notti in albergo per me e per mia madre».

Ma Giovanna non è stata l'unica "vittima". La stessa situazione è toccata anche a L.G., un'anziana signora di Livorno. «Qui parlano di errori di comunicazione - continua Giovanna - Ma chi pagherà per questo?».

Per cercare di fare chiarezza su quello che era successo, il direttore dell'Unità operativa delle relazioni con il pubblico, Paolo Ursino, si è presentato personalmente per incontrare Giovanna. «Se non c'è stata informazione da parte dell'Azienda ci scusiamo - ha affermato - Faremo comunque in modo che vengano rimborsate tutte le spese che la paziente ha dovuto sostenere». Ursino ha anche assicurato che Giovanna potrà fare un esposto all'Azienda e avere un confronto col medico che ha causato il disguido. «Sono molto stanca - risponde la donna - lo stress è stato forte e valuterò se intraprendere un'azione legale. Dopo quello che è successo, non so se riuscirò a trovare la serenità per affrontare l'intervento in questa clinica».

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