Il dolore
I GUAI PER L’AMBIENTE
Sparita la Penisola dei Gabbiani
Giuliano Fontani
C'era una volta la Penisola dei Gabbiani. Non c'è più. Attraversava la foce del Serchio, a Marina di Vecchiano, costringendo il fiume a una curva sinuosa prima di sfociare in mare. E ora cresce anche la preoccupazione soprattutto per le prossime mareggiate invernali perché quest'anno la foce le dovrà affrontare senza la protezione di quella penisola
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MARINA DI VECCHIANO. C'era una volta la Penisola dei Gabbiani. Non c'è più. Attraversava la foce del Serchio, a Marina di Vecchiano, costringendo il fiume a una curva sinuosa prima di sfociare in mare. E ora cresce anche la preoccupazione soprattutto per le prossime mareggiate invernali perché quest'anno la foce le dovrà affrontare senza la protezione di quella penisola.
Cosa sta accadendo? Un sito ambientalista lo domanda ai dirigenti del Parco Migliarino-San Rossore, ma azzarda anche alcune ipotesi. La prima riguarda le opere che si stanno realizzando alla foce di Boccadarno per la costruzione del nuovo porto turistico. La seconda, invece ipotizza che la sparizione della Penisola sia dovuta agli interventi in corso d'opera al Gombo per accrescere la spiaggia.
La conclusione, ad ogni buon conto, è scoraggiante e si sostiene che da quello che sta accadendo a Bocca di Serchio, appare evidente che il mare non riesce più a portare un quantitativo adeguato di sabbia. Per quale ragione? Anche il fiume non riesce più a portare una quantità adeguata di materiale alla foce. Con tutti i prelievi che vengono fatti lungo il suo percorso il fiume non ha più la forza di un tempo e l'estate si trasforma in un lago.
La situazione è allarmante perché significa che è stato rotto un equilibrio che invece era stato mantenuto per secoli.
Il presidente del Parco, Giancarlo Lunardi, è d'accordo sulla diagnosi, ma non sulle cause della scomparsa della Penisola dei Gabbiani: «E' vero, è ormai del tutto sparita. Ma non tiriamo in ballo il porto di Marina, perché le opere sono realizzate completamente a terra, dentro la linea di riva. Per la foce del Serchio è come se il porto fosse realizzato a Filettole... Di questo sono sicuro, un po' meno certo dell'influenza dei "pennelli" che si stanno realizzando al Gombo. I tecnici scartano questa ipotesi e bisogna anche considerare che in certi tratti della tenuta di San Rossore la spiaggia ha subito negli ultimi 150 anni un'erosione progressiva, anche di dieci metri all'anno. Che in tutto questo tempo fanno un chilometro e mezzo».
La causa vera, secondo Lunardi, sta nel fatto che quest'anno si sono verificate tre-quattro grandi piene del Serchio, niente a che vedere neppure con la storica piena del 2000. Nel 1987 si creò una situazione quasi opposta, la foce naturale si era spostata a nord, in direzione di Torre del Lago, addirittura oltre il poligono militare. Quando si verificano le piene si apre un solco, si dice lo facessero anche i pescatori con una semplice pala per togliere sabbia al fiume.
Attualmente dei circa 500 metri della Penisola dei Gabbiani ne è rimasta appena una decina. E Lunardi, insieme ai tecnici del Parco, individua un paio di cause, oltre al ripetersi delle piene. Anzitutto la sistemazione dei boschi che ha bloccato l'erosione delle colline e quindi ridotto l'arrivo di materiali, in secondo luogo le dighe a monte che trattengono le piene. Infine alcune grandi opere che sporgono in mare, ad esempio il porto di Livorno, che del resto non ha trovato spazi sulla sponda destra dello Scolmatore (zona Tombolo del Parco).
In tutto questo potrebbe apparire una contraddizione: da una parte l'aumento delle piene del fiume, dall'altra l'arrivo ridotto di materiale del monte.
Ma non è così - dice il presidente Lunardi - perché in realtà la roba che arriva dal fiume, per un gioco di correnti marine, si va a depositare a nord e spesso siamo alle prese con l'insabbiamento del porto di Viareggio. Il massimo sarebbe riuscire ad intercettare e trattenere i materiali che arrivano con le piene del fiume».
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