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Ripartono i lavori alla Sterpaia

Immobile della Sterpaia nel Parco di San Rossore
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Immobile della Sterpaia nel Parco di San Rossore

Per l'Ente Parco è una fase di notevoli investimenti sul patrimonio immobiliare della tenuta di San Rossore. E di nodi da sciogliere, alcuni dei quali veramente complessi, legati in particolar modo alla Sterpaia. «Ma i nodi pian piano si stanno sciogliendo», dice il presidente del Parco Giancarlo Lunardi, non nascondendo una certa soddisfazione

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PISA. Per l'Ente Parco è una fase di notevoli investimenti sul patrimonio immobiliare della tenuta di San Rossore. E di nodi da sciogliere, alcuni dei quali veramente complessi, legati in particolar modo alla Sterpaia. «Ma i nodi pian piano si stanno sciogliendo», dice il presidente del Parco Giancarlo Lunardi, non nascondendo una certa soddisfazione. La vicenda della Sterpaia non è semplice, essendosi sommate negli anni una serie di complicazioni. Cominciamo dalla struttura piccola, il Casale, che alcuni mesi fa ha riaperto i battenti.

La sua chiusura, durata diverso tempo, è stata dovuta ad una causa tra assegnatari della gestione. Il contenzioso tra la San Rossore.it e la Copisa ha avuto il suo epilogo con un ricorso al Tar. Nelle pastoie burocratiche il Casale ha visto interrompersi il suo utilizzo. Adesso è la Copisa che ne ha in carico la gestione. Così, al Casale, già prima dell'estate sono riaperti il bar e il ristorante. Anche la foresteria (mirata al turismo scolastico) ha ripreso, almeno in parte, la sua attività; sarà l'estate prossima quella del pieno rilancio.

Non meno complessa la situazione che si è verificata per la struttura più grande della Sterpaia. Un'impasse lungo qualche anno, provocato dal fallimento della ditta (un'azienda del meridione) chiamata a fare i lavori di recupero. Questa ditta, che pure aveva presentato come vogliono le norme la certificazione antimafia, è rimasta implicata in vicende di criminalità organizzata. Dunque, per il Parco si è trattato di ricominciare da capo. «Stiamo ora assegnando di nuovo i lavori a varie ditte locali - spiega Lunardi - in modo che eseguano la parte finale dei lavori». In questa struttura sarà realizzata una foresteria più grande di quella del Casale, «destinata - aggiunge il presidente del Parco - ad un turismo ordinario e capace quindi di integrare l'offerta turistica della città».

C'è poi la questione dell'ala sinistra, quella delle scuderie. I locali si stanno progressivamente svuotando. E' in corso la gara d'appalto (per 2,5 milioni di euro): diventerà la sede fissa delle attività di Toscani, con la scuola di comunicazione. Il trasferimento dei cavalli avverrà in strutture da restaurare che si trovano in un'area della tenuta più vicina al Serchio; questi edifici, dove andrà il coordinamento delle visite guidate, saranno attrezzati anche per l'ippoterapia.

Tutti questi interventi rientrano nel piano triennale degli immobili del Parco approvato dalla Regione. Inaugurata da poco "La Pineta" (sede della vigilanza della tenuta e di un piccolo macello per carni di animali selvatici) e completato il trasferimento di tutti i servizi (la vigilanza ha ora sede agli Stalloni), si lavora anche al primo lotto della "Giraffa", ovvero alla ristrutturazione ed accorpamento di tre edifici vicini all'Arno per ospitare il nuovo Centro Studi del Parco, che sarà anche la base della Federparchi nazionale. In corso poi la gara (500mila euro) per il risanamento della villa presidenziale al Gombo: da eliminare i problemi che la vicinanza al mare crea a parti in legno e ferro.

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