Il Tirreno

Pisa

LA MORTE DELL’EX STEWARD

Donati gli organi, salvate sette vite

Il reparto di chirurgia d’urgenza, dove il giovane era stato ricoverato
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Il reparto di chirurgia d’urgenza, dove il giovane era stato ricoverato

Molte persone vivranno grazie al generoso gesto della madre di Peter Mahut, il ragazzo slovacco morto a soli 27 anni in seguito ad una fatale caduta dalle spallette di lungarno Mediceo. L'espianto sul corpo dello sfortunato giovane è iniziato nella notte fra lunedì e martedì

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PISA. Molte persone vivranno grazie al generoso gesto della madre di Peter Mahut, il ragazzo slovacco morto a soli 27 anni in seguito ad una fatale caduta dalle spallette di lungarno Mediceo. L'espianto sul corpo dello sfortunato giovane è iniziato nella notte fra lunedì e martedì.

È iniziato alle 2, presso la clinica di chirurgia d'urgenza del Santa Chiara. Al lavoro ben sei équipe di chirurghi specialisti in trapianti, provenienti da altrettanti ospedali della penisola, che si sono succedute al tavolo operatorio fino alla mattinata inoltrata di ieri.

Regalando un futuro ad altre persone in attesa di trapianto, Peter ha potuto donare il cuore, i reni, il pancreas, le cornee, il fegato, tessuti ossei e cute. A parte chi riceverà tessuti ossei e cute, più di una persona, di sicuro ad aver salva la vita saranno sette pazienti in attesa di una speranza. Gli organi prelevati sono stati poi diretti - grazie al supporto della protezione civile, che ha organizzato arrivi del personale medico e trasporto degli organi - ad ospedali della Toscana, della Puglia e del Veneto.

L'incidente che è costato la vita al ragazzo, ex steward di Ryanair, a Pisa in visita ad amici, ma ultimamente residente a Stansted, è avvenuto nella notte fra venerdì e sabato. Il giovane, in compagnia di amici, chiacchierava con loro all'altezza del bar Bosi. Ad un tratto i ragazzi non lo hanno visto più; solo pochi minuti dopo qualcuno, sporgendosi verso il fiume, si è accorto che il corpo del giovane amico era precipitato sotto le spallette, lungo l'argine in cemento dell'Arno. Le condizioni del giovane sono apparse subito disperate e un intervento chirurgico alla testa non è bastato a salvargli la vita. Al suo capezzale la madre, giunta sabato da Bratislava e assistita dall'ambasciatore slovacco in Italia. Questa mattina in prefettura si terrà un summit del Comitato sicurezza per decidere in tempi brevi come segnalare, soprattutto a turisti stranieri, la pericolosità dell'avventurarsi sulle spallette.
C.V.

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