Sicurezza
proteste
Il custode si ammalae il Giardino Scotto apre in ritardo
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Genitori e figli al Giardino ScottoDisagi ieri mattina per i genitori che avevano scelto, vista la bella giornata, di portare i figli al giardino Scotto. Già alle 9, ora di apertura, una decina di persone si erano radunate davanti ai cancelli chiusi. «Sarà in ritardo il custode - ha detto una mamma - Aspettiamo, è questione di qualche minuto e arriva
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PISA. Disagi ieri mattina per i genitori che avevano scelto, vista la bella giornata, di portare i figli al giardino Scotto. Già alle 9, ora di apertura, una decina di persone si erano radunate davanti ai cancelli chiusi. «Sarà in ritardo il custode - ha detto una mamma - Aspettiamo, è questione di qualche minuto e arriva. Di solito è puntuale, può darsi che ci sia stato un contrattempo». Intanto la fila delle persone davanti - più che altro bambini accompagnati da mamme, ma anche da babbi, nonni e nonne - aumentava.
Nel giro di un'ora si erano radunate una cinquantina di persone, tutte in attesa di entrare all'interno del Giardino e trascorrere una mattinata di relax, magari con i figli piccoli.
Qualcuno nel frattempo se n'era andato, mentre si è cercato di avvisare la ditta incaricata del servizio, "Terra, uomini e ambiente". Ad un certo punto, passate le 10, dopo che i cancelli continuavano a restare chiusi, molti avevano optato per il vicino viale delle Piagge, con un certo disappunto.
Sta di fatto che l'apertura dei cancelli del giardino Scotto è avvenuta solo intorno alle 11. A quell'ora c'erano poche persone in attesa, visto che buonissima parte di coloro che si erano radunati davanti avevano perso le speranze.
Più tardi si è scoperta la ragione del disservizio. A comunicarla è stato uno dei responsabili della ditta "Terra, uomini e ambiente" che è incaricata anche dei servizi interni al giardino e che ci ha chiamato in redazione.
«Vogliamo scusarci con tutti - ha detto il responsabile ieri pomeriggio al nostro giornale - per il disservizio procurato dalla ritardata apertura dei cancelli. Purtroppo il custode che doveva aprire alle 9 si è sentito male e ce l'ha comunicato in ritardo. Appena lo abbiamo saputo, si è provveduto immediatamente a inviare il sostituto. Ma essendo già passata più di un'ora e mezzo, anche se si è catapultato allo Scotto, il sostituto, di fatto, ha potuto aprire i cancelli soltanto intorno alle 11. Quindi due ore dopo la regolare apertura».
«Ce ne rammarichiamo e chiediamo nuovamente scusa - ha concluso il responsabile -, cercando di fare in modo d'ora in avanti che un fatto del genere non succeda più».
Nel giro di un'ora si erano radunate una cinquantina di persone, tutte in attesa di entrare all'interno del Giardino e trascorrere una mattinata di relax, magari con i figli piccoli.
Qualcuno nel frattempo se n'era andato, mentre si è cercato di avvisare la ditta incaricata del servizio, "Terra, uomini e ambiente". Ad un certo punto, passate le 10, dopo che i cancelli continuavano a restare chiusi, molti avevano optato per il vicino viale delle Piagge, con un certo disappunto.
Sta di fatto che l'apertura dei cancelli del giardino Scotto è avvenuta solo intorno alle 11. A quell'ora c'erano poche persone in attesa, visto che buonissima parte di coloro che si erano radunati davanti avevano perso le speranze.
Più tardi si è scoperta la ragione del disservizio. A comunicarla è stato uno dei responsabili della ditta "Terra, uomini e ambiente" che è incaricata anche dei servizi interni al giardino e che ci ha chiamato in redazione.
«Vogliamo scusarci con tutti - ha detto il responsabile ieri pomeriggio al nostro giornale - per il disservizio procurato dalla ritardata apertura dei cancelli. Purtroppo il custode che doveva aprire alle 9 si è sentito male e ce l'ha comunicato in ritardo. Appena lo abbiamo saputo, si è provveduto immediatamente a inviare il sostituto. Ma essendo già passata più di un'ora e mezzo, anche se si è catapultato allo Scotto, il sostituto, di fatto, ha potuto aprire i cancelli soltanto intorno alle 11. Quindi due ore dopo la regolare apertura».
«Ce ne rammarichiamo e chiediamo nuovamente scusa - ha concluso il responsabile -, cercando di fare in modo d'ora in avanti che un fatto del genere non succeda più».
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