Gioco
Fini in visita
Il Pdl pisano snobba Fini,a riceverlo e ad ascoltarloc'era solo il centrosinistra
Carlo Venturini
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Fini durante l’intervento e più a destra la sala gremita e il suo arrivo all’universitàL'auditorium del Polo Carmignani era gremito da docenti, studenti e dalle massime cariche istituzionali cittadine. Entra Fini e tutti, in piedi, lo hanno salutato con un lungo applauso. La cosa che è balzata subito agli occhi, è che in platea e nel comitato di benvenuto, non c'era nessun big locale del Pdl
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PISA. Arriva Gianfranco Fini, presidente della camera e numero due del Partito delle libertà, ma il Pdl locale è desaparecido.
L'auditorium del Polo Carmignani era gremito da docenti, studenti e dalle massime cariche istituzionali cittadine. Entra Fini e tutti, in piedi, lo hanno salutato con un lungo applauso. La cosa che è balzata subito agli occhi, è che in platea e nel comitato di benvenuto, non c'era nessun big locale del Pdl. Stessa cosa dicasi per esponenti provinciali e regionali del Pdl.
Una sensazione strana, difficile dire se casuale o se conseguente a un isolamento politico in cui è caduto Fini per la sempre maggiore distanza che su alcuni temi ha con il premier Berlusconi.
Per dirla in tutta franchezza, in quell'aula c'erano forse più esponenti del Pd locale e regionale tant'è che in prima fila, c'erano il consigliere toscano Fabiana Angiolini e il vicesindaco Paolo Ghezzi che con la fascia tricolore che ha accolto al suo arrivo in città il presidente della Camera. Anzi, Ghezzi ha precisato a Fini che il sindaco di Pisa Marco Filippeschi era in missione in Cina altrimenti avrebbe fatto lui gli onori di casa.
Si sa oltrettutto che quell'aula del Carmignani, in cui più volte sono risuonati gli applausi per Fini, è stata il quartier generale dell'Onda universitaria e che il convegno è stato organizzato da Scienze politiche facoltà da sempre più vicina ad ambienti del centrosinistra. Come dire che Fini ha parlato ed è stato accolto da una platea al 99% di orientamento di centrosinistra (c'erano anche diversi precari della ricerca).
Ma di cosa ha parlato Fini? Di immigrazione e di inadeguatezza della politica di fronte alle nuove esigenze della società. «Per contrastare il disinteresse sui temi politici che si percepisce nella società - ha detto Fini - serve una nuova cultura politica e anche un nuovo linguaggio politico. Innanzitutto - ha ripreso Fini - occorre ripensare al tema della cittadinanza, come adesione ai valori più profondi della Repubblica».
Si deve poi ripensare anche al concetto di patria. «La patria - spiega il presidente della camera - è definita come terra dei padri ma allora il giocatore Mario Balotelli che veste la casacca della Nazionale, che parla in stretto bergamasco, non potrebbe rivolgersi all'Italia come patria perché non è la terra dei suoi padri». Fini si riferisce alla necessità di un cambiamento del concetto di patria, un cambiamento che sembra imposto dai mutamenti della nostra società sempre più multietnica e multicuturale e che necessita di nuove regole per dare la cittadinanza agli stranieri.
L'auditorium del Polo Carmignani era gremito da docenti, studenti e dalle massime cariche istituzionali cittadine. Entra Fini e tutti, in piedi, lo hanno salutato con un lungo applauso. La cosa che è balzata subito agli occhi, è che in platea e nel comitato di benvenuto, non c'era nessun big locale del Pdl. Stessa cosa dicasi per esponenti provinciali e regionali del Pdl.
Una sensazione strana, difficile dire se casuale o se conseguente a un isolamento politico in cui è caduto Fini per la sempre maggiore distanza che su alcuni temi ha con il premier Berlusconi.
Per dirla in tutta franchezza, in quell'aula c'erano forse più esponenti del Pd locale e regionale tant'è che in prima fila, c'erano il consigliere toscano Fabiana Angiolini e il vicesindaco Paolo Ghezzi che con la fascia tricolore che ha accolto al suo arrivo in città il presidente della Camera. Anzi, Ghezzi ha precisato a Fini che il sindaco di Pisa Marco Filippeschi era in missione in Cina altrimenti avrebbe fatto lui gli onori di casa.
Si sa oltrettutto che quell'aula del Carmignani, in cui più volte sono risuonati gli applausi per Fini, è stata il quartier generale dell'Onda universitaria e che il convegno è stato organizzato da Scienze politiche facoltà da sempre più vicina ad ambienti del centrosinistra. Come dire che Fini ha parlato ed è stato accolto da una platea al 99% di orientamento di centrosinistra (c'erano anche diversi precari della ricerca).
Ma di cosa ha parlato Fini? Di immigrazione e di inadeguatezza della politica di fronte alle nuove esigenze della società. «Per contrastare il disinteresse sui temi politici che si percepisce nella società - ha detto Fini - serve una nuova cultura politica e anche un nuovo linguaggio politico. Innanzitutto - ha ripreso Fini - occorre ripensare al tema della cittadinanza, come adesione ai valori più profondi della Repubblica».
Si deve poi ripensare anche al concetto di patria. «La patria - spiega il presidente della camera - è definita come terra dei padri ma allora il giocatore Mario Balotelli che veste la casacca della Nazionale, che parla in stretto bergamasco, non potrebbe rivolgersi all'Italia come patria perché non è la terra dei suoi padri». Fini si riferisce alla necessità di un cambiamento del concetto di patria, un cambiamento che sembra imposto dai mutamenti della nostra società sempre più multietnica e multicuturale e che necessita di nuove regole per dare la cittadinanza agli stranieri.
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