Gioco
Microsoft, Oracle, Apple, Google
L'alta tecnologia made in Pisa conquista i colossi dell'informatica
Francesco Loi
Piccole aziende, grandi clienti. Dalle loro sedi disseminate per Pisa e provincia, talvolta da postazioni singole in qualche garage, dialogano con i mostri sacri dell'informatica - Microsoft, Oracle, Apple, Google - da pari a pari, o quasi. E' quella nicchia chiamata Ict, ovvero tecnologia dell'informazione e della comunicazione attraverso mezzi digitali
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PISA. Piccole aziende, grandi clienti. Dalle loro sedi disseminate per Pisa e provincia, talvolta da postazioni singole in qualche garage, dialogano con i mostri sacri dell'informatica - Microsoft, Oracle, Apple, Google - da pari a pari, o quasi. E' quella nicchia chiamata Ict, ovvero tecnologia dell'informazione e della comunicazione attraverso mezzi digitali, che meglio di altre sta reggendo all'ondata della crisi economica. Ma è anche di più: un vanto, un ponte di Pisa nel futuro e verso il mondo. «La crisi? Essendo micro-aziende tutto sommato ce la caviamo bene».
Chi parla è Andrea Di Benedetto, neo-presidente nazionale dei giovani Cna, uno dei soci della 3logic, impresa di consulenza informatica e software house, una sede per ora arrangiata in via Risorgimento, le cui competenze vengono utilizzate da aziende di grido come Vodafone, Telecom Italia, Ferrari, Alinari. La storia della 3logic è simile a quella di tante altre aziende presenti a Pisa. Di Benedetto, 37enne salernitano, si trasferisce a 17 anni nella nostra città per iscriversi ad ingegneria informatica. Inizia a lavorare come free-lance e poi fonda 3logic con due amici conosciuti all'Università, Domenico Loschiavo e Giommaria Bazzoni. «Pisa offre tanto, tra Cnr, facoltà di ingegneria ed informatica, poli tecnologici. E' una fucina di menti, spesso a più basso costo rispetto agli "artigiani dell'informatica" di altre realtà. Per questo sempre più colossi dell'informatica cercano da queste parti quello di cui hanno bisogno».
3logic è in fase di trasloco: sta per lasciare i locali di via Risorgimento per andare nella vecchia sede della Misericordia in via San Frediano. L'azienda, oltre ai 3 soci, ha 7 dipendenti e 4 collaboratori. E' un po' più grande rispetto alla media: secondo le ultime stime sul mondo Ict, le imprese con meno di 5 dipendenti sono infatti il 77,5% del totale; quelle superiori a 50 l'1,4%. Le imprese attive nel settore ammontano a 799, in crescita del 29% rispetto al 2002, con un'incidenza sul totale regionale del 13,7%. Il volume d'affari? Il 76,1% fattura meno di 250mila euro, il 12,4 tra 250 e 500mila, il 4,3 tra 500 e 750mila, il 2,3% tra 750 e 1 milione; solo il 4,9% fattura più di 1 milione di euro.
Andrea Di Benedetto racconta la sua realtà con entusiasmo: «Abbiamo aumentato il fatturato del 30%. Le commesse ci sono, così come quote di mercato ancora da conquistare, grazie alla creatività e al dinamismo. La crisi si fa semmai sentire alla voce costi finanziari. I nostri clienti hanno allungato i tempi di pagamento, da 30 a 120 giorni. Dobbiamo quindi gestire scoperti e fidi, tenere botta come si dice. Ma le risposte delle banche troppo spesso non sono in linea con le nostre esigenze. E le piccole imprese più in affanno o che hanno fatto investimenti, stanno incontrando maggiori difficoltà».
Di Benedetto parla dal suo iPhone mentre è in viaggio per la Lombardia. 3logic, insieme all'agenzia creativa "Maison, the" di Milano, proprio nei giorni scorsi ha installato in Corso Como, nello showroom di un'importante azienda di abbigliamento, la Peuterey, una vetrina interattiva. Da lontano questa vetrina sembra appannata, ma al contatto di chi ci passa davanti l'appannamento va in dissolvenza e compaiono modelli e modelle che sfilano presentando i capi in vendita. E' solo un esempio di quello che fa 3logic. Sullo stesso principio al Festival della Creatività in corso a Firenze, alla Fortezza da Basso, "grattando" la carrozzeria si svela nei suoi meccanismi interni il nuovo Mp3 della Piaggio.
Queste applicazioni innovative, «molto stimolanti per i giovani che vengono a lavorare da noi», aggiunge Di Benedetto, si affiancano al core business della sua azienda: la consulenza informatica o la creazione di siti web, come quello con cui la Ferrari dialoga con i suoi concessionari per presentare le novità e ricevere segnalazioni dai punti vendita. Da via Risorgimento a Maranello, insomma. Non da meno l'informatizzazione dell'archivio della Fratelli Alinari Spa, la più antica azienda nel campo della fotografia. «I ricavi del nostro core business - prosegue Di Benedetto - sono quelli che ci consentono di impiegare il 30% in ricerca e sviluppo». E' così che 3logic da due anni si è dirottata sull'interattività legata ai musei, all'arte e agli showroom come quello di Milano. «Noi assumiamo: dopo aver formato un ragazzo, investito sul suo sapere e la sua genialità è una strada obbligata. Il valore di un'azienda come la mia è il capitale umano, non i server o le sedie. E siamo integrati con il territorio che ci dà tanto. Ma dobbiamo difendere questa ricchezza, evitare l'emigrazione di cervelli verso Germania, Spagna, Stati Uniti oppure Milano. Dobbiamo stimolarne la creatività, dar loro sicurezza e qualità della vita che a Pisa è possibile, in modo che non si facciano conquistare dal posto fisso, ma anonimo, nelle multinazionali di alienanti metropoli».
Chi parla è Andrea Di Benedetto, neo-presidente nazionale dei giovani Cna, uno dei soci della 3logic, impresa di consulenza informatica e software house, una sede per ora arrangiata in via Risorgimento, le cui competenze vengono utilizzate da aziende di grido come Vodafone, Telecom Italia, Ferrari, Alinari. La storia della 3logic è simile a quella di tante altre aziende presenti a Pisa. Di Benedetto, 37enne salernitano, si trasferisce a 17 anni nella nostra città per iscriversi ad ingegneria informatica. Inizia a lavorare come free-lance e poi fonda 3logic con due amici conosciuti all'Università, Domenico Loschiavo e Giommaria Bazzoni. «Pisa offre tanto, tra Cnr, facoltà di ingegneria ed informatica, poli tecnologici. E' una fucina di menti, spesso a più basso costo rispetto agli "artigiani dell'informatica" di altre realtà. Per questo sempre più colossi dell'informatica cercano da queste parti quello di cui hanno bisogno».
3logic è in fase di trasloco: sta per lasciare i locali di via Risorgimento per andare nella vecchia sede della Misericordia in via San Frediano. L'azienda, oltre ai 3 soci, ha 7 dipendenti e 4 collaboratori. E' un po' più grande rispetto alla media: secondo le ultime stime sul mondo Ict, le imprese con meno di 5 dipendenti sono infatti il 77,5% del totale; quelle superiori a 50 l'1,4%. Le imprese attive nel settore ammontano a 799, in crescita del 29% rispetto al 2002, con un'incidenza sul totale regionale del 13,7%. Il volume d'affari? Il 76,1% fattura meno di 250mila euro, il 12,4 tra 250 e 500mila, il 4,3 tra 500 e 750mila, il 2,3% tra 750 e 1 milione; solo il 4,9% fattura più di 1 milione di euro.
Andrea Di Benedetto racconta la sua realtà con entusiasmo: «Abbiamo aumentato il fatturato del 30%. Le commesse ci sono, così come quote di mercato ancora da conquistare, grazie alla creatività e al dinamismo. La crisi si fa semmai sentire alla voce costi finanziari. I nostri clienti hanno allungato i tempi di pagamento, da 30 a 120 giorni. Dobbiamo quindi gestire scoperti e fidi, tenere botta come si dice. Ma le risposte delle banche troppo spesso non sono in linea con le nostre esigenze. E le piccole imprese più in affanno o che hanno fatto investimenti, stanno incontrando maggiori difficoltà».
Di Benedetto parla dal suo iPhone mentre è in viaggio per la Lombardia. 3logic, insieme all'agenzia creativa "Maison, the" di Milano, proprio nei giorni scorsi ha installato in Corso Como, nello showroom di un'importante azienda di abbigliamento, la Peuterey, una vetrina interattiva. Da lontano questa vetrina sembra appannata, ma al contatto di chi ci passa davanti l'appannamento va in dissolvenza e compaiono modelli e modelle che sfilano presentando i capi in vendita. E' solo un esempio di quello che fa 3logic. Sullo stesso principio al Festival della Creatività in corso a Firenze, alla Fortezza da Basso, "grattando" la carrozzeria si svela nei suoi meccanismi interni il nuovo Mp3 della Piaggio.
Queste applicazioni innovative, «molto stimolanti per i giovani che vengono a lavorare da noi», aggiunge Di Benedetto, si affiancano al core business della sua azienda: la consulenza informatica o la creazione di siti web, come quello con cui la Ferrari dialoga con i suoi concessionari per presentare le novità e ricevere segnalazioni dai punti vendita. Da via Risorgimento a Maranello, insomma. Non da meno l'informatizzazione dell'archivio della Fratelli Alinari Spa, la più antica azienda nel campo della fotografia. «I ricavi del nostro core business - prosegue Di Benedetto - sono quelli che ci consentono di impiegare il 30% in ricerca e sviluppo». E' così che 3logic da due anni si è dirottata sull'interattività legata ai musei, all'arte e agli showroom come quello di Milano. «Noi assumiamo: dopo aver formato un ragazzo, investito sul suo sapere e la sua genialità è una strada obbligata. Il valore di un'azienda come la mia è il capitale umano, non i server o le sedie. E siamo integrati con il territorio che ci dà tanto. Ma dobbiamo difendere questa ricchezza, evitare l'emigrazione di cervelli verso Germania, Spagna, Stati Uniti oppure Milano. Dobbiamo stimolarne la creatività, dar loro sicurezza e qualità della vita che a Pisa è possibile, in modo che non si facciano conquistare dal posto fisso, ma anonimo, nelle multinazionali di alienanti metropoli».
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