La manifestazione
COME CAMBIANO I SERVIZI
Ospedale e aeroporto senza Poste
Gianluca Campanella
◗
Il logo di Poste Italiane all’interno dell’ospedale di Cisanello«Quattordicimila uffici postali italiani aperti anche il sabato mattina», così proclama Poste Italiane. Ora, però, gli sportelli potrebbero diventare un po' di meno. Dal primo ottobre in città ha chiuso l'agenzia di Cisanello ed è in arrivo un'altra sorpresa: stessa sorte toccherà presto anche all'ufficio all'interno dell'aeroporto
3 MINUTI DI LETTURA
PISA. «Quattordicimila uffici postali italiani aperti anche il sabato mattina», così proclama Poste Italiane. Ora, però, gli sportelli potrebbero diventare un po' di meno. Dal primo ottobre in città ha chiuso l'agenzia di Cisanello ed è in arrivo un'altra sorpresa: stessa sorte toccherà presto anche all'ufficio all'interno dell'aeroporto. Sembra un paradosso, eppure è così. Proprio dove maggiore è l'esigenza di incrementare i servizi, Poste Italiane se ne va. Non va dimenticato, infatti, che a Cisanello sta nascendo un ospedale di rilevanza europea in cui circoleranno circa 25mila persone al giorno, mentre al Galilei transitano ogni anno quattro milioni di passeggeri. Ma Poste Italiane ha decretato che "non si fa e non si farà budget"; quindi non c'è interesse a restare.
Dietro la distribuzione capillare c'era la filosofia del servizio universale, ora la nuova strategia nasconde una parola d'ordine: profitto. Undici anni fa le vecchie "Poste e Telegrafi" sono diventate una società per azioni. I tagli al personale e le ristrutturazioni hanno portato per la prima volta in attivo il bilancio nel 2001; da allora Poste Spa macina guadagni e sta progressivamente cambiando faccia: sempre meno lettere e sempre più finanza.
Basta un dato a dimostrarlo: nel 2004 il 35% del fatturato proveniva dal settore della corrispondenza; l'anno scorso solo il 30,8% dei ricavi era dovuto ai servizi postali. Ci sono due spiegazioni: da un lato Internet sta diventando il mezzo di comunicazione preferito dagli italiani per scambiarsi molto più velocemente auguri, lettere personali o burocratiche e commerciali. Dall'altro la nuova divisione BancoPosta si comporta come una vera e propria banca: si possono effettuare tutte le principali operazioni di deposito e prelievo.
Considerando che ogni transazione comporta una commissione per i clienti e che nel 2011 è prevista in ambito Ue la piena liberalizzazione del settore postale, si capisce perché Poste Italiane abbia deciso di tenere in vita solo le attività che non sono in perdita.
Per esempio, i due sportelli che servono gli abitanti di Treggiaia e Larderello, hanno subito restrizioni d'orario: l'apertura settimanale è passata da sei giorni a quattro. E sono diventati "mono operatore": un addetto si occupa di tutto e questo significa code lunghissime anche per comprare un francobollo.
A Pisa, chi abita nelle pertinenze dell'ufficio postale di via Bargagna, deve stare attento a farsi trovare in casa se aspetta una raccomandata. Altrimenti nella cassetta troverà il classico cartoncino giallo che indica di ritirarla «a partire dalle ore 12 del giorno successivo», con una novità: bisogna raggiungere il centro gestionale in via Cannizzaro, zona Ospedaletto, non servita perfettamente dai mezzi pubblici.
Per i piccoli centri si riesce ancora a vedere una logica, ma «quello che ci sfugge è l'abbandono dell'ospedale e dell'aeroporto Galilei - commenta Massimo Coli della Cgil - se anche la gente non spedisse più pacchi e cartoline, o avesse bisogno di pagare bollettini di conto corrente, l'affluenza di persone a Cisanello e all'aeroporto è tale che si potrebbero generare utili col solo movimento di denaro».
Poste Italiane non la pensa così: l'amministratore delegato Massimo Sarni, presentando l'ultimo bilancio, ha dichiarato che «la trasformazione del mercato impone investimenti in tecnologia per lo sviluppo dei pagamenti via cellulare».
Insomma, per malati, familiari, infermieri, medici e abituée degli aerei c'è sempre la possibilità di acquistare una sim telefonica controllata da Poste e trasformare il cellulare in un portafoglio elettronico. Se poi però si è analfabeti tecnologici, i problemi non sono pochi.
Dietro la distribuzione capillare c'era la filosofia del servizio universale, ora la nuova strategia nasconde una parola d'ordine: profitto. Undici anni fa le vecchie "Poste e Telegrafi" sono diventate una società per azioni. I tagli al personale e le ristrutturazioni hanno portato per la prima volta in attivo il bilancio nel 2001; da allora Poste Spa macina guadagni e sta progressivamente cambiando faccia: sempre meno lettere e sempre più finanza.
Basta un dato a dimostrarlo: nel 2004 il 35% del fatturato proveniva dal settore della corrispondenza; l'anno scorso solo il 30,8% dei ricavi era dovuto ai servizi postali. Ci sono due spiegazioni: da un lato Internet sta diventando il mezzo di comunicazione preferito dagli italiani per scambiarsi molto più velocemente auguri, lettere personali o burocratiche e commerciali. Dall'altro la nuova divisione BancoPosta si comporta come una vera e propria banca: si possono effettuare tutte le principali operazioni di deposito e prelievo.
Considerando che ogni transazione comporta una commissione per i clienti e che nel 2011 è prevista in ambito Ue la piena liberalizzazione del settore postale, si capisce perché Poste Italiane abbia deciso di tenere in vita solo le attività che non sono in perdita.
Per esempio, i due sportelli che servono gli abitanti di Treggiaia e Larderello, hanno subito restrizioni d'orario: l'apertura settimanale è passata da sei giorni a quattro. E sono diventati "mono operatore": un addetto si occupa di tutto e questo significa code lunghissime anche per comprare un francobollo.
A Pisa, chi abita nelle pertinenze dell'ufficio postale di via Bargagna, deve stare attento a farsi trovare in casa se aspetta una raccomandata. Altrimenti nella cassetta troverà il classico cartoncino giallo che indica di ritirarla «a partire dalle ore 12 del giorno successivo», con una novità: bisogna raggiungere il centro gestionale in via Cannizzaro, zona Ospedaletto, non servita perfettamente dai mezzi pubblici.
Per i piccoli centri si riesce ancora a vedere una logica, ma «quello che ci sfugge è l'abbandono dell'ospedale e dell'aeroporto Galilei - commenta Massimo Coli della Cgil - se anche la gente non spedisse più pacchi e cartoline, o avesse bisogno di pagare bollettini di conto corrente, l'affluenza di persone a Cisanello e all'aeroporto è tale che si potrebbero generare utili col solo movimento di denaro».
Poste Italiane non la pensa così: l'amministratore delegato Massimo Sarni, presentando l'ultimo bilancio, ha dichiarato che «la trasformazione del mercato impone investimenti in tecnologia per lo sviluppo dei pagamenti via cellulare».
Insomma, per malati, familiari, infermieri, medici e abituée degli aerei c'è sempre la possibilità di acquistare una sim telefonica controllata da Poste e trasformare il cellulare in un portafoglio elettronico. Se poi però si è analfabeti tecnologici, i problemi non sono pochi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
